La paura di vivere emozioni
Da bambina trascorrevo quasi
tutte le estati in campagna dai miei nonni, ai piedi del monte Taburno.
C’era, lì vicino casa, un piccolo torrente al quale mi era vietato
avvicinarmi. Ed io, come tutte le ragazzine, ero attratta dalle cose
proibite. Di nascosto andavo a quel torrente, mi divertivo a bagnarmi in
esso e a schizzarmi l’acqua addosso. Ricordo quei momenti con gioia
immensa!
Mi chiedevo, spesso, sul percorso e sulla fine di quel torrente. Più
volte provai ad inoltrarmi, ma tornavo sempre indietro sui miei passi.
Una volta mi spinsi oltre; cominciai a camminare coi piedi nell’acqua,
seguendone il fluire; ero spaventata e incuriosita allo stesso tempo.
Ricordo il silenzio attorno a me, l’acqua che sentivo sempre meno
fredda, i freschi profumi e il colore verde nelle varie sfumature. Che
sensazioni fortissime! Le piante sugli argini, da alte ed intrecciate,
all’improvviso scomparvero e mi apparve davanti uno spazio tinto solo
dal bianco di grosse pietre messe lì chissà da chi, una sull’altra, in
un’asimmetria logica. Oltre intravedevo un misterioso bosco, entro il
quale continuava il percorso del fiume.
Il cuore sembrava scoppiarmi in petto; le mie sensazioni aumentavano.
Ma, ahimè, tra tutte si fece largo la paura. E quella bambina
spaventata, correndo, tornò indietro.
Ecco la mia vita, si può dire, che sia stata sempre così: attratta dalle
emozioni, ma talmente spaventata da riuscire a tenerle lontane. Quella
bambina, che è rimasta in me, oggi, ha voglia di andare oltre, di
scoprire il percorso e la fine di quel torrente,di attraversare il
bosco.......di correre dietro le emozioni.
Devo riuscire a vincere quella paura che sembra aver messo le radici nel
mio animo. Voglio amare, ridere, soffrire, rischiare....... voglio vivere
la vita prima che voli via!
Maria 12 marzo 2004

