Pasolini - Teatro   

 

ORGIA, 1968

In Orgia compaiono la diversità e l'opposizione uomo-donna. E' il dramma dell’autodistruzione psicologica e fisica di una rispettabile coppia borghese, uno stillicidio sado-masochistico che sviscera, in un perturbante contrasto tra la poesia evocativa della parola e il crudele realismo dell’azione, le radici dell’insoddisfazione e dell’incomunicabilità moderne. Radici che affondano in un arcaico passato di presunta, o forse sognata, felicità, la cui insopprimibile nostalgia è stata capace solo di produrre uomini infelici.

 

 

PORCILE, 1968

Porcile, dramma in undici episodi, affronta la terribilità del potere. E' il corrispondente teatrale dell'"episodio tedesco" rappresentato nel film omonimo. I dialoghi sono trasportati quasi del tutto integralmente nell'opera cinematografica. In Porcile, Julian, figlio di un ricco industriale tedesco nostalgico del nazismo e anzi legato ad altri ex-nazisti, prova attrazione per una ragazza, Ida, che rappresenta il comunismo più facile e inconcludente (insieme ai suoi compagni Ida va sotto il muro di Berlino a gridare "Abbasso Dio"). Julian rifiuta sia suo padre sia Ida (che pure ha la capacità di spogliarlo - letteralmente - e di coinvolgerlo) e preferisce il contatto coi porci. Si chiude in un assoluto mutismo mentre accanto a lui suo padre e i suoi amicastri organizzano un'orgia.

 

 

CALDERON, 1973

Calderon oscilla fra sogno e realtà. Il dramma è ambientato nella Spagna franchista del 1967, e si sviluppa, rispetto alla trama, in tre sogni successivi, in tre ambienti: aristocratico, proletario, medioborghese. È soprattutto una parabola sull'impossibilità di evadere dalla propria condizione sociale. La protagonista è Rosaura che, attraverso il sogno, tenta di infrangere e sottrarsi al clima soffocante in cui vive. Ma la diversità di Rosaura, il suo essere donna, madre, figlia, e il suo puerile tentativo di fuga non porterà a nulla, perché il potere la spingerà "a obbedire senza essere obbediente". 

 

 

AFFABULAZIONE, 1977 postumo

Affabulazione, scritto nel 1965-66, fu pubblicato solo nel 1977e tratta dei rapporti fra padre e figlio. E' la storia di un ricco industriale lombardo, che improvvisamente sente di non governare più il rapporto con il figlio adolescente. Il fatto che questo abbia una ragazza e con lei viva la propria sessualità, fa scattare in lui una specie di Edipo rovesciato, dove è il padre attore e protagonista. Il desiderio di possedere la sessualità o il sesso del figlio lo porta a abbandonare la fabbrica e le proprietà, per entrare in una dimensione misticamente accesa che porterà al sangue e alla definitiva emarginazione.

 

PILADE

 

 

PILADE, 1977 postumo

In Pilade, ricca di poesia e di filosofia,  s'inscena lo scontro tra le ragioni del politico e quelle dell'intellettuale. Parabola politica e poetica di una rivoluzione fatta da operai e intellettuali, guidata da Pilade, che fallisce, e di una rivoluzione di destra di cui si fra promotore lo scaltro Oreste con il favore di Atena. Pilade è anche una storia di maschi, di un'amicizia fra maschi, di una diversità vissuta come folgorante emarginazione, di un bisogno di lasciare un segno di sé nella vita, di una delusione epocale, di un fallimento personale. Una sconvolgente ed interminabile maratona di versi che tolgono il fiato, una rivoluzione di parole che creano una crepa in tutto ciò che non muta, nella storia che si ripete con la vergogna prevedibile del potere politico. Una poetica corsa alla ricerca di una luce da contrapporre alla luce accecante della ragione.

 

 

BESTIA DA STILE, 1977 postumo

Bestia da stile propone una mesta riflessione sull'inutilità di spender l'esistenza per la poesia. Opera  teatrale scritta dal 1965 al 1974, attraverso continui rifacimenti e  aggiornamenti: si tratta, infatti, di una autobiografia.  I temi sono quelli cari all'autore, la diversità sessuale, il neo-capitalismo, la seconda rivoluzione industriale, ma ad esprimerli è un immaginario poeta cecoslovacco, Jan, che parte dall'intento di cantare le tradizioni del suo popolo e approda per convenienza al Comunismo, divenendo un artista di regime.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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