Stieg Larsson (1954-2004) era un giornalista esperto, a livello mondiale, di movimenti di estrema destra, collaboratore di diverse testate e dell’agenzia di stampa TT, corrispondente dall’Inghilterra, consulente del ministero di Giustizia, inviato per l’OSCE, ha lavorato anche come consulente di Scotland Yard. Nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, fondò la rivista EXPO, con intenti antirazzisti. Era sempre impegnato in prima linea contro razzismo, antisemitismo, fascismo, movimenti nazionalisti, discriminazioni, abusi sulle donne e si identificava totalmente con il proprio lavoro. Bersaglio di gruppi neonazisti, visse per anni protetto dalla polizia, costretto a tenere segreta la propria abitazione e a modificare quotidianamente i suoi tragitti. E' morto improvvisamente per un attacco cardiaco, nel novembre 2004, poco prima dell’uscita in libreria del primo episodio della trilogia che aveva appena concluso.

 

I tre libri superano le 2.400 pagine e si riescono comunque a leggere in pochissimi giorni se vieni avvinto dalla trama, come è successo con me. Tra i tre quello che forse mi è piaciuto di meno è il terzo: situazioni e personaggi secondari troppo noir e quasi esagerati. Una storia molto intensa con dei protagonisti costruiti in maniera eccezionale, non i classici manichini, ma con le tante sfumature dell'animo umano.

Non è Mikael Blomkvist l’eroe di questo romanzo. Si parla di donne, donne maltrattate, violentate, oltraggiate, seviziate, uccise: non può essere che Lisbeth Salander la protagonista assoluta. La venticinquenne che, se non fosse per i vari piercing e tatuaggi, sembrerebbe una bambina, l’asociale che è stata internata nel reparto di psichiatria e che è fuggita da tutte le famiglie affidatarie, l’hacker brillante a cui nessun computer è precluso e che si diletta con il teorema di Fermat, dotata di una comprensione immediata di qualunque problema matematico.

Non si può negare che Lisbeth sia violenta, eppure Lisbeth ha la sua morale. Lisbeth reagisce con la violenza solo quando è provocata. Allora diventa una furia spietata, lucidissima, incredibilmente forte per i suoi un metro e cinquanta più o meno di altezza. E noi non possiamo che essere dalla sua parte, come Mikael, del resto. Lisbeth è un personaggio che ti entra dentro la pelle. Un personaggio che vorresti davvero conoscere anche se magari non sapresti come comportarti con una così…

 

 

Larsson aveva in mente di scrivere una decina di romanzi con protagonisti la coppia vincente, costituita dall’affascinante giornalista Mikael Blomkvist e dalla giovane hacker Lisbeth Salander. E' in corso un’autentica guerra legale fra la compagna di Larsson, Eva Gabriellsson, da un lato e il padre e il figlio dello scrittore dall’altro. Tutti i diritti d'autore sono stati assegnati a questi ultimi, pur non avendo buoni rapporti con Stieg. La compagna di sempre, colei che ha vissuto con lui per anni e che lo ha aiutato nella stesura di Milleniun, non essendo legalmente congiunta allo scrittore, ha ricevuto solo parte della casa dove hanno vissuto insieme e null'altro. A quanto pare, però, una quarta bozza dell’attuale trilogia si troverebbe sul computer portatile di Larsson, computer che la sorte ha voluto destinare a Eva. Ma lei nega per ovvi motivi ereditari.

Quasi dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo, con soli dodici dei trentaquattro paesi che hanno acquistato i diritti d’autore sulla trilogia ad aver tradotto e pubblicato i romanzi. Tanto per fare un esempio, manca all’appello il mercato statunitense. In Francia già si scrivono saggi su Larsson, uno ha per oggetto proprio il caso del quarto, ipotetico, romanzo della saga e si intitola Le Mystère du Quatrième Manuscruit: enquête au coeur de la série Millénnium ed è stato scritto dal giallista Guillaume Lebeau. Insomma, per farla breve, c’è molto clamore intorno al caso Larsson.

 


 

 

Uscito da qualche settimana nei paesi scandinavi, Uomini che odiano le donne, il film tratto dal primo dei romanzi della Millennium Trilogy di Stieg Larsson, sta infrangendo tutti i record di incassi: già oltre un milione e mezzo di spettatori, uno dei migliori risultati di sempre per il cinema svedese. Un successo così clamoroso che i produttori hanno deciso che anche il secondo e il terzo romanzo (da cui originariamente era prevista solo una serie televisiva) avranno delle versioni per il grande schermo. I film da La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta usciranno in Svezia tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010. Uomini che odiano le donne irromperà nelle sale italiane il 29 maggio.

    È in lavorazione anche la serie televisiva ispirata ai tre episodi.
 

 

 

 

Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco, ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.


 

 

Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio, un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.


 

 

La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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