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Giovane che si lava, 1947 |
Persone sedute, 1967 |
Casarsa, olio su tavola
Pasolini non è interessato alla semplice
citazione estetica. Per lui l'immagine
pittorica dà la sintesi, visiva, di
situazioni di grande complessità
sentimentale o intellettuale. L'immagine
pittorica esprime in modo chiaro, semplice
ed efficace contenuti molto complessi, e li
rende comprensibili a tutti. Non solo: la
pittura del passato ha lo scopo di mettere
in evidenza il presente, di renderlo più
"vero". |
Pasolini amava
molto la pittura.
Aveva imparato ad amarla all'Università di Bologna,
frequentando le lezioni di storia dell'arte del grande
critico Roberto Longhi, che gli aveva trasmesso la passione
per Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Caravaggio. Non
a caso in un episodio del film Decameron (1971), che ha per
protagonista Giotto, Pasolini ha interpretato il grande
pittore trecentesco.
Nei suoi film è sempre possibile riconoscere l'influenza di
grandi pittori, cosicché lui stesso è considerato uno dei
maggiori "pittori" del cinema italiano: infatti costruisce
le inquadrature come scene dipinte, con riferimenti precisi
alla grande tradizione figurativa.
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Autoritratto, 1947 |
Autoritratto con la vecchia sciarpa, 1946 |
Narciso, 1947 |


...Ciò che mi colpisce non è solo la tecnica ma anche la vita morale di un pittore, cioè i suoi sentimenti, la purezza, i travagli interiori, e naturalmente l'amore per la realtà; per cui un artista la rappresenta tanto meglio quanto più vibrante è la pietà nella compartecipazione ad essa. Ciò che conta in un pittore è il fatto che al peso reale delle cose egli non sovrapponga un peso artefatto del colore: l'estetismo non è che fuga dalla realtà e quindi paura...