Tre donne alla fontana - 1921

A seguito di un suo viaggio in Italia, e all’indomani della Prima Guerra Mondiale, avviene una inversione totale nel suo stile. Abbandona la sperimentazione per passare ad una pittura più tradizionale. Le figure diventano solide e quasi monumentali. Questo suo ritorno alla figuratività anticipa di qualche anno un analogo fenomeno che, dalla metà degli anni ’20 in poi, si diffonde in tutta Europa segnando la fine delle Avanguardie Storiche.  Da alcuni questo passaggio è stato interpretato come un momento di reazione e di ritorno all’ordine. In realtà la personalità irrequieta di Picasso lo porta a non fermarsi mai su situazioni definite.

Le tre donne del dipinto hanno un aspetto monumentale e classicheggiante (e lo dimostrano anche le tuniche che indossano e le anfore che sostengono),  ma la loro realizzazione stilistica non sarebbe possibile senza l’aggiornamento del gusto prodotto dal cubismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il surrealismo


 Nel 1925  Picasso approda al surrealismo , molto chiaro nell'opera "La danza" composta nel 1925 ed ora nella Tate Gallery di Londra. Le esperienze successive dell'artista, dalle piccole composizioni di acceso cromatismo eseguite nel 1928 a Dinard fino alle creazioni del cosiddetto "periodo dei mostri", in cui eseguì "Figure sulla spiaggia" nel 1931, questi costituiscono imprevedibili superamenti di un linguaggio artistico destinato a sempre rinnovarsi.

Figure sulla spiaggia - 1931

La danza - 1925

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'espressionismo


 Nel 1934 soggiorna in Spagna riprendendo il prediletto tema della corrida. Dopo la parentesi surrealista Picasso fa emergere in tutta pienezza di segno e di colore il suo fondo espressionista con il capolavoro, riassuntivo della moderna interpretazione degli orrori della guerra come "Guernica" nel 1937, dove l'ispirazione è  il bombardamento tedesco del piccolo villaggio spagnolo. Negli anni del dopoguerra l'attività di Picasso si esplica in molteplici settori. Oltre alla numerosa produzione litografica degli anni 1945-46, particolarmente copiosa e intensa è la sua opera di ceramista e, non meno importante, l'attività scultorea.

Guernica - 1937

ambedue dipinti sono esposti al Museo del Prado, Madrid.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Del 1949 è la celebre "Colomba della pace" disegnata per il manifesto del Congresso della pace mondiale a Parigi.

 

 

 

 

 

Gli ultimi anni


 Gli avvenimenti politici dell'inizio degli anni Cinquanta sono documentati nel "Massacro in Corea" del 1951 e dai due pannelli della "Guerra" e della "Pace" eseguiti nel 1952 per la cappella di Vallauris. Seguono poi i cicli delle variazioni, dalla serie sulle "Donne di Algeri" di E. Delacroix nel 1954-55 a quella su "Las Meninas" di D. Velàzquez nel 1957, fino a quelle dedicate al "Déjeuner sur l'herbe" di E. Manet nel 1960 e al "Ratto delle Sabine" di N. Poussin, eseguita nel 1962. Tema costante degli anni Sessanta è la composizione Pittore e modella.

 

Ratto delle Sabine - 1962

Las Meninas - - 1957

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1954 incontra Jacqueline Roque che sposerà nel 1961. Picasso muore a Mougins nel 1973.

 

 

 

 

Jacqueline in the studio - 1956

Jacqueline - 1960

 

 

 

 

Scultura

Soprattutto a partire dal 1931 la scultura comincia ad assumere un ruolo molto importante nell’attività artistica di Picasso che la considera “il migliore commento che un pittore possa fare alla sua pittura”. Nel campo della scultura, Picasso svolge un percorso parallelo a quello pittorico, con raggiungimenti altrettanto alti; dalle opere cubiste a certe teste femminili di classica, superba bellezza fino ad immagini d’animali e figure umane esaltate da una volontà espressionistica. Il linguaggio di Picasso scultore ha la stessa versatilità di quello della sua pittura: come non esita a comporre bizzarre figure filiformi, condotte secondo le linee di forza essenziali, o a fondere i materiali più diversi o ancora a immaginare le più fantastiche e stravaganti forme aperte nello spazio, così non rinuncia a ritornare al linguaggio naturalistico. Tra le sue opere ricordiamo: “Testa di donna” (1909), “Il grande gallo” (1932), “Uomo con agnello” (1943), “La capra” (1950), quest'ultima
nel Museum of Modern Art a New York, assemblage di oggetti trovati o di uso comune fusi poi in bronzo.

 

La capra - 1950

Uomo con agnello - 1943

                              

 

...L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità...

 

...Dipingere non è un'operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un'opera di mediazione tra questo mondo estraneo e ostile e noi...

 

...Dipingo gli oggetti come li penso, non come li vedo...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Indietro