Paul Cezanne

...Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso...

...Voglio dipingere la verginità del mondo...

... Nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro...

Nasce ad Aix-en-Provence (Francia), da una famiglia agiata. I suoi genitori si sposano nel 1844, quando Paul ha già 5 anni. Pare che il cognome Cezanne sia un francesismo e riveli le lontane origini italiane dell'artista: deriverebbe infatti dal nome del paese di Cesana (TO), località delle Alpi Occidentali. Gli antenati del pittore si sarebbero mossi dal Piemonte intorno al 1850, per praticare oltralpe il mestiere di cappellai. A scuola, nel 1852, prende le difese di un ragazzo più piccolo di lui, tale Emile Zola: si salda un’amicizia con il futuro romanziere, fatta di passeggiate nella campagna provenzale e nuotate, che resterà salda fino al 1886. E già si delineano due grandi amori del pittore: la natura e la musica (suona la cornetta in una banda).

Nel 1897 muore la madre e, per sistemare i suoi debiti, egli è costretto a vendere la sua casa, in seguito vive in un appartamento in affitto ad Aix-en-Provence. Riesce lo stesso ad aprire un proprio studio nel 1901 e questo edificio oggi è sede di un museo che contiene i suoi cimeli ma nessun suo dipinto.

Il 15 ottobre del 1906 sviene durante un temporale mentre dipinge. Il giorno dopo ricomincia a dipingere. Ma una settimana più tardi, il 22 ottobre, all'età di 67 anni Cezanne muore per una congestione polmonare.

Nel 1907, a Parigi, viene allestita una grande retrospettiva e si rivela un vero successo. La mostra rivela al pubblico la sua enorme statura. La visione delle sue ultime tele ha un impatto enorme su molti giovani artisti. In questo modo spalanca la strada a gran parte della ricerca artistica del Novecento.

 

Nel 1858 si iscrive a giurisprudenza, accorgendosi però di non essere portato agli studi; decide quindi di frequentare la scuola di belle arti ad Aix-en-Provence e successivamente si trasferisce a Parigi (1861) dove frequenta l'Académie Suisse e conosce altri artisti come Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Alfred Sisley e Frédéric Bazille.
Dopo qualche tempo, deluso, fa ritorno al suo paese dove trova impiego nella banca del padre. Tutt’altro che scoraggiato continua a studiare finché nel 1862 ritorna a Parigi. Due anni dopo presenta al Salon un'opera che però viene respinta; un rifiuto che si sarebbe ripetuto diventando quasi una regola: ogni anno Cézanne presenta un dipinto al Salon ed ogni volta subisce una bocciatura; con la sola eccezione nel 1882 quanto una sua opera viene accettata, ma soltanto perché tra i membri della giuria c’è un suo amico.

 

 

 

La casa dell'impiccato a Auver-sur-Oise, 1873, Musée d'Orsay Parigi

 

Natura morta con mele e vaso di primule, 1894-Metropolitan Museum di New York

 

 

 

 


Nel 1869 conosce una giovane sartina, Hortense Fiquet, e va a vivere con lei; tre anni dopo dalla loro unione nasce un figlio chiamato come il padre, Paul. Non potendo più permettersi di vivere a Parigi si trasferisce a Pontoise anche su consiglio di Pissarro, che vi si era stabilito da qualche tempo. Dopo neanche un anno si trasferisce ad Auvers per tornare, nel 1874, nella sua amata Parigi. Questi anni sono fondamentali per il pittore, infatti grazie alla vicinanza di Pissarro si avvicina alla pittura paesaggistica ed allo stile impressionista. Nel 1873 dipinge "La casa dell'impiccato a Auvers", opera che segna l'inizio della fase impressionista del pittore. Così partecipa alla prima e terza mostra degli impressionisti ma in entrambe le occasioni le sue opere sono stroncate dai critici. All'inizio della sua attività si ispira all'arte di Eugène Delacroix, Coubert e Manet, infatti i suo quadri sono cupi e romantici.
Grazie all'amicizia di Pissarro si avvicina agli impressionisti ed allo studio del colore ma non si lascia condizionare totalmente e mantiene la sua visione estetica. In questo periodo dipinge soprattutto paesaggi, vedute, vasi di fiori e spesso ritratti e nature morte; ma a Paul, al contrario degli impressionisti, interessa penetrare nella profondità della realtà e rielaborare col pensiero la sua esperienza sensoriale. Analizza e riorganizza le forme secondo schemi geometrici (principi basilari del Cubismo). "Di Cezanne c'è n'è uno ogni due secoli!" dice di sé nel 1904.

Nel 1878, quando il padre scopre che il figlio vive con una donna e che hanno un figlio, smette di sostenerlo economicamente. Comincia allora un periodo estremamente difficile durante il quale trova un aiuto economico nel suo amico di infanzia Émile Zola, che nel frattempo è diventato un romanziere di successo. Ma la loro amicizia si interrompe nel 1886; quando Zola scrive "L'Opera", un romanzo sulla vita di un pittore fallito, Cezanne si riconosce in questo libro e per questo decide di non rivolgergli più la parola. In questi anni si stacca anche dagli impressionisti e comincia a maturare un nuovo stile pittorico attento alla struttura dello spazio ed ai volumi degli oggetti.
Sempre nel 1886, sposa Hortense (partecipa anche il padre che ha finalmente accettato l'unione), e dopo alcuni mesi il padre muore lasciandogli in eredità una cospicua fortuna.
Nel 1890 si ammalò di diabete.

La montagna Saint-Victoire dai Lauves, 1902-1904, Filadelfia Museum of Art

 

Il lago di Annecy, 1896-Londra Courtald Institute Galleries

 

 

 

 

 

 

 


Negli ultimi vent’anni di vita si dedica totalmente alla pittura e pian piano si stacca anche dalla moglie fino alla definitiva separazione nel 1895. Mantiene invece sempre i rapporti con l'amico pittore Claude Monet e nel 1894 va a trovarlo a Giverny.
L’Estaque diventa la sua dimora, tanto che qui invita Renoir. La montagna Sainte-Victoire è uno dei suoi soggetti ricorrenti, che dipingerà in diverse stagioni e da diverse postazioni. La sua vita è scandita da ritmi regolari. Dopo tanto lavoro è nel 1895 che ha la sua prima mostra personale, dal mercante d’arte Ambrosie Vollard, a Parigi, che intuisce la qualità delle opere cezanniane, le acquista, le diffonde. I critici si accorgono di lui. Sono di questi anni le serie di Bagnanti e dei Giocatori di carte. L’artista continua a cercare variazioni formali, non si ferma alle soluzioni stilistiche raggiunte, vuole rinnovarsi. Insegue la luce. Sul finire del secolo Cézanne si può considerare ormai famoso ed "arrivato".

 

Le grandi bagnanti, I, ca 1899-06
Philadelphia
Museum of Art
Philadelphia

Due giocatori di carte,
1893-1896
Parigi, Musée d'Orsay

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indietro