
... La mia vita non ha avuto nulla di convenzionale. Non sono il tipo di persona classica....
Ritratto
di Guido Sommi, 1925, olio su tela. Collezione
privata.

I quadri
presentati in questa mostra misero in evidenza la
cura e la preziosità tecnica di Tamara, esperta del
Rinascimento e del Manierismo, e sembravano ispirati
ai maestri fiamminghi, in aperta contrapposizione al
dilagante gusto per l'astrattismo.
All'inizio degli anni '60 lo stile di Tamara de
Lempicka volse all'astrattismo con l'utilizzo della
spatola al posto dei pennelli, con contorni confusi
e pochi accenni di colore.
La mostra, allestita nel 1962, alla Galleria Jolas
di New York fu un fallimento.
L’artista passò dal piacevole stile cubista,
art-decò, ricco di colori, a composizioni astratte
che delusero il pubblico e venneroo accolte con
indifferenza della critica.
Portrait
de Madame Morillot
1932
olio su tela, cm 100x65
Collezione Privata

Primavera, 1929. Olio su legno
Collezione privata

Ritratto della duchessa de la Salle , 1925
olio su tela; 161,3 x 95,9
Collezione privata

Nel 1928
divorziò dal marito e cadde in un depressione cha la spinse
ad un'attività pittorica più intensa e ad attività
umanitarie. L'anno più produttivo, nella sua vita artistica
è il 1932, quando Tamara de Lempicka fu presente in cinque
diverse mostre collettive e l'opera "Jeune fille aux gants",
esposta al Salon des Indépendants, venne acquistata
dallo Stato Francese per 1000 franchi.
Nel 1934 sposò (sembra per interesse, su consiglio della
madre) il barone Raoul Kuffner, suo massimo collezionista.
All'inizio della seconda guerra mondiale Tamara ed il marito
si trasferirono a Beverly Hills in California, ma dopo pochi
anni, nel 1943, si spostarono a New York, dove la pittrice
potè continuare la sua attività artistica e seguire meglio
le sue mostre a New York, Los Angeles e San Francisco.
Nel 1957, dopo più di dieci anni di assenza dal mercato
italiano, Tamara de Lempicka presentò le sue nuove opere a
Roma alla Galleria Sagittarius.
The Musician 1929 oil on canvas

Andromeda,
1929
Private Collection

Adamo
ed Eva, 1932
Olio su tavola; 116 x 73 cm
Collezione privata

Donna che dorme, 1935. Olio su tela.
Collezione privata.

Ormai talmente ricca da potersi prendere un aereo dal
Texas per andare al Ritz di Parigi solo per un tè,
Tamara de Lempicka rimase in Europa, contesa dal bel
mondo, fino al 1978 quando si rifugiò in Messico a
Cuevernaca in una bellissima villa in compagnia di un
giovane amico e scultore gay Victor Contreras.
Tamara de Lempicka morì nella sua casa a Cuernavaca, il
18 marzo 1980,
stroncata da difficoltà respiratorie:
avrebbe dovuto dormire con la maschera dell’ossigeno, ma
la trovarono senza.
E secondo le sue
volontà testamentarie, le sue ceneri vennero sparse nel
cratere del vulcano Popocatépetl, che lei vedeva
all'orizzonte dal suo giardino.
La pittrice,
offesa, dichiarò che non avrebbe più partecipato ad alcuna
esposizione ed alla morte per infarto del marito, il barone
Kuffnerdvard, avvenuta nello stesso anno, si ritirò a
Houston, dove viveva la figlia Kizette.
Nel 1969 Tamara de Lempicka ritornò a Parigi e riprese a
dipingere.
La pittrice aveva già 74 anni quando la mostra antologica,
organizzata presso la Galerie du Luxembourg, la riportò
prepotentemente al successo.
Questo successo trasformò Tamara de Lempicka da artista d'elitè
in artista da culto popolare, apprezzata per la "modernità"
e audacia, che tanto avevano scandalizzato negli anni '20 e
'30.
Autoritratto nel Bugatti Verde, 1925, olio su legno. Collezione privata.

Tamara de Lempicka, vero nome Tamara Rosalia Gurwik- Górska, nata a Varsavia il 16 maggio 1898, è stata una pittrice polacca appartenente alla corrente dell'Art Déco.
Figlia di Malvina Decler, una polacca di origine francese, e di Boris Gurwik- Górski, avvocato di Varsavia. A seguito della prematura scomparsa del padre, dovuta al divorzio secondo le dichiarazioni dell'artista, o a un suicidio secondo altre ipotesi, Tamara visse con sua madre e i suoi due fratelli (Stanislaw e Adrienne), sostenuta dalla famiglia Decler e vezzeggiata dalla nonna Clementine. Proprio per accompagnare la nonna compì il suo primo viaggio in Italia nel 1907, nel corso del quale, dopo aver visitato le città d'arte italiane ed essersi spostate in Francia, Tamara avrebbe imparato alcuni rudimenti di pittura da un francese di Mentone. La sua formazione scolastica, seguita dalla nonna Clementine, va posta tra una scuola di Losanna (Villa Claire) in Svizzera e un prestigioso collegio Polacco di Rydzyna. L'anno successivo, alla morte della nonna, si trasferì a San Pietroburgo in casa di una zia, dove conobbe l'avvocato Tadeusz Łempicki, che sposò nel 1916. Durante la rivoluzione russa, suo marito venne arrestato dai bolscevichi, ma venne liberato grazie agli sforzi e alle conoscenze della giovane moglie.
Considerata la situazione politica in Russia, i Łempicki decisero di trasferirsi a Parigi, dove nacque la figlia Kizette nel 1920. Tamara iniziò a studiare pittura alla Académie de la Grande Chaumiere e alla Académie Ranson con maestri come Maurice Denis e André Lhote. Qui affinò il suo stile personale, fortemente influenzato delle istanze artistiche dell'Art Déco, ma al contempo assai originale. Nel 1922 espose, al Salon d'Automne, la sua prima mostra in assoluto. In breve tempo divenne famosa come ritrattista col nome di Tamara de Lempicka.
Il suo talento precoce la rese da quel momento protagonista stravagante della mondanità europea; i suoi pennelli ritrassero molti personaggi noti dell'epoca. Divenuta pittrice di successo, Tamara de Lempicka, negli anni Venti conobbe molti scrittori e pittori, entrando in contatto con il clima culturale cubista e futurista. Incontraò anche Marinetti. Tra i suoi 'fan' c'era anche il drammaturgo e dongiovanni più celebre in Europa, Gabriele D'Annunzio, che nel 1926 la invitò al Vittoriale per farsi ritrarre. Ma il ritratto non fu mai eseguito: era infatti una scusa del poeta per attirare Tamara, della quale era infatuato. Lei lo respinse, lui le donò un anello con topazio che l'artista portò per tutta la vita.
Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, Tamara de Lempicka creò immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, “i folli” anni Venti e Trenta di cui diventò la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltivò il suo talento artistico, ma anche costruì con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.
Bonney. Tamara devant le portrait de Tadeusz c.1928

Tamara De Lempicka Varsavia, 1898

La dormiente, 1931/32 olio su tela
