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Solstizio d'inverno (21 dicembre: inizio inverno)


 

Nel suo moto annuo lungo l'eclittica, il 21 dicembre, il sole raggiunge perpendicolarmente il tropico del Capricorno (emisfero australe), determinando l’estate nell' emisfero sud, e l’inverno nell'emisfero boreale. E' l’opposto del 21 giugno. Si hanno condizioni opposte al solstizio d'estate: il dì viene ad essere più lungo della notte nell'emisfero meridionale e più corto in quello settentrionale; completamente illuminata è la calotta antartica, completamente nell'oscurità quella artica.

 

Inverno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Solstizio d'inverno

In antichità il solstizio d’inverno era un’importante festività dei popoli pagani, le celebrazioni si prolungavano per più giorni. Veniva chiamato anche Mezz’inverno, Alban Arthuan o Yule. Yule deriva dalla parola anglosassone “Yula”, che significa “ruota” (wheel), la Ruota dell’Anno: per le popolazioni anglosassoni proprio il solstizio marcava l’inizio del nuovo anno.

Nell'antica Roma i Saturnalia, che avevano inizio il giorno 19 dicembre e si prolungavano fino al  25, erano feste di gioia, di speranza per il futuro e in tale occasione si rinnovavano i contratti agrari.

In Siria e in Egitto, il 21 dicembre era celebrato come il giorno della nascita del Sole, poiché a partire da questa data i giorni cominciano ad allungarsi e la potenza del sole aumenta. I celebranti si ritiravano in appositi santuari da dove uscivano a mezzanotte, annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un bambino.

 

                   

La leggenda della merla

Nei gelidi cieli dei giorni più freddi dell’anno, la leggenda racconta che la merla candida e bianca ed i suoi piccoli, stavano volando ormai allo stremo della resistenza. Già più volte avevano cercato riparo senza successo e stavano ormai soccombendo al gelo implacabile. D’improvvisa mamma merla vide un fumo nero salire da un camino e decise di condurre i suoi piccoli in quella direzione, in cerca di un po’ di calore. Finalmente in un caldo rifugio la merla riuscì così a salvare la famiglia, divenendo nera a causa della caligine che usciva dal camino. Da allora i bianchi merli, in segno di gratitudine, hanno accettato di restare neri.

Una versione più triste narra che una merla, ingannata dal sole di gennaio cominciò a covare le sue uova. Però l’inverno non era finito e il 29, 30 e 31 il freddo ritornò intenso, così che le uova si ruppero e i piccoli perirono. Anche la merla, affranta da dolore, morì.

Un’altra leggenda, molto diffusa in Lombardia, narra che una ragazza e un ragazzo, per guadagnare tempo, mentre si recavano a una festa in un paese vicino al loro, attraversarono il Po gelato, ma scivolarono nell’acqua e scomparvero. Unica testimone dell’accaduto una merla: per tre giorni l’uccello cinguettò volando sui passanti per chiedere aiuto. Poi, il terzo giorno (30 gennaio) il sole sciolse il ghiaccio e il fiume restituì i cadaveri dei giovani, intorno ai quali sbocciarono fiori.