Ricordo una frase, all’apparenza banale, “Nella mia casa ci sono molte stanze” letta non so in quale libro di Leo Buscaglia. Da lì sono partita e …ritornata.
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Osservo la mia
casa. A seconda del mio umore, la trovo a volte piacevole, abbastanza
ordinata e pulita, e altre volte invece vorrei mandarla a fuoco, tanto è
orribile nel suo caos. Tanti mobili, gingilli, libri, fiori, specchi e
foto. Non ha uno stile ben preciso; forse molto barocca. Tante cose,
alcune legate a bei ricordi e tante altre a momenti spiacevoli, e che
non riesco a gettar via. Si creerebbero certamente molti vuoti. Ma ogni
oggetto racconta di me, un tassello della mia vita che va ad incastrarsi
con gli altri. Comunque, oggi mi piace la mia casa e la mostro
volentieri a chi viene a farmi visita, agli amici. Posso viverci e
condividerla con chi amo. A chi non piace dico più o meno gentilmente di
non tornarci.
Una volta, una di quelle volte in cui hai l’impressione di oltrepassare
col pensiero quei muri così fragili e pur così resistenti, mi accorsi
che in una stanza c’erano altre porte mai viste prima. Andai ad aprirne
una. Avevo paura, molta paura. Era buia e volevo richiuderla. Ma stava
nella mia casa, dovevo guardare cosa c’era dentro. Non era bello quello
che vedevo. Anzi era sporca, disordinata, piena di cose vecchie e
ammuffite, ricoperte di polvere e di ragnatele. Passai tanto tempo in
quella stanza, per metterla a nuovo. I miei sforzi furono enormi e anche
dolorosi. Ma diventò una stanza ariosa, pulita, arredata di nuovo.
Potevo viverci ora e invitare gli amici.
Qualche tempo dopo ecco che vidi altre porte nella stanza. E le aprii
una alla volta. E ognuna conduceva in altre stanze e in ognuna mi davo
da fare per ripulirla e renderla vivibile. Ma periodicamente scoprivo e
scopro ancora altre stanze. Non c’è mai fine!
Ho una casa enorme dove non finisco mai di trovare la fine delle stanze.
E’ il viaggio obbligato, magico, che ognuno di noi deve fare nella vita,
nel proprio animo. Scavare, scoprire e non nascondersi a sé e agli
altri. Ma cercare e donare agli altri quello che troviamo. Perché c’è
sempre in ognuno di noi qualcosa di meraviglioso da donare a chi amiamo,
a chi ci sta vicino, a chi incrociamo anche solo per un attimo sulla
via.
Un viaggio di andata e ritorno per scoprirsi e donarsi agli altri.
Maria 15 giugno 2005

Nella mia casa ci sono molte stanze
