Roberto Saviano (Napoli, 1979) è uno scrittore italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere. Si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo. Fa parte del gruppo di ricercatori dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità. Collabora con L'espresso e La Repubblica. Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, Lo Straniero, Nazione Indiana, Sud, e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum Fax 2005), e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo 2005). Nel 2006 in seguito al successo del romanzo Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, ha subito pesanti minacce (confermate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia) dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli il ministro dell'Interno in carica Giuliano Amato gli ha conferito una scorta e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli.

 

Ho letto il libro di Roberto Saviano a due anni dalla sua pubblicazione. Inizialmente non volevo leggerlo, avendo vissuto per molti anni in quella realtà ed essendone quasi scappata. Quando vivi a Napoli vedi, senti, subisci direttamente o indirettamente la violenza prepotente della camorra. I nomi di certi personaggi circolano per le vie della città e del suo hinterland e con essi anche la cronaca delle loro azioni illegali. Così come a volte ti capita di vedere strani movimenti che avvengono in certi quartieri o vicoli e che incutono timore. Altre volte diventi la vittima di certe "azioni accessorie" illegali dei loro affiliati. Io stessa ho subito più di una volta lo scippo, il furto dell'auto e il furto in casa. Come ho subito la diffidenza da parte di chi giudica tutti i Campani come camorristi.

E mi rifiutavo di leggere un libro che raccontasse un qualcosa da cui ero fuggita un po’ per vigliaccheria e un po’ per offrire a mia figlia un ambiente più sano e più sicuro. Bisogna lottare è vero, ma da sola e avendone la possibilità ho intrapreso la strada più facile. E alla fine, colpita anche dallo sguardo spaventato e, al contempo, coraggioso del giovane Saviano, ho comprato il libro e l'ho divorato, nonostante la sua lunghezza e la difficoltà a seguire certe complesse descrizioni.

 

Il libro di Saviano è tra il romanzo, il saggio e il reportage ed è scritto con una "voce", un tono e una partecipazione diversi dai soliti libri che trattano lo stesso argomento. C'è qui la partecipazione emotiva dell'io narrante. Il narratore si materializza, di tanto in tanto, in un giovane, che lavora all'interno del 'Sistema', ansioso di conoscere personaggi, meccanismi e motivazioni d'azione dei clan, regole mai scritte dell’ attività imprenditoriale-criminale, rapporti intercorrenti tra affiliati e boss, e tra i boss dei diversi clan. E' un entrare pian piano in una realtà allucinante, assistendo alla descrizione di delitti crudeli e di legami e intrecci tra il legale e l'illegale, che ci lasciano increduli nella nostra ingenuità e spaventati da quello che sembra un mondo complesso che oltrepassa ogni confine della nostra immaginazione.

Il libro si apre con la scena raccapricciante dello scarico di centinaia di cadaveri da un container nel porto di Napoli insieme a merci che verranno occultate nelle viscere di enormi palazzi vuoti. In mezzo è raccontata con precisione la complessità di un potere imprenditoriale, delle sue ambizioni, delle esecuzioni, delle guerre per occupare ogni settore della vita economica ( edilizia, appalti, cemento armato, droga, armi, merci di ogni specie, rifiuti…) del territorio italiano e anche oltre, sbarcando persino in porti oltre oceano. Un potere imprenditoriale che si avvale di una milizia di straordinaria spietatezza ed efficacia, persino di bambini. Si chiude, infine, con la descrizione di una terra dove vengono versati i rifiuti velenosi del Nord Italia e di mezza Europa e sulla quale vive una popolazione, così, esposta a intossicazioni e tumori.

 

Roberto Saviano con Gomorra ha vinto: il Premio Viareggio-Repaci Opera Prima, il Premio Giancarlo Siani, il Premio Dedalus, il Premio Lo Straniero, Il Premio Edoardo Kihlgren.  Gomorra (Mondadori) è un bestseller che ha venduto 1.700.000 copie ed è stato tradotto in 50 paesi. È presente nelle classifiche di best seller in Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Svezia, Finlandia.

Da Gomorra sono stati tratti uno spettacolo teatrale, che è valso a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità italiana, e l’omonimo film candidato al premio Oscar come miglior film straniero e premiato a Cannes nel 2008 con il Gran Prix du Jury.

 

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