Venezia


Come una bella donna
vestita a festa
adorna di rari gioielli,
con danze ondeggianti
accendi le passioni
dei tuoi amanti.

Trascorri i tuoi giorni
a rimirarti in specchi
tagliati da remi ombreggiati
nella laguna dipinta
d’oro dal sole.

Affascini anche quando veloci gabbiani
spruzzano polvere di lacrime
e gli abiti bagnati rivelano
le tue forme.
Un corpo sinuoso da accarezzare
che nasconde misteri
in calle ammalianti.

Negli occhi conservi gelosa
l’anima di grandi artisti.
Mascheri i dolori
del tuo passato
ma sai che il gioco
finisce nel batter d’ali
del volo di un angelo.

Più volte ho fatto l’amore con te
e i sensi inappagati
desiderano da te
sempre tornare
per goderti ancora una volta
e inebriarsi negli umori
della tua magia.

28 ottobre 2004

 
Le mie poesie
sul Carnevale

 

Il coraggio del Carnevale

Nascosta nell'abito di Arlecchino
io bambina vago libera
per le festose vie.
Rido, ballo
mentre lancio via
tra coriandoli e fiori multicolori
i toni ombrosi
che la vita mi ha donato.
Il Carnevale è forse levarsi
la solita maschera col coraggio
di chi pur arrossendo
urla tra il rumore della folla.

Maria 10 gennaio 2007

 

Mascherine

Pulcinella dal padrone potente
sulla gobba prende bastonate
e Balanzone, con sottobraccio il librone,
gli fa una finta medicazione.
Arlecchino con la borsa sempre vuota
bussa da opportunista alla porta
della vivace e graziosa Colombina
che lo licenzia con una dolce parolina,
mentre Brighella dall'altra parte della strada
da servo ingegnoso il padrone circonda
vuole estorcergli mille euro
per comprare a Pierrot un sogno d'oro.
Ma quel grande avaro di Pantalone
dando la colpa a Rugantino gli ruba il soldone.
Interviene prontamente Meneghino
che gli suona sulla testa il suo ombrellino.
Ma alla fine i generosi Gianduia e Stenterello
tutti invitano a far festa all'ostello.

Maria 13 gennaio 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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