Ancora in viaggio

Verso isole incantate
le mie vele
hanno corso docili,
con passo straniero
abbandonato
spiagge inospitali
e i sogni
hanno ripreso la rotta.
Su mari piatti
come tavoli della carestia
hanno navigato
e, senza rete, su onde
in acrobatiche capriole.
Ad ogni burrasca
mani febbrili
a svuotare lo scafo.
Con la prua
verso l’orizzonte
col vento che sferza il viso,
negli occhi l’estate negata,
col cuore senza rimpianti,
ora nell’anima
una brezza fresca
volta pagina
e sorseggio
nuovo inchiostro.

Maria 2 novembre 2004

Soffi di lava

Un’aria pesante
avvolge il pensiero
lo stringe con cappi
donati da chi non ha compreso
non ha avuto pietà.

Parole prepotenti,
sussurrate con soffi di lava.
Echi sonori
di corde stridule,
di lame taglienti
s’intrecciano,
sfidano il vento, le carni
innalzando scale musicali
su cui si muovono note
forti e deboli,
grovigli inconsci.

Un vortice soffoca
l’urlo della stanza.
Apro la finestra.
Sull’orizzonte colori sonori
invitano lo sguardo
e chiedo alle parole
di seguirlo per lanciarsi
in una danza tribale.
Un totem brucia ora
là al centro della terra
ed io rinasco.

Maria, novembre 2004

Pagine bianche

Sfoglio pagine bianche
di giornate senza luce né forma.
Giorni
in cui da angoli bui
osservavo il cuore preso a morsi
da agonie che rincorrendosi
segnavano il tempo.
Giorni
in cui vagavo inquieta
per attese che pennellavano rughe
su pelle vergine
sanguinante ambra.
Giorni
in cui tra lenzuola ruvide
con occhi aridi e mani vuote
sorseggiavo notti amare.
Giorni…da non dire
Pagine bianche…da non sfogliare
ma da bruciare in falò
su spiagge dove
il sole punterà i riverberi
su giorni nuovi
in cui apparirò, della mia vita,
la protagonista.

Maria 22 settembre 2004

Preludio di giorni uguali

Struggenti note dipingono l’amore
su tela nascosta nel buio di vecchie mura
e lacrime di acquarelli nuotano nell’iride
per tuffarsi scomposte su colli intirizziti.

Raccolgo briciole di sogni
sul tavolo della mia cucina
mentre assaporo nell’amaro del caffè
e nella prima sigaretta
il lento consumarsi
di orgasmi offesi.

Cerco, oltre la finestra,
i fazzoletti rosei dell’alba
per asciugar le lacrime
e osservo l’affacciarsi del sole
preludio di giorni uguali
in attesa di sorseggiare
il grido malinconico della luna.

Trattengo stille di colori sulle labbra
per placare la sete durante il viaggio
nel deserto arido della notte,
per non morire
nell’amplesso con l’inquietudine.

Maria 11 dicembre 2004

Prospettiva onirica

Apro la finestra
sul blu dipinto
in valli incise
dal tempo.
Un venticello
incanta i pensieri
e li lancia
in danze stregate.

Storditi nel sacro
siedono sulla spiaggia
a lasciarsi solleticare
da onde deliziose.
Il suono lontano di un sax
ne accarezza la pelle.
Sensi assopiti si destano.

La passione proietta
luci barocche
su corpi nudi
alla scoperta dell’essenza
da cui son generati.
S’incatenano l’un dentro l’altro
per liberare sogni
piantati nel muschio
in fondo al pozzo,
nel giardino incolto
dell’anima.

Un urlo colma le crepe
a indicare l’atto finale
dell’amplesso.
Le catene si sciolgono.
I miti vanno via con gli umori
raccolti da onde appagate.
I pensieri rientrano nella realtà.
Chiudo la finestra.

Nello specchio un nuovo scenario
riflette
l’avvenuta percezione analitica.

Maria 17 novembre 2004

Anima smarrita

Anima smarrita
percorro un viale
gravoso e gelido.
Un abito sempre più pesante
di ricordi forti e confusi,
di sogni annodati su pietre
lanciate in torbide acque,
di dolori impressi
su pelle di seta.
I miei passi affondano
su argilla bagnata e fragile
a lasciarne orme.
Il mio cuore stilla
umori sorseggiati
da chi vuole dissetarsi
ignaro del prezioso elisir.
Nel mio sguardo è dipinta
la sofferenza d’un eterno cercare
e d’un eterno non trovare.
Anima smarrita
tra i bagliori fascinosi
di chi vuol svendere illusioni
al mercato dei sogni,
su un viale il cui principio
e la cui fine son già segnati.
Ma il percorso a venire
è insidioso e oscuro.
Ho paura del buio
e catene ai piedi
m’impediscono di proseguire.
Eppure non posso fermarmi.
Anima smarrita
alla ricerca di luce.

Maria 26 settembre 2004

Un nuovo giorno

La Musa dipinge falsi sogni
e, in rosea dissolvenza,
li offre al sole.

Nuovi tepori destano i sensi
serbati in scrigni di cristallo.

Mi inoltro nell’anima
con dolci passi
stregati dal nuovo desio.

Avanzo nel bosco
attraverso sinuosi e aspri sentieri
e frementi virgulti
incatenati a pietre miliari.

Un perverso dolore
incide l’enigma:

sarà lo stesso inganno
anche questo nuovo giorno?


Maria 15 luglio 2004

Nel silenzio…….

Nel silenzio……
il pensiero insonne insegue,
nella fine trama del sordo ragno,
il ricordo delle radici dell’oggi.

Il pensiero fluido stilla negli interstizi,
trascinando ogni granello
depositato dal tempo fuggente.

Il pensiero mordace,
con la sua lama fredda,
taglia quel silenzio
per far sentire i rumori
dell’animo inquieto.

Esso urla, ora, il suo inno alla vita,
decide di tingersi il viso,
vestirsi di nuovo
e scendere sul campo
a vincere emozioni e ricordi
su cui piantare il domani.


Maria 3 luglio 2004

Tramonto sul Gran Canyon

Ho sognato di trovarmi lì,
sul sublime picco,
rapita da quel magico tramonto.
E i miei pensieri,
ombre della notte,
scivolando sinuosamente sulla pietra nuda,
ne seguono il fluire lasciato dal tempo.

Complice quel nostalgico trionfo di colori
nell’azzurro morente;
il rosa dell’essenza delle mie prime vanità,
il viola degli slanci spontanei,
l’arancio del frutto cui negai la vita,
il bianco dei fiori appassiti sull’altare,
il giallo dei sogni persi nei campi di grano,
il rosso dei miei fremiti d’ira.

Smarrita nell’immensità di quello spazio,
vinta dalla forza di quella natura,
avanza una sensazione di fragilità,
d’impotenza.

All’improvviso,
una mano sicura, tenera
mi tira su,
m’indica un punto lontano
dove tendere lo sguardo
e come mirarlo senza
avvertire quella sensazione così limitata.

E, subito, quelle ombre sinuose
si svelano stelle
nel blu della notte.

Maria 9 maggio 2004

I fuochi d’artificio

Quanti ricordi
legati ai fuochi
in tempi e spazi diversi.
In primavera
avevano i colori brillanti
le forme dei fiori
nel prato azzurro del cielo
e il sapore di zucchero filato.
In estate
sulla spiaggia facevano da cornice
ai nostri occhi che spartivano
il sapore dell’amore
in bocche di fragola
e di susina selvatica.
Ora quei fuochi
li guardo con nostalgia
hanno i colori
delle foglie ingiallite
le sembianze di voli di rondini
e il sapore di caldarroste.
Devo affrettarmi
a fermare il tempo
sul calore e sull’allegria
della primavera.
Avrò freddo in inverno.

Maria ottobre 2004

 

 

 

 

Alla ricerca di verità

Le verità
s’elevano oltre i limiti
tracciati dall’uomo,
dalle sue paure.
Non incise su papiri
o profetizzate sotto le ceneri,
zampillano
in vie polverose,
nel silenzio della natura.

Piantare semi
nelle fughe del cemento
attendere la fioritura;
raccogliere, nell’arene,
brandelli sanguinanti
e farne collage.
Fermarsi, a sera,
ad ascoltare
nel silenzio del vento
i rumori del mare.
Leggere le note,
accordarle
sulla pelle tesa
del cuore.

Le verità
non fluttuano da altari
sulla cima di scalinate decadenti.
Nascoste dietro portoni,
attendono una mano
per aprirsi
su cortili luminosi
della nostra casa.

Maria 20 novembre 2004

Polvere di stelle

Vago nella notte
a recuperare sogni
lasciati dietro angoli
di vecchie vie.
Li rivoglio tutti.
Sono gemme
che ho coltivato
con deboli slanci
e che falsi angeli
han rubato
per nutrire le loro ali.
M’immergo
nel blu macchiato
di polvere di mimose
che, ogni notte,
esplodono.
Avvinta
da tal luccichio,
ogni granello è un dono
che abbraccio
nel verde dei miei prati
e nel marrone dei miei boschi.
Li curerò
con passione,
e ne raccoglierò
stavolta il frutto.
E vivrò,
finalmente,
la mia estate.

Maria 27 ottobre 2004

Cuore di gabbiano

Gabbiano
su onda violentata
dai giochi misteriosi
di luna ammaliatrice.

Gabbiano
a ripulirsi le piume
di catrame accartocciato
da avidità umane
in bottiglie di verde vetro.

Gabbiano
in magri banchetti
a deglutire solitario
un amaro plancton.

Cuore di gabbiano
a scrutare l’orizzonte
in attesa dell’ultimo gemito
della luna in amplesso
con un oceano smarrito.

Maria 18 ottobre 2004

Primula veris nel deserto

Per vie incantate vago
con la mia anima trasparente.
Chi è spaventato
vuol castrarla.
Chi è smanioso
la legge prima di porla
in un vecchio scaffale
a impolverarsi.
Chi è assetato la beve
prima di vomitarmela addosso.
Nuda vago
a dispensar risposte
senza compensi.
Vera e spontanea
ma ad ogni angolo sola,
è l’anima mia strappata
senza motivo né licenza,
e dai forti venti
abbandonata nel deserto
dove appassisce
come primula al sole.

Maria 4 ottobre 2004

Attimo inquieto

Ferma
sul ciglio del fiume
a seguire sconfitta
il corso dell’acqua
sempre la stessa
sempre diversa.
Nasce cristallina da fonte certa
nello scendere a valle
si colora di sogni e di speranze
si nutre di ricordi e di rimpianti
e in camaleontiche sembianze
si lascia mirar.
Arpioni alla cieca
la squarciano
per lasciarla fragorosa
scivolare
vorticare
inabissarsi
risalire
scivolare.
Sfinita sul letto fangoso
sospira la quiete voluttuosa
nell’abbraccio con l’infinito
per disperdersi nel nulla
e nel tutto..
Il delta è ancora distante
ma il desio è essere ora lì
e assaporare con dolorosa gioia
quel freddo calore
d’amplesso di negazione
e di amore folle.
Guardo l’acqua
sempre la stessa
sempre diversa
scorrere verso il mare
nel godimento dell’attimo inquieto.

Maria 28 settembre 2004

Ombre ignote

Ombre ignote
vagano tra sterpi
carichi di folgore
alla ricerca frenetica
del sentiero della requie.
Come uccel di bosco
incatenati a cipressi
piantati su nuvole,
solcano cieli
di mondi dimenticati.
Con passione cupa,
alla ricerca di isole
dove approdare e riposare,
si dimenano, si torcono,
s’ inabissano, s’innalzano
in acque stagne
scatenando maremoti
che s’infrangono su scogli.
Adagiate, finalmente,
sulla terra ferma
mirando lassù
oltre la volta celeste
cercano l’origine
di quel fascio di luce
che s’allunga etereo
ad abbracciare chi
sfugge ad esso.
Ma il cuore dolente
chiude gli occhi
rifiutando ciò che traspare
dietro le ciglia
bagnate da fiele
stipato in giare antiche.
Ombre ignote
agli argini del bosco
continuano
a percorrere sentieri falsi
mendicando luce
a chi, dietro le sbarre,
ha spento la fede.

Maria 20 settembre 2004

Il sentiero della vita

Il pensiero soffia sui passi tracciati,
innalzando granelli di sabbia
in gioiose danze e tristi cortei.
Spiagge dorate, dai sapori acerbi
mordenti sogni di isole arroccate
su oceani mossi da dita
ora carezzevoli, ora tremanti.
Vie nere di pece, dagli odori acri
emanati da dolori per scelte violentate
da dissolvenze oniriche.
Stanze tappezzate di colori ingabbiati
da silenzi notturni e urla albeggianti.
Il volo cessa improvviso,
e i granelli di sabbia si adagiano
a segnare il nuovo sentiero di vita.

Maria 6 agosto 2004

L'illusione

E’ arrivata un giorno
piantando il germoglio
dell’antica fame.

Non ho fatto domande,
il mio cuore è colmo
e aveva fretta di traboccare.
Le ho offerto
vino, miele e pane bianco.

E’ arrivata
piantando alberi recintati,
spandendo profumi
sottratti all’oblio,
empiendo i sogni
di ali, desideri,
frutti ed essenze.

Ma ora se n’è già andata,
lasciandomi gravitare
nel ronzio del silenzio
che ha diffuso nella mia casa.

Maria 1 giugno 2004

L'aquilone

Traversando un sentiero arido e poco sicuro,
sono stata attratta dai colori argentei e
dall’immagine rassicurante
di un aquilone.
Gli ho dato vita, esortata
da quelle sensazioni rimosse da tempo
in un angolo buio della mia casa.
L’ho portato nei miei giardini.
Un filo sottile ci separava e ci teneva,
mentre si correva sui prati verdi e
le nostre figure si allungavano
nelle acque lacustri.
Ma troppi lo miravano e
da troppi si faceva mirar;
donava gioie e catturava le tristezze.
All’improvviso un tremar d’ali e
un sommesso pianto,
nati dalla consapevolezza
dell’illusione di tale tenersi,
fecero scivolar via quell’unico legame.
Lo guardavo perdersi nel cielo perlaceo,
mentre portava con sé
i segreti e i sogni
della mia ritrovata e
nuovamente persa gioventù.

Maria 30 maggio 2004



Giri di danza sotto la luna

Quella notte ero alla finestra,
gioie e pene erano ferme là sul selciato.
Ad un tratto, la luna, amica dispettosa,
le destò, lanciandole in un ballo stregato.

La mia mano, ingrata, tentò di fermare
quei giri di danza.
Ma tutto si quietò solo quando
le gemme appagate si posarono nuovamente.

Solo allora, con un sorriso a fior di labbra,
mi ritirai in attesa del domani.

Maria 9 maggio 2004

La solitudine

Sentire silenziosa la mia voce
ed impenetrabili gli sguardi altrui.
Sentire il mio cuore,
isola nell’oceano,
appesantito da un faro
la cui luce resta fioca nella nebbia.

Sentire le mie lacrime
affondare nei ricordi e nei sogni,
senza che alcuno si soffermi
a raccoglierle con me
e a farne un seme
dal quale attingere
la gioia del condividere.

Maria 16 marzo 2004

Rivelazioni

Al suono di una carezza,
di una parola o di una visione,
la mente scivola tra le sinuosità
oscure dell’animo.
E, nel fugace attimo,
cattura quelle sensazioni
che svelano il nostro essere.

Ignavo chi non sa leggere.
Fragile chi libera le briglie.
Sublime colui che s’illumina
della rivelazione.

Maria 2 maggio 2004

 

 

Poesia introspettiva
2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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