Io Donna

Io Donna
bambina e madre
indigena e straniera
libera e schiava,
diversa.

Genitrice
di te e per te,
uomo.
Serbo il tuo seme
in una conchiglia,
lo curo
con sacrificio e amore
fin quando andrà
splendente per il mondo.

Bambina incantata
che gioca con sogni segreti
facendone collane
che si sgranano
al rumore della tua voce.

Ti accolgo nel tepore
della mia casa
e mi sento straniera
dove sono i tuoi passi.

Debole e capricciosa
se abbasso la testa
o punto i piedi a terra
ai tuoi no.

Sono la donna
dei tuoi sogni
che accende passioni
e profuma
la tua pelle.

Io Donna,
ma diversa.

Ferita e indifesa,
messa in un angolo
perché crede ancora
nella fiaba dell’amore.

Maria 5 novembre 2004

Il gigante buono (L'amico)

Soli...
a spingere lo sguardo
in deserti infiniti,
a versare lacrime
nel proprio grembo,
a parlare
con ombre cinesi.
Soli...
ad affidare pensieri
alla nebbia che galoppa
le ondate di tempesta.
Soli...
a pilotare
viaggi senza meta
della nostra disperazione.
Stavolta, no...
un gigante buono
si è levato il cappello
per raccogliere le lacrime
e gettarle nel mare
che domato
ha mostrato i suoi ricchi fondali
e l’ampiezza del rispetto di sè
e dell’amicizia.

Maria 15 ottobre 2004

Fuori è primavera

Ecco la primavera.
Spunta giocosa
dietro lo steccato.
Al solleticar del tiepido raggio
ride la pelle della terra.
E tra le rughe umide
teneri steli di margherite
giocano con la brezza
dei venti dell’est.
Una rondinella sbatte le ali
nell’atto di seguire lo stormo
ignara del senso di quel volo.

Il tuo corpo bambino
osserva
mentre le parole duellano
alla ricerca di risposte.
L’angoscia della solitudine
morde lo stomaco,
la rabbia del fuoco sconosciuto
guida il piede insanguinato
contro lo steccato
e la tua voce grida
in una lingua diversa:

Sto male, aiuto!


Maria 17 marzo 2005

Le mie perle

Al finir dell’estate
come rondini smarrite
si posano sul mio ramo.
Le accolgo tra le fronde
e le invito a guardare
oltre il cielo limpido,
a sorridere
anche se spaventati dai temporali,
a non cadere
quando il vento urla forte,
a mostrare la forma e il colore
della perla che racchiudono
nei loro gusci.
Quando il filo che ci unisce
è ormai d’acciaio
scuoto le braccia
e le lascio andare via.
Hanno negli occhi
le mie primavere perdute,
i sogni lasciati per strada,
il batter d’ali e i battiti
del mio cuore.
Nel loro volo
mi sbriciolo in granelli
che andranno sparsi nei campi.
La tristezza curva
la mia schiena.
Ma ecco che altre rondini
vengono a posarsi sul ramo
ed io m’innalzo a trattenere
la loro vivace sorpresa
per i colori del mondo.

Maria 8 agosto 2005

 

 

 

Per chi, ancora, ha voglia di credere nell’uomo.

Indifferenza e solitudine solcano
un torbido oceano di lacrime
sospinte da fredde correnti.
Onde si infrangono
su pietre distratte
per smarrirsi in schiuma fielosa
che i suoi fondali vomita.

Crudeli delitti si mascherano
dietro lo sguardo cieco
di feticci e di un dio assente.
Prati sterili prolificano
senza pudore e senza pausa
macchie di porpora
da mani deliranti.
Angeli indifesi
in lontani paradisi
danzano senza ali
al suono di misteriosi canti
voli eterei.

Eppur...
leggeri venti caldi spirano semi
a colmare zolle vuote,
a nutrir usignoli muti.
E piccoli fari segnano il percorso
a chi vaga senza bussola
alla ricerca di albe certe.
E di lontani accordi musicali
s’odono concerti
per chi, ancora, ha voglia
di credere nell’uomo.

Maria 13 settembre 2004

E i boccioli nel roseto
chinarono il capo.

Si spogliò una rosa di neve,
con lacrime rosse su labbra
che più non gusteranno
il frutto del suo ventre
e la gioia in petto.

E i boccioli nel roseto
chinarono il capo.

Passi felini e sibili devastanti
fuggono in orme profonde, dolorose
e, clandestini, vivono oscuri trionfi di sconfitte,
in semine di morte e di terrore.

E i boccioli nel roseto
chinarono il capo.

Si contorcono le viscere della terra
e buio si fa il cielo con i suoi astri.
E le sinistre, errabonde bestie immonde
non inorridiscono all’odore putrido
che scorre nelle loro vene
come sangue di Caino?

E i boccioli nel roseto
chinarono il capo.

Maria 7 settembre 2004

Giornata della memoria

Oggi il pensiero va

ai tanti bimbi
la cui vita fu negata
dal filo spinato
di cuori di ghiaccio.
Teneri gigli sterminati
dai gas criminali.

a uomini e donne
nudi nei camici a righe
in quotidiane file di umiliazione
uccisi in nome
della falsa superiorità
dell’acqua nera.

Nella storia dell’uomo,
spesso tinta di sangue,
mai come quella volta
fu il diavolo a regnare
sul mondo.
Un inferno che deve alitare
sui sensi del ricordo
chè l’uomo viva nel terrore
dell’oltraggio a se stesso.

Maria 27 gennaio 2005

Forrest Gump

Piuma che libra
tra i soffi boriosi
di un cielo diviso a metà
da lame affamate
di sangue innocente
in cui travasare
le proprie paure.
Piuma che freme
sul filo incoerente del tempo
mentre gli umori traboccano
nel piantare a fatica i sogni
sulla riva opposta
di un fiume in salita.
Occhi bambini l’attraversano
per aggrapparsi alla zattera
che conduce in campi
profumati di grano.
E correre libero
come piuma
che governa l’aria
impregnandosi di sole
prima che quel dio minore
tiri giù la notte
su terra ancora acerba.

Maria 29 giugno 2005

Il paese dell’amore

Mi guardo intorno
vedo occhi abbassati
sorrisi insapori
mani ritirate.
Vorrei mettere le ali
e raggiungere un paese lontano
che tutti hanno nel cuore.
Un paese colorato
un paese profumato
un paese dove le parole
hanno il spore del vero
del rispetto, della tolleranza.
Un paese di case con giardini
senza cancelli.
Vorrei inventare
altri colori
da poter dare il nome
a tutte le vie di questo paese.
Vorrei nuovi sorrisi
per adornare il viso
di tutti.
Ecco bambini vorrei
che tutti lavorassimo insieme
per costruire
con amore e per voi
il paese dell’amore.

Maria 2005
 

 

Poesia sociale  2004/2005/2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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