Giovane che si lava, 1947

Persone sedute, 1967

Casarsa, olio su tavola

Per altri dipinti, forse i più belli, consultare questo sito:  http://www.pasolinicasarsa.org/pittura.htm

Nei suoi film l'inquadratura era immaginata come un quadro. Lui stesso lo spiega nelle note di regia per Mamma Roma: "Come se io in un quadro - dove, appunto, le figure non possono essere che ferme - girassi lo sguardo per vedere meglio i particolari". Quindi la pittura era anche un mezzo per riflettere sul suo modo di fare cinema, sul proprio linguaggio filmico. In alcuni film Pasolini ricorre ai tableaux vivants - cioè a vere e proprie "messe in scena" di opere pittoriche - perfettamente inseriti nella trama dei film anche se dotati di una propria singolarità (Giulia Grassi, Pasolini e la pittura).

 

 

 

Ritratto di Maria Callas, disegno Un ragazzo, dipinto ad olio Paolo, 1950

Pasolini non è interessato alla semplice citazione estetica. Per lui l'immagine pittorica dà la sintesi, visiva, di situazioni di grande complessità sentimentale o intellettuale. L'immagine pittorica esprime in modo chiaro, semplice ed efficace contenuti molto complessi, e li rende comprensibili a tutti. Non solo: la pittura del passato ha lo scopo di mettere in evidenza il presente, di renderlo più "vero".
Per esempio, nel finale drammatico di Mamma Roma (1962) Pasolini cita un bellissimo quadro di Andrea Mantegna, il Cristo morto (1485): è chiaro che in questo modo, ancora una volta, vuole sottolineare il proprio amore per gli emarginati, per il sottoproletariato, per i "diversi" ai quali si sente vicino.

Pasolini amava molto la pittura.
Aveva imparato ad amarla all'Università di Bologna, frequentando le lezioni di storia dell'arte del grande critico Roberto Longhi, che gli aveva trasmesso la passione per Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Caravaggio. Non a caso in un episodio del film Decameron (1971), che ha per protagonista Giotto, Pasolini ha interpretato il grande pittore trecentesco.
Nei suoi film è sempre possibile riconoscere l'influenza di grandi pittori, cosicché lui stesso è considerato uno dei maggiori "pittori" del cinema italiano: infatti costruisce le inquadrature come scene dipinte, con riferimenti precisi alla grande tradizione figurativa.

 

 

 

 

Autoritratto, 1947

Autoritratto con la vecchia sciarpa, 1946

Narciso, 1947



 

Pier Paolo Pasolini e la pittura

...Ciò che mi colpisce non è solo la tecnica ma anche la vita morale di un pittore, cioè i suoi sentimenti, la purezza, i travagli interiori, e naturalmente l'amore per la realtà; per cui un artista la rappresenta tanto meglio quanto più vibrante è la pietà nella compartecipazione ad essa. Ciò che conta in un pittore è il fatto che al peso reale delle cose egli non sovrapponga un peso artefatto del colore: l'estetismo non è che fuga dalla realtà e quindi paura...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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