Perché la data di Pasqua è "mobile".
Agli albori dei Cristianesimo, la risurrezione era ricordata ogni domenica. Successivamente, la Chiesa cristiana decise di celebrarla soltanto una volta l'anno, ma parecchie correnti religiose dibatterono tra di loro per stabilire la data dell'evento. Le controversie ebbero termine con il concilio di Nicea dei 325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d'Egitto il compito di decidere ogni anno la data.
Come si calcola oggi la Pasqua.
Il primo Concilio di Nicea dell'anno 325 stabilì che la solennità della Pasqua di Resurrezione sarebbe stata celebrata nella domenica seguente il primo plenilunio (quattordicesimo giorno della luna ecclesiastica), che viene dopo l'equinozio di primavera.
La data di Pasqua può essere quindi compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.
Se infatti il 21 marzo si ha luna piena e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). Se invece si ha il plenilunio il 20 marzo, quello successivo sarà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica, occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.

Calendario Pasqua
  Tabella delle date di Pasqua dal 2007 al 2020

 
 

8 aprile 23 marzo 12 aprile 4 aprile  24 aprile 8 aprile  31 marzo 20 aprile 5 aprile  27 marzo 16 aprile 1 aprile  21 aprile  12 aprile
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Le opere senza tempo di Carl Fabergé nella Russia degli zar

 

Per la chiesa ortodossa la Pasqua è la festa più importante del calendario e le uova sono da sempre al centro della simbologia che la rappresenta. Proprio in Russia, infatti, la tradizione dell'uovo decorato ha raggiunto la sua massima espressione, grazie alla creatività dell'orafo Peter Carl Fabergé, che, nel 1885 venne nominato fornitore della corte imperiale. Per questo nuovo incarico, insieme alla produzione di gioielli, il giovane Fabergé creò raffinati objets d'art, tra cui le celeberrime uova cerimoniali ispirate alle vicende della casa imperiale e destinate ad arricchire la Pasqua degli zar e dei loro familiari.


 

La tradizione, inaugurata con Alessandro III, proseguì con Nicola II, che richiese a Fabergé due uova l'anno, uno per la regina madre e uno per la moglie, la zarina Alessandra Fiodorovna.

Tutta la produzione di Fabergé è orientata verso oggetti il cui principale pregio consiste nella bellezza dei disegno, dove le pietre e i materiali preziosi si adattano alla ricerca della forma, alla qualità della lavorazione, al senso della misura, alla calibrata eleganza delle proporzioni e alla perfezione dell'esecuzione. In questo contesto cambia anche l'impiego dei materiali; le pietre preziose sono unite a minerali e metalli meno nobili: la giada, la nefrite, il calcedonio, l'ossidiana, l'amianto, il cristallo di rocca e il quarzo fumé. Anche il legno delle foreste russe entrò a far parte della sua oreficeria innovativa: la betulla, il palissandro, l'agrifoglio bianco. Fabergé esplorava sempre tutte le possibilità per ricercare le soluzioni più adatte e rispondenti al disegno, senza rigidità nella scelta dei materiali e senza la minima preoccupazione per il loro valore di mercato.


 

 

 

La sorpresa era una componente essenziale di questi preziosi oggetti e l'ideazione era circondata dalla massima segretezza, tanto che nemmeno lo zar era messo a conoscenza dei progetto. Molte sorprese riguardavano la famiglia imperiale, come l'Uovo dei Mughetti, splendido esempio di stile liberty, che contiene le miniature dello zar e delle granduchesse Olga e Tatiana. Sullo sfondo in smalto rosa fioriscono delicati steli di mughetti, su cui sono incastonati perle e diamanti tagliati a rosetta.

 


 

 



L'esemplare più famoso fra le uova commemorative è l'Uovo dell'incoronazione, donato nel 1897 da Nicola Il all'imperatrice Alessandra, l'anno successivo alla loro ascesa al trono. Il guscio in smalto giallo, colore dell'abito dell'incoronazione, è inciso con motivi a raggi solari e arricchito da rami d'alloro e aquile imperiali in smalto nero e brillanti. La sorpresa nascosta all'interno è la perfetta riproduzione della carrozza usata il giorno della cerimonia. Nessun particolare è stato trascurato: dal colore della tappezzeria al meccanismo che fa scendere gli scalini quando si aprono gli sportelli.

Del 1900 è l'elegante Uovo a Pigna, donato dal ricchissimo uomo di affari siberiano Ferdinand KeIch alla moglie Barbara. Realizzato in smalto blu e ornato da festoni con diamanti a rosetta, racchiude al suo interno un piccolo elefante in argento ossidato e zanne in avorio. Il suo guidatore è seduto su una ricca gualdrappa in smalto rosso e verde con frange in oro. Un'apposita chiave d'oro aziona il meccanismo che fa muovere la testa e la coda dell'animale.





 

 

 

Ricette di Cucina

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BUONA PASQUA NEL MONDO

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