Specie:Quercus suber
Famiglia: Fagaceae
Habitat: vive spontaneamente in un'area ristretta alle regioni
centroccidentali del Mediterraneo; in Italia la coltivazione è praticata
specialmente in Sardegna; partecipa alla formazione della macchia mediterranea;
è una specie longeva che supera i cinquecento anni di vita, durata che
diminuisce se la pianta viene sfruttata per il sughero.
Caratteristiche:
Altezza 10 m
Chioma globosa
Tronco sinuoso, diviso e biforcato, può raggiungere i due metri di
circonferenza; rami tortuosi; ramuli pubescenti, gialli. La corteccia è
screpolata in modo profondo e grossolano, è
di colore grigio scuro. Su di essa vivono molte formiche e si arrampica l’Edera.
Foglie semplici, sempreverdi, ovali acute, di 3-7 cm, coriacee, a margine
spesso revoluto, con denti mucronati; pagina inferiore grigia tormentosa;
picciolo peloso di 1 cm; inserzione alterna.
Fiori infiorescenze unisessuali; amenti penduli maschili, quelli
femminili sono riuniti in gruppetti da 3-5 esemplari, sui rami più giovani.
Fiorisce in primavera
Frutti ghiande ovali di 1,5-3 cm ; cupola avvolgente con squame
grigio-tormentose
Impieghi: viene sfruttata per la produzione di sughero;su piante di 25-30
anni si asporta lo strato tuberoso nel periodo primaverile-estivo con
un'operazione che va eseguita da personale esperto per evitare lesioni agli
strati profondi del fusto. Il primo scortecciamento viene chiamato "demaschiatura"
e con esso si ricava il sughero primario, poroso e poco pregiato; dopo una
decina di anni la sughera produrrà il "sughero gentile" di maggiore valore
industriale che viene utilizzato soprattutto per tappi, pannelli e rivestimenti.
Curiosità:
Le ghiande della quercia sono state "pane" per
parecchio tempo per l'uomo, ma, al di là di tale
significativa importanza, questo seme/frutto ha
assunto nei secoli valenze particolari, fino ad
assumere poteri fecondativi ed afrodisiaci.
L'uomo antico ha sempre visto nella quercia una
pianta oracolare, ovvero dotata della capacità di
prevedere il futuro: la quercia di Dodona, in
particolare, godette di enorme fama nel mondo greco.
Anche Abramo, nella Bibbia, incontra più volte
questa pianta, in momenti importanti per la storia
del popolo d'Israele: presso la "Quercia di Moré"
gli apparve Javhé ed in prossimità delle "Querce di
Mamré" l'Eterno gli si presentò di fronte di nuovo,
in triplice forma.
Le statue di Zeus sono state spesso coronate da rami
di quercia con molte ghiande.
Anche presso Roma, successivamente, la corona di
rami di quercia fu molto utilizzata per sottolineare
la regalità ed il valore guerriero.
La quercia
Stanca
cerco riparo all'ombra
della vecchia quercia.
Madre attenta
mi avvolge nel suo abbraccio
e racconta di memorie
perdute sul duro sentiero.
Sollevata
dalla tenacia del suo cuore
riprendo il cammino,
alzando la fronte al sole
giuro rispetto al dolore del mondo.
Maria 30 novembre 2006



La quercia, col suo robusto tronco e la sua chioma così ampia, a forma di sfera, dà l'idea di forza e di sicurezza. Se una tempesta ci sorprende l'albero offre asilo agli animali e ai nostri pensieri. Se il sole spande forte il suo calore e la sua luce, esso ci assicura ombra e riparo. Una sorte di madre che apre le braccia ai suoi figli per proteggerli dalle intemperie di un mondo bizzarro.