Sarà quest' autunno che mi affascina e mi conduce prima tra colori e
profumi della memoria e poi mi lascia da sola nella consapevolezza che
il tempo è una linea sottile e perfetta, che non ha scale né piazze, ma
solo sampietrini dove rumoreggiano I miei passi.
Saranno questa brezza leggera che forgia il viso e questa luce sempre
più fioca che sforza gli occhi mentre inseguono, nel volo di un gabbiano
sull'azzurro riflesso, le risposte di sempre.
Sarà la voglia di andare a piedi nudi sul tappeto di foglie che, in un
minuendo sinfonico, s'adagiano sulla terra, piantagione di rotte arcane
dove realtà e sogno si scambiano confidenze segrete e trame non ancora
concluse.
Sarà l'inquieto vibrare del mio essere che trabocca grappoli di parole.
Ora con toni che placano le emozioni. Ora con timbri che le scatenano.
Sarà per tutto questo ed altro ancora che, mentre stringo un mucchietto
di castagne tra le
mani, m'illudo che quel calore possa ritemprare l'anima per affacciarmi
ancora una
volta sull'incanto della Poesia.
Maria, 23 ottobre 2006





