
A seguito di un suo viaggio in Italia, e all’indomani della Prima Guerra Mondiale, avviene una inversione totale nel suo stile. Abbandona la sperimentazione per passare ad una pittura più tradizionale. Le figure diventano solide e quasi monumentali. Questo suo ritorno alla figuratività anticipa di qualche anno un analogo fenomeno che, dalla metà degli anni ’20 in poi, si diffonde in tutta Europa segnando la fine delle Avanguardie Storiche. Da alcuni questo passaggio è stato interpretato come un momento di reazione e di ritorno all’ordine. In realtà la personalità irrequieta di Picasso lo porta a non fermarsi mai su situazioni definite.
Le tre donne del dipinto hanno un aspetto monumentale e classicheggiante (e lo dimostrano anche le tuniche che indossano e le anfore che sostengono), ma la loro realizzazione stilistica non sarebbe possibile senza l’aggiornamento del gusto prodotto dal cubismo.
Il surrealismo
Nel 1925 Picasso approda al surrealismo , molto chiaro
nell'opera "La danza" composta nel 1925 ed ora nella Tate Gallery di
Londra. Le esperienze successive dell'artista, dalle piccole
composizioni di acceso cromatismo eseguite nel 1928 a Dinard fino
alle creazioni del cosiddetto "periodo dei mostri", in cui eseguì
"Figure sulla spiaggia" nel 1931, questi costituiscono imprevedibili
superamenti di un linguaggio artistico destinato a sempre
rinnovarsi.
Figure sulla spiaggia - 1931

La danza - 1925

L'espressionismo
Nel 1934 soggiorna in Spagna riprendendo il prediletto tema della
corrida. Dopo la parentesi surrealista Picasso fa emergere in tutta
pienezza di segno e di colore il suo fondo espressionista con il
capolavoro, riassuntivo della moderna interpretazione degli orrori
della guerra come "Guernica" nel 1937, dove l'ispirazione è il
bombardamento tedesco del piccolo villaggio spagnolo. Negli anni del
dopoguerra l'attività di Picasso si esplica in molteplici settori.
Oltre alla numerosa produzione litografica degli anni 1945-46,
particolarmente copiosa e intensa è la sua opera di ceramista e, non
meno importante, l'attività scultorea.
Guernica - 1937
ambedue dipinti sono esposti al Museo del Prado, Madrid.


Del 1949 è la celebre "Colomba della pace" disegnata per il manifesto del Congresso della pace mondiale a Parigi.

Gli ultimi anni
Gli avvenimenti politici dell'inizio degli anni Cinquanta sono
documentati nel "Massacro in Corea" del 1951 e dai due pannelli
della "Guerra" e della "Pace" eseguiti nel 1952 per la cappella di
Vallauris. Seguono poi i cicli delle variazioni, dalla serie sulle
"Donne di Algeri" di E. Delacroix nel 1954-55 a quella su "Las
Meninas" di D. Velàzquez nel 1957, fino a quelle dedicate al "Déjeuner
sur l'herbe" di E. Manet nel 1960 e al "Ratto delle Sabine" di N.
Poussin, eseguita nel 1962. Tema costante degli anni Sessanta è la
composizione Pittore e modella.
Ratto delle Sabine - 1962
Las Meninas - - 1957


Nel 1954 incontra Jacqueline Roque che sposerà nel 1961. Picasso muore a Mougins nel 1973.


Scultura
Soprattutto a partire dal 1931 la scultura comincia ad assumere un
ruolo molto importante nell’attività artistica di Picasso che la
considera “il migliore commento che un pittore possa fare alla sua
pittura”. Nel campo della scultura, Picasso svolge un percorso
parallelo a quello pittorico, con raggiungimenti altrettanto alti;
dalle opere cubiste a certe teste femminili di classica, superba
bellezza fino ad immagini d’animali e figure umane esaltate da una
volontà espressionistica. Il linguaggio di Picasso scultore ha la
stessa versatilità di quello della sua pittura: come non esita a
comporre bizzarre figure filiformi, condotte secondo le linee di
forza essenziali, o a fondere i materiali più diversi o ancora a
immaginare le più fantastiche e stravaganti forme aperte nello
spazio, così non rinuncia a ritornare al linguaggio naturalistico.
Tra le sue opere ricordiamo: “Testa di donna” (1909), “Il grande
gallo” (1932), “Uomo con agnello” (1943), “La capra” (1950), quest'ultima
nel Museum of Modern Art a New York, assemblage di oggetti trovati o
di uso comune fusi poi in bronzo.
Uomo con agnello - 1943

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...L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità...
...Dipingere non è un'operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un'opera di mediazione tra questo mondo estraneo e ostile e noi...
...Dipingo gli oggetti come li penso, non come li vedo...
