La musica del mare
La sera
stilla
fredda sulla spiaggia.
Affondo i passi rigidi
nell’umida rena.
Il vento, con salti e capriole,
dispettoso mi cinge.
La luna gioca sull’acqua
con i sacri serpenti.
I tuoi mugugni
hanno le sembianze
dei suoni gravi
di uno strumento scordato.
Ti ascolto…..
Ti rispondo…..
Ti parlo…..
E le onde, galoppando,
vengono a raccogliere
le mie parole,
per lanciarle schiumose
in un ballo stregato
e, poi, disperderle, esauste,
nel prato blu.
Ed ecco che la tua voce
si fa intonata ed avvolgente
come un tenero amante.
E tutto si placa.
I giochi della luna
diventano farfalle briose,
le mie parole
briciole di roccia.
Il vento, ora, mi sfiora
con dolci carezze
e avvolge il mio corpo fremente
nel caldo manto della saggezza.
Riprendo, così, la strada di casa
con le ali della speranza.
E’ stupenda la tua musica……!!
Maria 6 giugno 2004

Il salice piangente
La tua ombra conosce i segreti
della mia casa rimasta sbarrata
per troppo tempo.
I tuoi rami penduli,
come morbidi capelli,
ondeggiano al vento.
Le tue foglie, come lacrime,
senza posa, si allungano
a godere della propria essenza.
E rapita dalla bellezza
di tale eccentrico equilibrio,
apro la finestra e
libero gli affanni e i dolori,
che volano via
come uccelli giulivi
nel roseo ciel del mattino.
E sorrido a te, che sembri
quasi slanciarti per accoglierli
nel loro riposo.
E, consapevole della nuova luce,
assaporo la quiete che,
ora, regna in cuor mio.
Maria 27 maggio 2004

La voce del mare
Seduta sullo scoglio
osservo il cielo specchiarsi in te.
E’ un lamento la tua voce
che mi penetra dolcemente.
I muscoli si rilassano
la mente si perde nei tuoi segreti
il corpo affonda nei tuoi abissi.
Ti penetro dolcemente
scivolo nei tuoi umori
come delfino ti salto in grembo
E ogni granello dei tuoi fondali
è un mondo che racchiude segreti..
Risalgo a riva, mi volto
ti sorrido prima di
rientrare nella quotidianità.
O mare
vorrei berti tutto
per saziare l’anima
con l’infinità
dei tuoi silenzi e sguardi.
Maria ottobre 2005

La bouganville *
La sua cascata di sorrisi
scivola sullo steccato
lì dove la salsedine ferma
il suo correre nel tempo.
Fermati,
guarda bene col cuore,
sentirai scivolare nella sabbia
il
vestito rosso- lillà,
esso ti apparirà
col suo candore.
E ti rimarrà nell'anima
perché avrai toccato
il suo essere
piccolo fiore nell’ombra.
Maria 2006
*( I fiori che noi vediamo sono in realtà foglie colorate; al centro si vedono dei piccoli e graziosi fiorellini bianchi)

L’albero
solitario
Sulla collina
tra onde verdi
un albero solitario
volge lo sguardo malinconico
al lento scorrere
del raggio di luce.
Maria 8 novembre 2005
La luce del
mare
Dal freddo scoglio scruto il cielo
mentre si guarda allo specchio.
Giochi di nubi sbarazzine,
danze di luci multiforme
ammaliano l'anima
che leggera naviga
nel cuore del tempo
e si perde nell'illusione
di un raggio verde.
Sbiadisce la percezione di me
goccia nell'alta marea.
Maria, 13 ottobre 2005

Il fenicottero rosa
Nella luce che tramonta
ghirigori rosei
remano verso lo stagno.
Ora, fra i giunchi,
col passo senza fretta,
chiedono al vento
di tacere.
Maria 8 novembre 2005

Campi di lavanda
Dondola il cuore
sui gonfi fiumi viola
ondeggianti
nell’abbraccio del sole.
Profumi freschi
l’anima annaffiano
e nel silenzio rifiorisce
la voce melodiosa
dell’infinito.
Maria 8 novembre 2005

Il Pino sulla scogliera
Allunghi il braccio
verso l'azzurro infinito
per imbarcarti sul veliero
della speranza.
Vorresti così l'anima
sradicare dalla terra
dell'antico dolore.
Maria, 29 novembre 2006

I
cipressi
S'innalzano i cipressi al cielo
dita di mani in preghiera
a chieder perdono
per i peccati di un mondo
che ha smarrito la luce
e si è ritrovato a navigare
senza coordinate
in mari tempestosi.
Maria 30 novembre 2006

La quercia
Stanca
cerco riparo all'ombra
della vecchia quercia.
Madre attenta
mi avvolge nel suo abbraccio
e racconta di memorie
perdute sul duro sentiero.
Sollevata
dalla tenacia del suo cuore
riprendo il cammino,
alzando la fronte al sole
giuro rispetto al dolore del mondo.
Maria, 30 novembre 2006

La rosa
Si racconta che la rosa
sia il diamante del giardino.
Le sue gocce di rugiada
sono le lacrime versate
da chi l’hanno toccata.
Rose rosse scolpite dalla passione,
rosa luminose nel crepuscolo d’aprile,
bianche nell’innocenza del bimbo,
gialle nello splendore d’agosto.
L’amante le dona alla sua donna,
e il bimbo alla sua mamma
per ringraziarla del suo sorriso caldo.
Ma quella rosa blu?
E’ la vanità prepotente dell’uomo.
Maria 2006


