Pasolini si impegnò anche come sceneggiatore per film di altri registi:

La donna del fiume (1954) di Mario Soldati; Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, che gli chiese di scrivere i dialoghi in dialetto romano e le parti che trattano della malavita; Viaggio con Anita (1957-8), trattamento per Federico Fellini, ma il film lo fece solo nel '78 Mario Monicelli aggiornando il materiale pasoliniano; La notte brava (1959) di Mauro Bolognini; Puzza di funerale (1959), ma il titolo del film fu poi Morte di un amico diretto da Franco Rossi (Pasolini ritirò la sua firma dalla sceneggiatura, a causa delle modifiche che vi apportarono, e mantenne solo quella per il soggetto); La nebbiosa (1959-60), collaborazione alla sceneggiatura, da cui solo nel '63 i registi Gian Rocco e Pino Serpi ricavarono il film violento Milano nera; Il bell'Antonio (1960), sceneggiatura tratta dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, per il regista Mauro Bolognini; La dolce vita (1960), alcuni episodi rielaborati da Pasolini su richiesta del regista Fellini, che poi però non ne fece granché uso nel suo famoso film; La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini; Ostia (1970) di Sergio Citti; L'histoire du soldat (1973), un film che avrebbe dovuto dirigere Giulio Paradisi, ma poi rimase irrealizzato, con una sceneggiatura scritta a più mani (Pasolini, Sergio Citti e Giulio Paradisi), avente come tema la "mutazione antropologica" degli italiani ad opera della televisione; Storie scellerate (1973) di Sergio Citti.

Omaggi a Pasolini

- Lamento per la morte di Pasolini, canzone scritta da Giovanna Marini nel dicembre del 1975, ricalca la narrazione per orario tipica del modo narrativo popolare, e in particolare il modulo di un canto religioso extra-liturgico abruzzese, L'orazione di San Donato.
- Una storia sbagliata del 1980, scritta da Fabrizio De André e Massimo Bubola. A proposito di questa canzone Fabrizio ha detto: «Nel testo di Una storia sbagliata rievoco la tragica vicenda di Pier Paolo Pasolini. È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta come sigla per due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e Wilma Montesi».
- A Pa' scritta da Francesco De Gregori (Scacchi e tarocchi, 1985).
- Un omaggio cinematografico alla morte di Pier Paolo Pasolini viene offerto al termine del primo episodio del film Caro Diario di Nanni Moretti, del 1993, in cui l'autore a bordo di una Vespa percorre le strade di Ostia fino a raggiungere il luogo dell'omicidio sulle note del Köln Concert di Keith Jarrett.
- Nel film I magi randagi, di Sergio Citti, del 1996, una donna partorisce nel luogo dove Pasolini fu ucciso.
- Per il Trentennale della scomparsa del celebre regista-scrittore è stato realizzato il primo film d'animazione biografico realizzato con una tecnica innovativa, con brani animati ispirati a Mamma Roma, Uccellacci e Uccellini, La Terra vista dalla Luna fino alla descrizione dell'omicidio all'Idroscalo, intitolato Pasolini requiem, animato e diretto da Mario Verger.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...Nel '60 ho girato il mio primo film, che s'intitola "Accattone". Perché sono passato dalla letteratura al cinema? Questa è, nelle domande prevedibili in una intervista, una domanda inevitabile, e lo è stata. Rispondevo sempre ch'era per cambiare tecnica, che io avevo bisogno di una nuova tecnica per dire una cosa nuova, o, il contrario, che dicevo la stessa cosa sempre, e perciò dovevo cambiare tecnica: secondo le varianti dell'ossessione.
Ma ero solo in parte sincero nel dare questa risposta: il vero di essa era in quello che avevo fatto fino allora. Poi mi accorsi che non si trattava di una tecnica letteraria, quasi appartenente alla stessa lingua con cui si scrive: ma era ella stessa una lingua... E allora dissi le ragioni oscure che presiedettero la mia scelta. Quante volte rabbiosamente e avventatamente avevo detto di voler rinunciare alla mia cittadinanza italiana! Ebbene, abbandonando la lingua italiana, e con essa, un po' alla volta, la letteratura, io rinunciavo alla mia nazionalità...
 

Pasolini e il cinema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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