Leggende

Tra le infinite storie e leggende legate ad essa citiamo la mitologia greca: creata da Chloris, la dea greca dei fiori,che rinvenuto in un bosco il corpo senza vita di una ninfa racchiusa nel tronco di un albero chiese l’aiuto di Afrodite,la dea della bellezza. Questa le donò la bellezza, Dioniso, il dio del vino le aggiunse del nettare per donarle un dolce profumo ed infine le tre Grazie le diedero fascino, gioia e luminosità. Zephir, il dio del vento dell’est, spazzò via le nuvole così che Apollo, il dio del sole potesse con i suoi raggi riscaldarla e permetterle di fiorire.

La Primavera di Botticelli

Al centro della composizione Venere stende la mano verso le tre Grazie che danzano coperte di veli trasparenti. Sulla destra Zefiro, il vento della primavera, agguanta la ninfa Cloris che, impaurita, tenta di sfuggirgli, ma diverrà sua sposa e cambierà il suo nome in Flora, dispensatrice di fiori: è lei la figura dalla splendida veste bianca decorata di corolle. Dall'alto Cupido alato scocca uno strale infuocato, mentre all'estrema sinistra Mercurio, assorto, volgendo le spalle agli altri personaggi, tocca le nuvole col caduceo.
 

 

 

 

 

 

 

Come nacquero le Rose Rosse

Originariamente le rose erano tutte bianche ma un giorno la dea Venere, mentre correva incontro ad uno dei suoi innamorati, mise un piede su un cespuglio di tali fiori e le spine la punsero. Le rose, bagnate dal suo sangue, per la vergogna arrossirono all’istante e rimasero di tale colore per sempre.

 

 

 

 

 

 

Perché le Rose Gialle sono simbolo di infedeltà e gelosia

Un'altra leggenda narra che il profeta Maometto, sospettoso dell'infedeltà della sua favorita Aisha, chiese all’Arcangelo Gabriele di aiutarlo a scoprire la verità. L’Angelo gli disse di bagnare le rose e, se avessero cambiato colore i suoi dubbi sarebbero stati fondati. Quando Maometto tornò a casa, Aisha gli offrì delle rose rosse, il profeta le ordinò di lasciarle cadere nel fiume ed esse divennero gialle.

 

 

 

 

 

 

 

Nella tradizione cristiana

La tradizione cristiana vede nella rosa con le spine l’immagine del tormento dei martiri. Generalmente il fiore è però associato all’immagine di Maria Vergine. Secondo un’antica leggenda, infatti, prima della caduta dell’uomo la rosa era priva di spine, e la Vergine è detta “rosa senza spine” perché non è stata toccata dal peccato originale. Gesù può reggere in mano una rosa rossa che evoca l’immagine della futura Passione. Infine, gli angeli e le anime benedette del Paradiso vengono spesso dipinti con corone di rose sul capo.

 

                                                                                Rosa canina

 

 

 

 

E' una specie di rosa selvatica, cresce specialmente nei boschi, in luoghi molto freschi. I fiori sono poco profumati, di colore rosa-bianco e sono composti solamente da cinque petali. Esistono anche rose rampicanti. Si chiama canina  perché le sue bacche venivano usate per curare la rabbia.  Conosciuta fin dall'antichità, veniva utilizzata già da persiani e greci per le sue proprietà. Raccomandata da Ippocrate per le infiammazioni dell'utero. In testi antichi  viene citata come pianta rinfrescante e astringente e viene consigliata per la pulizia e la cicatrizzazione delle ferite e per le infiammazioni cutanee. Una tisana di rosa canina al giorno aiuta a prevenire le malattie stagionali, tiene pulito e disinfettato il cavo orale. 1 kg. dei suoi frutti contiene più vitamina C di un Kg. di arance. Con le bacche si possono preparare ottime marmellate.

 

 

 

La rosa tra storia e fantasia

 

 

L’origine della rosa si perde nella notte del tempo. Nabucodonosor la usava per adornare il suo palazzo in Persia e veniva coltivata per estrarne dai petali olio profumato. Gli imperatori Moghul del Kashmir coltivavano dei meravigliosi roseti e quantità enormi di petali venivano gettate nel fiume per accogliere il loro ritorno a casa.


Già Confucio viveva in mezzo alle rose e compose un gran numero di poesie, che sono state riportate sui grandi vasi dei mandarini del celeste impero. Fra i 18.000 volumi della biblioteca dell’imperatore della Cina, 1800 sono trattati di floricoltura e di essi 600 trattano della coltivazione delle rose, nonostante che allora fossero conosciute solo due qualità: la bianca e la giallo paglierina.
L’essenza di rose, in Cina, può essere usata solo dai membri della famiglia imperiale e dagli alti dignitari.


Nel Siam è credenza che il genio del bene sia nato in un boschetto di rose, mentre il genio del male era nato in un boschetto di cipressi. 


 

I greci la facevano nascere nell’isola di Citera, chiamata anche Cerigo, mitica patria di Afrodite, ma Anacreonte la derivava da Afrodite stessa, che usciva dalle onde grondante d’acqua. Una goccia attaccata alla pelle nuda della Dea, cade a terra e fece nascere la prima rosa. I fiori furono tutti bianchi, ma un giorno Venere accorrendo a soccorrere Arom si punse ed il fiore s’imporporò del sangue della Dea. Un'altra versione ci narra che le rose diventassero rosse per la vergogna di aver dato tanto dolore alla dea.

 

 

 

 

                      

Venere con rose


La leggenda maomettana, fa nascere la rosa dal sudore del profeta. 


La Roma imperiale fece un uso immoderato dei petali di rosa.
Infatti le rose divennero anche sinonimo dei peggiori vizi ed eccessi dell’ impero romano. I nobili patrizi e gli imperatori costrinsero i coltivatori della plebe ad una iper-produzione di rose a scapito della coltivazione di generi alimentari necessari alla propria sussistenza. Amavano infatti colmare le proprie piscine e fontane di acqua di rose e sedere su morbidi tappeti di petali. Nerone fece piovere sui suoi convitati, petali per quattro milioni di sesterzi. Elio Gabalo  si bagnava  in vino di rose. Cleopatra riceva Antonio  facendo cospargere il pavimento di petali di rosa. Verre, nella sua lettiga, giaceva su un materasso di rose e di esse si cingeva la testa ed il collo. Marziale diceva "Egiziani inviateci il grano, noi vi manderemo rose". Infine Apicio creò  e lasciò ai posteri la ricetta del pudding di rosa.

 

 

 

Cleopatra con  rose

 

 

 


Il Medioevo, come per tutto il resto, fu un’epoca buia e Carlo Magno emise inutili decreti per valorizzarla.
Verso il 1100, i crociati portano in Francia ed in Inghilterra delle rose asiatiche e quelle di Damasco. Nella stessa epoca i monaci benedettini presero affezione a questo fiore e lo coltivarono.


Lutero aveva una rosa nel suo sigillo. In Svizzera le persone assolte avevano il diritto di portare la "rosa dell’innocenza".


In Inghilterra, una rosa rossa, divenne il simbolo del casato Lancaster, mentre una rosa bianca lo divenne per il casato York. Fra questi due casati, fu combattuta la guerra dei trent'anni (1455-1485), anche nota come guerra delle Due Rose. 


 

 

Dove poter ammirare le rose più belle

A Roma:

Nella Capitale si trova uno dei più bei roseti del mondo (Roseto comunale), disposto su una superficie di 10mila metri quadri, che ospita 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia e che da maggio sono tutte in fiore, per la gioia della vista e dell'olfatto. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis viridiflora, dai petali di color verde, la Rosa Chinensis mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa "maleodorante". Il Roseto venne creato, intorno al 1933, sul Colle Oppio, ma venne distrutto con la guerra. Si pensò allora di ricostruirlo vicino al Circo Massimo, in un'area che, dal 1645, ospitava il Cimitero ebraico. Il Cimitero fu spostato e fu impiantato il roseto. Ancora oggi i vialetti, visti dall'alto, hanno la forma di una Menorah, il candelabro simbolo dell'Ebraismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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