Ogni volta fa così...

Da quando hanno aperto quel negozio proprio sotto casa, vengo invasa da strane sensazioni e tentazioni. E’ come un’ossessione. Vi passo davanti più volte al giorno e ogni volta rallento il passo per sbirciare nelle vetrine con la speranza di vederli, di afferrarne il profumo, l’atmosfera che vi aleggia intorno. Quando ho un po’ di tempo a disposizione, varco l’ingresso con le stesse movenze di chi sta per avventurarsi nel labirinto degli specchi. Divertita. Incuriosita. Elaborando ogni sorta di desideri intonati sempre al mio essere donna, individuo con interessi e lacune, alla ricerca di avventure in cui riflettermi e da cui uscire “più vestita o più spogliata”, un po’ diversa e, forse, ogni volta, migliore di prima.
Le porte automatiche si chiudono dietro di me e mi lascio coinvolgere in un intrigante gioco sensuale. Ricevo miriadi di segnali. Una sensazione di crescente eccitazione mi invade tutta. M’assale una smania di possedere uno ad uno quegli stimoli. Ognuno porterebbe in superficie memorie, speranze, riflessioni da cui trarre calore se non un senso al mio smarrimento. Il corpo empatizza a tal punto col cervello che arriva a goderne. Come pantera in calore, i miei passi sono impudichi, silenziosi. Lo sguardo ammaliato. Anche le mie mani entrano nel gioco. I polpastrelli curiosi quasi con discrezione, delicatamente, scivolano sui “vestiti” che lasciano appena immaginare il contenuto. Tutti hanno una parola chiave che mi attrae, che morde e strappa. Una trama dalla quale affacciarmi sul rosso dorato d’un tramonto o sul rosa dell’alba…
Sono tanti. Tutti affascinanti. So che sarà difficile la scelta. Qualcuno l’ho già posseduto. Altri trasmettono un dejavu. Proseguo. Continuo a cercare, sfiorandone altri. Ma non scatta ancora quella molla dentro di me. Eppure c’è, lo so. Lì, da qualche parte c’è quello che mi farà trasalire. Sarà lui a scegliermi. Mi piace sentirmi fulminata all’istante. So che accadrà anche questa volta. L’eccitazione aumenta. I sensi sono confusi. E’ un po’ come giocare a nascondino. Riuscirò a tanarlo?
Giro intorno ad uno scaffale. E… Un brivido verticale mi scuote il corpo. E’ il suo richiamo. Eccolo, è lui! Lo prendo. Lo sfioro nella forma, nei colori e nella “voce” accattivanti. Lo stringo al petto. Mi avvio verso la cassa. Mostro la Carta Più, la mia tessera personale, e pago.
Soddisfatta esco dalla Feltrinelli e, camminando a mezz’aria, mi avvio verso un nuovo viaggio… fra briciole e lune di caffé sparse tra le righe opali di quelle pagine bianche.

A me ogni volta fa così... o quasi.



Maria 25 giugno 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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