William Shakespeare
Biografia

 

...Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte...

William Shakespeare è considerato il più grande drammaturgo in lingua inglese di sempre e, in assoluto, fra i maggiori scrittori e poeti di ogni tempo e paese. Ha scritto tragedie entrate nella storia della letteratura, divertenti commedie mai apparse sulle scene inglesi. È stato attore egli stesso. Shakespeare è anche autore di 154 sonetti e di diversi poemi. La sua abilità consiste nell'andare oltre la narrativa per descrivere gli aspetti interiori e profondi della natura umana. Sembra che abbia scritto la maggior parte dei suoi lavori tra il 1585 e il 1611, anche se le date esatte e la cronologia delle opere a lui attribuite non sono note con precisione, mancando una biografia approfondita e completamente attendibile.

William Shakespeare nasce a Stratford-upon Avon nell'aprile 1564, quasi sicuramente il 26. E' terzo di otto figli. La madre, Mary Arden, discende da una famiglia di possidenti. Il padre, John, appartiene alla corporazione dei pellai e guantai di Stratford; le sue condizioni economiche dapprima sono agiate, poi la sua situazione si fa più dissestata, a causa, pare, di liti giudiziarie. Nel novembre del 1582, a 18 anni, William sposa Anne Hathaway, 26 anni. Sei mesi più tardi nasce la figlia Susanna a cui seguono nel 1585 due gemelli, Hamnet e Judith. Con una moglie e tre figli da mantenere, oltre a fratelli e sorelle più giovani a cui provvedere, e un padre, a quel tempo in cattive condizioni economiche, Shakespeare si trasferisce a Londra in cerca di fortuna. I primi anni trascorsi nella capitale sono in assoluto i più misteriosi: probabilmente lavora come attore in diverse compagnie teatrali.

Le notizie su di lui riprendono nel 1592, quando la fama di Shakespeare è già in ascesa vertiginosa, tanto d'attirarsi le gelosie dei colleghi più anziani. Robert Greene lo definisce come "Un corvo parvenu, abbellito dalle nostre piume, che con la sua "Arte di tigre nascosta da un corpo d'attore" (parodia della frase di Shakespeare "Oh, cuore di tigre nascosto da un corpo di donna!" Enrico VI, parte Terza) ritiene d'essere capace quanto il migliore di voi di tuonare in pentametri giambici; ed essendo un faccendiere affaccendatissimo, è secondo il suo giudizio l'unico 'scuoti-scene' del paese".                                                                                                                                L'anno successivo, mentre un'epidemia di peste fa chiudere tutti i teatri, Shakespeare pubblica il poemetto mitologico "Venere e Adone", dedicato al Conte di Southampton, suo generoso patrono, così come il poemetto "Lucrezia violata" (1594). Anonimo esce anche il suo "Tito Andronico".

Cessata l'epidemia, si riaprono i teatri e si riorganizzano le compagnie; viene fondata la compagnia dei "Servi del Lord Ciambellano" ("The Chamberlain's Men"): gli attori stessi partecipano alle spese e agli utili, secondo il modello cooperativo. La compagnia recita al Theatre, al Curtain, e infine al Goble, e ottiene grande successo, divenendo la favorita di corte. La carriera del poeta si identifica con la fortunata storia di questi Chamberlain's Men, per i quali l'autore compone drammi. Essa, soprattutto grazie all'opera di Shakespeare, diventa talmente popolare che, dopo la morte di Elisabetta I e l'incoronazione di Giacomo I (1603), il nuovo monarca adotta la compagnia che si fregia così del titolo di King's Men (Uomini del re). Successivamente, nonostante il favore ottenuto dai suoi primi poemetti, Shakespeare non dà seguito all'attività di poeta non drammatico, se non con i sonetti, che vengono composti principalmente tra il 1594 e il 1596. Il tono pessimistico di alcuni sonetti sembra preludere a tragedie come "Amleto", e quindi si può intuire che la vita dell'autore non fosse felice nonostante la sua fama e il suo successo.

Nel 1596 muore il figlio maschio, Hamnet; nel 1601 sarà la volta del padre John, e nel 1608 della madre Mary. Nel 1597 William compra una casa, con "due granai, due giardini, due frutteti, con annessi, in Stradford-upon-Avon". L'acquisto della casa, la più grande di Stratford a quei tempi,  testimonia il notevole guadagno che Shakespeare  ottiene con la sua attività teatrale. Intorno al 1611 si ritira a Stratford, continuando comunque a scrivere. Qui, a causa della sua salute cagionevole, muore il 23 aprile del 1616.

La maggior parte degli accademici accetta che lo Shakespeare attore e lo Shakespeare scrittore vissuto in Stratford on Avon siano la stessa persona. Tuttavia, a causa della scarsità di notizie certe sulla sua vita, sono stati avanzati diversi dubbi sulla vera identità di William Shakespeare, o sul fatto che sia stato effettivamente l'autore delle opere che gli furono attribuite. In particolare come autori delle opere sono state avanzate le candidature di:        - Edward de Vere, 17° conte di Oxford, colto nobiluomo della corte elisabettiana che avrebbe potuto continuare la propria giovanile attività poetica sotto uno pseudonimo per motivi di decoro. - Bacone, celebre filosofo e scrittore, che avrebbe scritto le opere teatrali sotto uno pseudonimo. - Christopher Marlowe, altro autore teatrale che non sarebbe morto nel 1593 come si ritiene, ma avrebbe svolto attività di spionaggio per la corona e avrebbe continuato la propria attività letteraria con un falso nome.  - Sono stati fatti anche i nomi di William Stanley, conte di Derby, Ben Johnson, Thomas Middleton, sir Walter Raleigh, forse in collaborazione con Bacone, e persino della stessa regina Elisabetta I.

Williams Shakespeare è sepolto nella chiesa di Stratford, e la sua tomba reca l'iscrizione in versi: "Buon amico / per amor di Cristo / non cavar fuori / la polvere qui racchiusa! / Benedetto chi rispetta queste pietre / e maledetto chi rimuove le mie ossa".

Nel 1623, poco dopo la morte della moglie, esce un volume di grande formato (in-folio), curato dagli attori John Heminge e Henry Condell, con trentasei drammi di Shakespeare, sotto il titolo di "Mr William Shakespeare's comedies, histories and tragedies" ("Le commedie, i racconti e le tragedie di William Shakespeare").

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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