Saggistica - Pasolini

 

PASSIONE E IDEOLOGIA, 1960

Passione e ideologia costituisce la massima e la più organica espressione dell'attività critica di Pasolini. L'opera è divisa in due parti. La prima parte è intitolata "Due studi panoramici" ed è a sua volta divisa in due sezioni dedicate rispettivamente alla poesia dialettale e alla poesia popolare. La seconda parte  comprende i notevolissimi saggi su figure di spicco della nostra letteratura: Pascoli, Gadda, Saba, Rèbora, Penna, Bertolucci, ed altri, fino ad affrontare il problema dello sperimentalismo.

 

 

CANZONIERE ITALIANO, poesia popolare italiana, 1960

Pier Paolo Pasolini raccolse in questa monumentale antologia le espressioni più belle e curiose di una poesia popolare ricca e varia come quella italiana. Di regione in regione, attraverso quasi 800 testi di vario genere e struttura, si passa dai canti narrativi ai canti funebri, dagli stornelli alle ninne nanne, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. Il "Canzoniere italiano" rappresenta, grazie anche all'ampia introduzione dello stesso Pasolini, una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare; e offre un ritratto vivissimo, poetico e critico, degli italiani e delle loro radici regionali.

 

 

L'ODORE DELL'INDIA, 1961

Nel 1961, Pasolini si reca per la prima volta in India, come inviato de "Il Giorno" per l'occasione culturale dell'anniversario dei cento anni del poeta Tagore, in compagnia di Alberto Moravia e Elsa Morante e scrive questo reportage.  Un diario di viaggio divenuto un libro di culto in cui descrive le intense emozioni e le sensazioni provate. Pasolini si aggira attento nella realtà caotica del subcontinente indiano, osservando i gesti e le movenze della gente, seguendo i colori dei paesaggi e soprattutto l'odore della vita. Girava di notte e nei falò accesi per strada e nella disponibilità della gente vedeva qualcosa che qui, nella vecchia Europa, non c'è più: la gioia e la voglia profonda di vivere e di stare con gli altri, perché l'oggi si sa, ma del domani non sappiamo niente. I templi di Benares, le notti di Bombay, tutto l'incanto di una terra ammaliante e, insieme, l'orrore dell'esistenza che vi si conduce ci vengono descritti da un occidentale e con l'originalità di visione di uno dei nostri più grandi scrittori.

 

La pornografia è noiosa.

 

 

LA PORNOGRAFIA E' NOIOSA, 1969

Scrive Pasolini "I film pornografici sono esteticamente brutti, anzi, orribili. Secondo me, anche molto noiosi (ne ho visto uno solo, e sono uscito a metà: per la sua bruttezza estetica e appunto la sua incredibile capacità di annoiare). Ma non sono tuttavia più esteticamente brutti e noiosi di almeno metà della produzione commerciale... Potrei dire che, in quanto autore di film, niente è più pericoloso per me dei film pornografici: essi causano infatti una reazione della censura, la quale cerca dei capri espiatori che siano esemplari: ottenendo così due risultati con una sola azione: colpire i film ideologicamente e politicamente avanzati, e insieme – essendo essi, per intima coerenza col loro spirito, spregiudicati e liberi anche nel campo sessuale – punisce esemplarmente tale spregiudicatezza e libertà... Quelli che condanno sono coloro che non sono capaci di distinguere un film pornografico da un film d’arte."

 

 

 

EMPIRISMO ERETICO, 1972 (1965-71)

Pasolini raccoglie nel 1972 i suoi interventi critici e polemici intorno a tre nuclei tematici fondamentali: la lingua, la letteratura e il cinema. Scritti tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio del decennio successivo, questi articoli e saggi sono il frutto dell'impegno estetico, sociale e politico dell'autore, e mettono in luce il suo ruolo in un periodo ricco di novità, fermenti e contrasti.  Dicono del saggio "E' un libro che si serve della Parola come veicolo per esprimere il superamento della Parola quale strumento di affermazione della verità. L'obiettivo della macchina da presa e il discorso indiretto libero sono i nuovi mezzi pragmatici di comprensione e penetrazione del reale nella tensione sottile tra ciò che il reale è e ciò che il pensiero e con esso la Parola pensano che sia."

 

 

SCRITTI CORSARI, 1975

Scritti corsari è l'ultimo libro pubblicato da Pasolini, fu in libreria subito dopo la sua morte. Si tratta di una raccolta di articoli, interviste, recensioni tutti gli articoli scritti per il "Corriere della Sera" dal 7 gennaio '74 al 18 febbraio '75 con una sezione "Documenti allegati" nella quale vengono raccolti alcuni scritti di critica che erano apparsi sul settimanale "Tempo" dal 10 giugno '74 al 22 ottobre '74. Il tema centrale è la società italiana, i suoi mali, le sue angosce. Lui, figura solitaria, lucido analista, crudo e sincero, si scontra con quel mondo di perbenismo e conformismo che è responsabile del degrado culturale della società. Controcorrente, riesce ad esprimere, con grande chiarezza e senza fraintendimenti, tesi politiche di grande attualità tutt'oggi, con uno spirito critico raro e profondo, e trattando tematiche sociali alla base dei grandi scontri culturali dell'epoca come l'aborto e il divorzio.
Sono duri, aspri, "scandalosi" argomenti che Pasolini affronta senza indulgenza, senza approssimazioni.

 

 

LETTERE LUTERANE,1975 (pubblicazione postuma, 1976)

Lettere luterane è una raccolta di articoli che Pasolini pubblicò sul Corriere della Sera e sul settimanale Il Mondo e scritti tra l'inizio del 1975 e gli ultimi giorni di ottobre di quell'anno. Il Pasolini appare come una figura solitaria che si scontra con sdegno e con tono provocatorio contro un mondo in rovina. I temi affrontati sono quelli della crisi dei valori umanistici e popolari, dell'estraneità dei giovani, del conformismo, della televisione, del progresso e della politica democristiana in Italia. "Non è vero che la Storia va sempre avanti: l'individuo e la società possono regredire"; Pasolini sembra con queste parole preannunciare le sorti del nostro Paese.
 

 

 

LE BELLE BANDIERE, 1977 postuma

Tra il 1960 e il 1965 Pasolini fu impegnato in una rubrica di “dialoghi” con i lettori su "Vite Nuove", il settimanale del Partito Comunista. La raccolta di questi scritti rappresenta una documentazione preziosa per i contributi che lo scrittore-regista fornisce soprattutto sui molti avvenimenti storici e socio-politici di quel periodo. Pasolini, infatti, attraverso questi “dialoghi” discuteva anche sulle posizioni del Pci e la crisi che in quegli anni, a partire dai fatti di Ungheria, avvolgeva il partito. Avanzava quell'idea di un futuro 'inferno' del potere e del consumo (la 'Nuova Preistoria'), della stupidità e del 'nuovo fascismo', dell'adulterazione e distruzione feroce di ogni valore passato
 

 

 

DESCRIZIONI DI DESCRIZIONI, 1979 (raccolta di articoli scritti tra il 1972 e il 1975)

Il volume raccoglie le recensioni che Pasolini andò pubblicando sul settimanale "Tempo" tra il '72 e il '75. È un viaggio che attraversa la letteratura di diverse epoche e paesi, i classici e i contemporanei.  Pasolini si occupa, infatti, sia di romanzi di autori affermati sia di opere di autori esordienti. Si impegna anche nella rilettura dei classici, riserva una particolare attenzione agli amici, scrittori e critici, che hanno influito sulla sua formazione. Nella scelta di alcuni romanzi è preminente l'attenzione all'analisi del discorso omosessuale, Nella sua rubrica Pasolini mette in questione il concetto stesso di letteratura e il senso della critica letteraria e della recensione e  affronta anche il tema  della crisi della letteratura e della critica. E nel contempo costruisce l'officina da cui nascono, in quegli stessi anni, gli "Scritti corsari".

 

 

IL CAOS, 1979 postuma

Il settimanale “Tempo” gli offre nel 1968 una rubrica di lettere chiamata Il caos, dove Pasolini scriverà fino al 1970. Oltre alla difesa personale e alla spiegazione di certi suoi atteggiamenti e delle proprie prese di posizione, spazia su argomenti che riguardano il dibattito politico e civile in corso in quegli anni.  Da Praga alle lotte studentesche, da Panagulis, condannato a morte dalla dittatura greca, alla strage di piazza Fontana, Pasolini legge criticamente gli avvenimenti del proprio tempo, formula accorati appelli, esprime estreme difese e accende intense provocazioni. Affronta anche varie problematiche riguardanti il "costume" italiano (droga, pornografia, moralità, condizione giovanile, mass media, condizione carceraria) e singoli fenomeni (il Festival di Sanremo, il campionato di calcio, il Giro d'Italia...).
 

 

Il portico della morte.

 

 

IL PORTICO DELLA MORTE, pubblicazione postuma, 1988

Il volume Il portico della morte è una raccolta dei testi critici pasoliniani, editi ed inediti, non inclusi in Passione e ideologia, e offre l'occasione per approfondire il metodo critico dello scrittore. In particolare, i saggi del Portico della morte sembrano porre in evidenza soprattutto l'aspetto della "passione" che anima profondamente le scelte letterarie di Pasolini. Analizza romanzi e poesie proponendo interpretazioni e giudizi mediati da una lettura strettamente personale dei testi.
Il titolo della raccolta "Il portico della morte" è un luogo ben preciso di Bologna, dove Pasolini si recava, nei primi anni quaranta, quelli della formazione universitaria
e della formazione alla passione letteraria, alla ricerca di libri a poco prezzo.

 

 

LETTERE

 

 

LETTERE, raccolte a cura di Nico Naldini, pubblicate 1986 e 1988

L'epistolario di Pasolini, oltre 1500 pagine in due volumi curati da Nico Naldini, è stato pubblicato dalla
Editore Einaudi nel 1986 e nel 1988. Riporta anche una cronologia della vita e delle opere di Pier Paolo Pasolini. L'epistolario registra la crescita, l'interiorità, la sofferenza, le passioni, i progetti del nostro grande Pasolini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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