Sguardi persi in sentieri blu

Una sera d’autunno
scruto nell’infinito ciel
il luccichio di mille misteri.
Stelle
che sussurrano a voce bassa
parole senza echi.
Illusioni
da sembianze desiate
che si dissolvono al chiarore.
Indovini e profeti d’ogni tempo
l’hanno trattenuti in ampolle di cristallo
ai riverberi del sole
per leggerne la sorte dell’umanità.
Sguardi ancora persi
nei sentieri blu
chiedono pietà
per chi si arrampica
sui grovigli di fili invisibili
a costruire la propria memoria.

Maria 1 ottobre 2004

Lui non c’è

Vorrei entrare
in chiesa
e pregare
ma il silenzio si frange
sulla scogliera dell’anima
e sgretola il mio credo
nel manto schiumoso
della risacca.

Urla il dolore
di donne
che piangono i loro figli
piegati dalla miseria
svenduta al mercato
dell’intolleranza.

Urla il dolore
di uomini
nelle cui viscere
brucia l’orgoglio incenerito
dalla voce dura
di bombe caricate
a superbia e uranio.

Vorrei entrare
in chiesa
ma Lui non c’è
nell’icona di una casa
che non ha più altari
per preghiere smarrite
nel profondo mare
dei perché.

Maria 22 luglio 2005

Stella del firmamento

Gli occhi s’attardano
come due gabbiani
nell’ultimo volo della sera.
Scrutano lo schermo nero
spianato sull’emisfero assopito.
Il pensiero abbraccia il cuore
per non sentirsi solo,
e condividere l’emozione
allo scorrere, come torrente in piena,
d’immagini sfocate, nitide
che s’infrangono su pietre,
irrompono con salti vertiginosi,
scivolano lente e malinconiche.
Chi è il regista?
Non trovo risposta
tra bagliori sacri e arcani.
Sono solo una stella che arde
accogliendo del firmamento la luce
per sparire infine nell’immenso buio.

Maria 18 maggio 2005

 

 

Anelli di vita

Mi trascino sulla scalinata
con catene di legno
ai pensieri e al cuore.
Anelli vinti
alla giostra delle pene
tra silenzi galoppanti,
echi di voci ruvide.

Entro nella Tua casa
a cercar la chiave
delle mille notti
trascorse tra muri chiusi
da bastardi incontri
con l’altra me.

Ti cerco
in ogni suono
e scia di luce.
Non ci sei.
Ti parlo
con parole
ora stillanti sangue
ora silenziose.
Non rispondi.

Un dubbio s’incastra
dove la ruggine
ha messo le radici.

Esco alla luce del sole,
il cielo è sempre lo stesso.
Con un anello in più
scendo la scalinata
più sola di prima.

Maria 14 novembre 2004

Tu, sì Tu

Tu,
sì tu che siedi sul trono del mistero
laudato da peccatori timorosi
e dissacrato da anime stolte,
posa lo sguardo sui viaggiatori avviliti
e ridisegna le rotte nei cieli
bucati dall’ ingordigia umana.

Non sciorinare antiche regole
ed errori di uomini smarriti
che nella storia non hanno piantato
semi in terre fertili
nè dal pozzo attingono
più acqua santa.
Il secchio è inquinato da esseri immondi.

Non intonare il solito canto
su spiriti vincenti un domani
che non vedremo,
è uno sciabordio che incanta
solo chi ha paura della grande Notte.

Perdona un passato e un presente assemblati
per muri del pianto
e sublima i segni giusti
per chi non teme il dolore altrui
né la caduta di torri
sul calendario che annienta
i giorni e i sogni dell’ uomo terribilmente solo.

Tu, scendi sulla Terra
e affiancati a noi nella nuova semina
su campi arsi da fuochi
innalzati per la caccia alle streghe.
Insegna noi come far risorgere un mondo
che non sa più dove il sole sfiora l’ orizzonte.

Tu,
sì Tu artefice di un universo
dall’uomo spento, abbraccia noi
nel disperato richiamo di Pace
e accendi la luce sulla grande strada,
quella della ragione e della libertà.


Maria 8 agosto 2006

 

 

Poesia teologica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indietro