


Ma qual è l'autentico S. Valentino? Il sacerdote o il Vescovo? Non è possibile giungere ad una conclusione certa. Tuttavia, le analogie inducono a pensare che si tratti della stessa persona. Non è casuale il fatto che le date del martirio coincidono e che entrambi siano stati sepolti sulla via Flaminia, lungo la quale si trova Terni. Un fatto è certo: i Benedettini, custodi - dai primi tempi del Medio Evo - della basilica di Terni, dedicata al Santo, ne diffusero il culto nei loro monasteri, anche in Francia ed in Inghilterra, da dove si diffuse ulteriormente.
Era il III
secolo, tempo di persecuzioni, e regnava l'imperatore Claudio. Valentino era
un sacerdote di Roma, molto noto per la sua fede, e per questo era stato
imprigionato. Era anche conosciuto per la sua eloquenza, tanto che
l'imperatore lo fece condurre a palazzo per conoscerlo. Lo invitò a
rinunziare alle superstizioni per adorare gli dèi di Roma. Valentino parlò
con tanto calore e tanta eloquenza che Claudio non seppe che cosa obiettare.
Lo affidò al prefetto perché lo interrogasse e decidesse secondo la legge.
Il prefetto non lo interrogò e lo consegnò, a sua volta, ad Asterio,
raccomandandogli di convincere Valentino ad abbandonare quella strana
religione.
Valentino, entrando nella casa di Asterio, invocò Gesù come luce vera. E
Asterio, che aveva una figlia cieca, gli disse: - Se il tuo Dio è luce, dia
la vista a mia figlia. Valentino si raccolse in preghiera per qualche
momento, poi toccò gli occhi della ragazzina, che acquistò la vista.
Superfluo dire che Asterio e la sua famiglia si convertirono immediatamente
al Cristianesimo. Quando l'imperatore apprese la notizia, ordinò che
Valentino fosse decapitato. L’ordine di Claudio venne eseguito nei pressi
della via Flaminia, dove il sacerdote martire fu sepolto.
Un'altra versione dice che Valentino era Vescovo di Terni e fu decapitato
nei pressi della via Flaminia, nel 273. Si trovava a Roma perché il retore e
filosofo Cratone aveva un figlio con la colonna vertebrale tanto curva, che
il ragazzo poggiava il capo sulle ginocchia. Cratone, avendo sentito parlare
dei prodigi compiuti dal Vescovo, gli aveva chiesto di guarire il figlio.
Valentino promise la guarigione, a condizione che la famiglia si
convertisse. Ciò avvenne e, inoltre, si convertirono anche tre giovani
ateniesi, allievi di Cratone: Pròculo, Efebo ed Apollonio. La notizia si
diffuse rapidamente, per cui il prefetto Placido fece arrestare il Vescovo e
tentò di convincerlo ad offrire sacrifici agli dèi di Roma, anche con una
buona dose di bastonate. Ma tutto fu inutile: Valentino rimase fedele a
Cristo e perciò fu condannato alla decapitazione. I tre giovani ateniesi
raccolsero le spoglie e le seppellirono sulla via Flaminia.

L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

Nel XIII e XIV secolo specialmente in Francia e Inghilterra si diffuse la convinzione che il 14 febbraio, all'annunziarsi della primavera, gli uccelli cominciavano ad accoppiarsi, e per questo la festa di San Valentino segnava l'annuale risvegliarsi della vita, e perciò dell'amore. Queste curiose circostanze, han fatto sì che il nome di San Valentino, Martire della Chiesa, restasse vivo tra le popolazioni cristiane riformate (da qui la vasta diffusione nel mondo anglo-americano e nordico in genere) protestanti, come simbolo di gioiosa predilezione e di tenero amore giovanile.

