Filmografia
Accattone (1961)
Mamma Roma (1962)
La ricotta, episodio del film Ro.Go.Pa.G., (1963)
La rabbia (1963)
Comizi d'amore (1964)
Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo
(1964)
Il Vangelo secondo Matteo
(1964)
Uccellacci e uccellini
(1965)
La Terra vista dalla Luna, episodio del film Le
streghe, (1966)
Che cosa sono le nuvole?, episodio del film Capriccio
all'italiana, (1967)
Edipo re (1967)
Appunti per un film sull'India
(1967-1968)
Teorema (1968)
La sequenza del fiore di carta, episodio del film
Amore e rabbia, (1968)
Porcile (1968-1969)
Appunti per un' Orestiade africana
(1968-1969)
Medea (1969)
Il Decameron (1971)
Le mura di Sana'a
(1971)
I racconti di Canterbury (1972)
Il fiore delle Mille e una notte (1974)
Salò o le centoventi giornate di Sodoma
(1975)
Interpretazioni
Leandro in Il gobbo di Carlo Lizzani - (1960)
Don Juan in Requiescant di Carlo Lizzani - (1967)
Il Gran Sacerdote in Edipo Re di Pier Paolo Pasolini
Giotto in Il Decameron di Pier Paolo Pasolini
Geoffrey Cahucer in I racconti di Canterbury di Pier
Paolo Pasolini
Pasolini si
impegnò anche come
sceneggiatore
per film di
altri registi:
La donna del fiume (1954) di Mario Soldati; Le
notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, che gli
chiese di scrivere i dialoghi in dialetto romano e le parti
che trattano della malavita; Viaggio con Anita
(1957-8), trattamento per Federico Fellini, ma il film lo
fece solo nel '78 Mario Monicelli aggiornando il materiale
pasoliniano; La notte brava (1959) di Mauro
Bolognini; Puzza di funerale (1959), ma il titolo del
film fu poi Morte di un amico diretto da Franco Rossi (Pasolini
ritirò la sua firma dalla sceneggiatura, a causa delle
modifiche che vi apportarono, e mantenne solo quella per il
soggetto); La nebbiosa (1959-60), collaborazione alla
sceneggiatura, da cui solo nel '63 i registi Gian Rocco e
Pino Serpi ricavarono il film violento Milano nera; Il
bell'Antonio (1960), sceneggiatura tratta dall'omonimo
romanzo di Vitaliano Brancati, per il regista Mauro
Bolognini; La dolce vita (1960), alcuni episodi
rielaborati da Pasolini su richiesta del regista Fellini,
che poi però non ne fece granché uso nel suo famoso film;
La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini; Ostia
(1970) di Sergio Citti; L'histoire du soldat (1973),
un film che avrebbe dovuto dirigere Giulio Paradisi, ma poi
rimase irrealizzato, con una sceneggiatura scritta a più
mani (Pasolini, Sergio Citti e Giulio Paradisi), avente come
tema la "mutazione antropologica" degli italiani ad opera
della televisione; Storie scellerate (1973) di Sergio
Citti.
Omaggi a Pasolini
-
Lamento per la morte di Pasolini, canzone scritta da
Giovanna Marini nel dicembre del 1975, ricalca la
narrazione per orario tipica del modo narrativo
popolare, e in particolare il modulo di un canto
religioso extra-liturgico abruzzese, L'orazione di San
Donato.
- Una storia sbagliata del 1980, scritta da
Fabrizio De André e Massimo Bubola. A proposito di
questa canzone Fabrizio ha detto: «Nel testo di Una
storia sbagliata rievoco la tragica vicenda di Pier
Paolo Pasolini. È una canzone su commissione, forse
l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta come
sigla per due documentari-inchiesta sulle morti di
Pasolini e Wilma Montesi».
- A Pa' scritta da Francesco De Gregori (Scacchi
e tarocchi, 1985).
- Un omaggio cinematografico alla morte di Pier Paolo
Pasolini viene offerto al termine del primo episodio del
film Caro Diario di Nanni Moretti, del 1993, in
cui l'autore a bordo di una Vespa percorre le strade di
Ostia fino a raggiungere il luogo dell'omicidio sulle
note del Köln Concert di Keith Jarrett.
- Nel film I magi randagi, di Sergio Citti, del
1996, una donna partorisce nel luogo dove Pasolini fu
ucciso.
- Per il Trentennale della scomparsa del celebre
regista-scrittore è stato realizzato il primo film
d'animazione biografico realizzato con una tecnica
innovativa, con brani animati ispirati a Mamma Roma,
Uccellacci e Uccellini, La Terra vista dalla Luna fino
alla descrizione dell'omicidio all'Idroscalo, intitolato
Pasolini requiem, animato e diretto da Mario Verger.
...Nel '60 ho girato il
mio primo film, che s'intitola "Accattone". Perché sono passato
dalla letteratura al cinema? Questa è, nelle domande prevedibili in
una intervista, una domanda inevitabile, e lo è stata. Rispondevo
sempre ch'era per cambiare tecnica, che io avevo bisogno di una
nuova tecnica per dire una cosa nuova, o, il contrario, che dicevo
la stessa cosa sempre, e perciò dovevo cambiare tecnica: secondo le
varianti dell'ossessione.
Ma ero solo in parte sincero nel dare questa risposta: il vero di
essa era in quello che avevo fatto fino allora. Poi mi accorsi che
non si trattava di una tecnica letteraria, quasi appartenente alla
stessa lingua con cui si scrive: ma era ella stessa una lingua... E
allora dissi le ragioni oscure che presiedettero la mia scelta.
Quante volte rabbiosamente e avventatamente avevo detto di voler
rinunciare alla mia cittadinanza italiana! Ebbene, abbandonando la
lingua italiana, e con essa, un po' alla volta, la letteratura, io
rinunciavo alla mia nazionalità...

