Tempo
fa, il mio giovane amico Christian, mi disse:- Maria, affacciati alla
finestra, osserva ogni particolare, ogni colore e racconta cosa vedi a
chi, per sentirsi meglio, ha bisogno di una piccola speranza!
Ed io chiusi gli occhi, guardai....fuori e raccontai.
- Vedo un sentiero lungo, uno di quei vecchi sentieri che stanno lì da
secoli, consumati dal passaggio di tanti sogni, affanni e dolori. C’è un
uomo,giovane di aspetto, ma dallo sguardo profondo di chi ha sofferto ed
è stato abituato a porsi tante domande e a sforzarsi per trovare
altrettante risposte,di chi ha sempre cercato un qualcosa che ancora non
ha trovato. Lungo il sentiero ha incontrato tanta gente diversa, strana;
persone che lo hanno preso a schiaffi e persone che gli hanno teso una
mano e lui ha imparato a fare altrettanto per difendersi e per non
morire dentro.
E’ quasi sera, quando l’uomo, stanco,arriva in cima ad una collina; lì
c’é un albero frondoso, sotto il quale si siede e ammira il suo
tramonto. Quella preziosa sensazione di infinito, di pace, quei colori e
i mille luccichii su quel mare lontano, lo aiutano a prender sonno,
l’unico momento, forse, di abbandono.
Al mattino, destato da un sole fulgente e caldo, riprende il cammino
verso il mare. Sulla spiaggia ha una visione: c’é una giovane donna che,
col vestito tirato su per non bagnarlo, raccoglie variopinte conchiglie.
Ha nei capelli il colore rosso dorato del suo tramonto, negli occhi
l’azzurro del suo mare placato. Lei alza lo sguardo e gli sorride. Quel
sorriso seducente gli dà l’impressione di aver toccato il suo tramonto,
di stare per abbattere ogni barriera con il mondo intero,gli infonde
quella sicurezza che gli mancava.
In un attimo capisce che non sarà più solo a combattere, anzi, sa che,
da quel momento in poi, ogni battaglia sarà più facile da vincere e che
arriverà là dove il suo sguardo è rivolto da sempre: la pace con se
stesso e con gli altri.
Maria 9 maggio 2004


