Castel Sant’Angelo
Fortezza nell’eterna città,
il potere, forza di falsi uomini
che ne riempie il petto
che piega i deboli,
ha fatto il tuo corpo austero,
i tuoi occhi spenti
la tua voce silenziosa.
Hai ascoltato la mia anima
girare ieri, intorno a te,
imbarazzata della sua solitudine
nel giorno di festa,
raccogliendone lacrime invisibili.
Oggi stentavi quasi a riconoscermi
mentre erano i miei occhi in festa
a rompere con la loro luce
il buio intorno a te.
Ti sei specchiato in me
ed hai inteso così
la doppia faccia della vita.
E l’angelo tuo custode
ha aperto le ali
ai gabbiani sul Tevere
in cerca della verità a cui aggrapparsi
durante il breve intenso viaggio.
Maria 29 novembre 2004
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Venezia
Come una bella donna
vestita a festa
adorna di rari gioielli,
con danze ondeggianti
accendi le passioni
dei tuoi amanti.
Trascorri i tuoi giorni
a rimirarti in specchi
tagliati da remi ombreggiati
nella laguna dipinta
d’oro dal sole.
Affascini anche quando veloci gabbiani
spruzzano polvere di lacrime
e gli abiti bagnati rivelano
le tue forme.
Un corpo sinuoso da accarezzare
che nasconde misteri
in calle ammalianti.
Negli occhi conservi gelosa
l’anima di grandi artisti.
Mascheri i dolori
del tuo passato
ma sai che il gioco
finisce nel batter d’ali
del volo di un angelo.
Più volte ho fatto l’amore con te
e i sensi inappagati
desiderano da te
sempre tornare
per goderti ancora una volta
e inebriarsi negli umori
della tua magia.
Maria
28 ottobre 2004
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Passeggiando
nei borghi
Per le stradine dei borghi
arroccati sui monti
ci perdiamo come bambini curiosi
a fianco di portoni
a rubare profumi di legna
che brucia nei camini.
Cascate di risa e di sospiri
riecheggiano tra torri e castelli
fin nei boschi addormentati.
Affondiamo gli sguardi
nelle pietre muschiate,
spuntano storie antiche
dipinte e incastonate
dallo scandire sordo
della memoria.
Arazzi rosei
si alzano sui tetti,
profumano i cuori
di viole e di lillà.
E si accendono luci
sul sentiero
che conduce i sogni
nelle nostre mani.
Maria 11 gennaio 2005
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Un'oasi nel deserto (Calcata)
Su
precipizio senza fine
a stento s’innalza Calcata,
oasi rigogliosa in un deserto
di città aride.
Nelle sue vene rosse
scorre linfa per gli artisti,
intellettuali e personaggi alternativi.
M’affaccio nelle decine di botteghe
che si susseguono tra i vicoli.
Una donna ricama
la bellezza fuggente
su stoffe morbide.
La fanciulla prepara
un bouquet di fiori
e una catena di cerchi colorati
con ritagli di plastica di bottiglie
per scacciare il grigio dell’inquinamento.
Un uomo brizzolato
con coltellino e pezzetti di legno
costruisce una casa in miniatura
dove far respirare la libertà
a quel bambino annegato in compromessi
e riemerso ora
su quest’isola nel mare verde
dove brilla luce nuova,
mentre oltre quei monti
la vita striscia
su sentieri falsi.
Maria 17 luglio 2005
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La
Sardegna isola incantata
Mi sei apparsa avvolta nella camicia rosea dell’alba
e subito mi sono smarrita fra le tue pietre.
Terra aspra e selvaggia ma di calore piena,
immersa in cristallino smeraldo
lasci intravedere i segreti del mare.
Grappoli rosa alati volteggiano nel maestrale.
Su antico corpo mille seni granitici spuntano
adorni di mirto e di ginepro.
Assorta nei giochi dell’acqua nella roccia,
nelle leggende dei giganti delle coniche torrette,
nelle miniere che ivi spinsero tanti mercanti,
ho violato il tempo inquieto.
Isola dove l’uomo è rara presenza
hai ammaliato gli umori vagabondi
con i tuoi misteri, la tua superbia
e come quei fenicotteri volerò da te
alla ricerca di uno scoglio a cui chiedere tregua
sperando che quei sassi restino inespugnati
dal piccone affamato dell’uomo del continente.
Maria 22 agosto 2005
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Ed è magia
(La Grotta dei Segni-Calcata)
Il ritmo delle luci di stelle
s’intreccia con la voce dell’infinito
ed insieme invitano i versi del cuore
in giri di danza gentile e languida.
Nell’assenza dei rumori del mondo
sono punto di luce splendente
in armonia con le maree
dell’oceano sospeso.
Maria 17 ottobre 2005
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Giochi d’acqua a Villa d’Este
Si smarrisce nei cieli dell’eternità
la villa che racchiude
nei suoi scrigni
anche i segreti
del nostro primo incontro
in un mattino di novembre
sui viali del paradiso.
Ovunque si volgesse
lo sguardo
si tuffava
in prismi di luce.
I pensieri
rincorrevano frastornati
i giochi d’acqua
tra fontane e cascate.
I passi
scandivano melodie
amplificate dallo scroscio
dei riccioli di giovani nuvole.
I cuori
come conchiglie floreali
zampillavano emozioni
a lambire con splendidi versi
la nostra poesia.
Maria 4 dicembre 2004
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Al lago di Martignano
Soffia un mattutino respiro
su virginee vele d’acque lacustri,
fresche carezze di vivaci dita
e tutt’intorno i lecci
e fino in cima ai prati
com’arti sospinti dal capriccioso soffio.
Rifrange un richiamo di cicale in sfrigolio,
sfiata nell’attesa d’un segnato destino,
memoria che passa fra gli ulivi
in cantico di pace.
Danzano farfalle colorate,
volteggiano, posano
sui freschi oleandri e sui riarsi fiori.
In alto i gabbiani planano
sulle bianche vele, sopra il boma,
in ghirigori lieti.
Languono i sensi e languono i colori
storditi dai profumi,
chiusi in quell’anfratto a cono
in stille di tempeste e d’uragani,
e s’inabissano in quelle dissonanze dell’altrove
che nutre fuori l’albero di Giuda.
Maria 24 agosto 2004
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Passi sui
colli toscani
Passi suonano versi d’incanto
su antichi spartiti,
ingentiliti da dolci seni
vestiti di verdi ulivi
e, sotto la bianca coperta,
di vigne nascoste
in attesa di calde carezze
che incidano
il profumo d’alloro e d’incenso
in cui affogare l’allegria e il dolore.
Labbra aride
sorseggiano il nettare delle radici
da torri che toccano il cielo
con le dita del potere
e da borghi dove un certaldino
srotolò decameroniche novelle.
Con la mente ebbra
all’oggi sciapo
siamo tornati con ribelli ardori.
Maria, 27 febbraio 2005
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Respiri di
eternità (A Tuscania)
Nella valle
mani troncate di tigli nudi
sorvegliano la soglia
della città di tufo,
colpita dai brividi della terra.
Nuvole gonfie
abbracciano il sole
a impedire il calore
sulle querce scortecciate
e nelle case umide.
Nella trama di viuzze
i profumi dell’inverno
si rincorrono fin sulle logge
dove lo sguardo
respira eternità.
Di quell’antico
cogliamo i gesti dell’anima
e li incastoniamo
negli archi della memoria
con la gioia
di andare sulla via
che ci condurrà
al sogno del nostro viaggio.
Maria 6 marzo 2005
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Il Faro
Il faro
diffonde profumi antichi
quando rincorrevo le onde
per cavalcare sogni
e la salsedine ricamava
sulla pelle la speranza.
Solitario
ora la sua voce muta
brucia le corde del cuore
e il maestrale sparge
lacrime schiumose là
dove il frangersi di quell’onde
sulla coda della sua luce
tracciava la via dell’orizzonte,
generoso decoltè dell’onirico.
Maria 29 agosto 2005
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Il
treno verde *
Il quaderno si apre
per incidere atmosfere
d’un cielo aperto sui passi
del trenino che canta
un motivo dell’ottocento.
S’intonano lente
in due righe di pentagramma
le emozioni dal Trexenta a Lanusei
fino a toccare le corde vocali del mare.
Note che il tempo
non ha segnato di rughe
la fronte dei tacchi.
Melodia che accompagna
l’acqua del fiume tra le rocce.
Nel suo rotolare
non porta a valle
i veleni della fretta
a il gorgoglio malinconico
della terra.
I nostri cuori si nutrono
della passione che sgorga
dall’incalzare di ritmi
per culminare nella quiete
dei ciuffi dell’emozione.
Il quaderno ora si chiude
per riportarci nel silenzio grigio
fra le pieghe di una vita indossata
come delicato lenzuolo
che filtra i nostri sogni
per lasciare dei frammenti
nella luce solare che guida il tempo
nella corsa all’eternità.
Maria agosto 2006
* In Sardegna esiste un trenino verde che accompagna i turisti in lungo
e in largo per il centro sud dell’isola.

