
Camminando per il tuo sentiero, ti accorgi che il dolore è ad ogni
angolo. Può coglierti di sorpresa e all’improvviso cancellarti il
passato e il futuro. Per affrontarlo a testa alta, devi prepararti,
sapere che esso prima o poi, purtroppo, ti guarderà negli occhi. Durante
“l’ attesa” devi "vivere", godere appieno i piccoli momenti, riempirti
le tasche di tanti attimi di gioia, pietre preziose da accarezzare
quando il dolore si farà sentire. Renderà più sopportabile quel momento.
Il mese scorso ho visto il dolore stampato sul volto di molte persone,
tutte ricoverate in un reparto di malattie del torace, tra cui anche
portatori del “male cattivo” ai polmoni. Sono stata più volte in quel
corridoio, in quella stanza a trovare un amico, un ragazzo della mia
età, che “nella sfortuna è stato fortunato”. Ho conosciuto tante
piccole, grandi storie. Ho visto la paura di chi sa che sta per lasciare
la vita. La paura di non farcela. La paura del dolore. Ho avuto anche io
paura. Poi è passato quel momento. Ma ricordo quel posto, la paura e il
dolore. Ora più di prima sorrido e mi capita sempre più spesso di vivere
momenti particolari, straordinariamente intensi che mi trasportano, in
un attimo infinito, fuori dal tempo. Sono lì, senza passato, senza
futuro. Un punto che irradia calore e luce, semplicemente perchè assorbe
gli stessi da ciò che rende magico quel momento.
Attimi di eternità, in cui cammino sospesa, senza forza di gravità,
nello spazio senza confini. Un incontro ravvicinato con Dio direbbe
qualcuno. O semplicemente un attraversare la grandezza delle piccole
cose, quelle semplici che vivono intorno a noi. Un entrare in sintonia
con la vita, un pizzicare le corde dell’ anima per sintonizzare la
musica che emana con la ragione, costretta a scendere in lacrime dal
piedistallo.
Un bambino che piange disperato o che ride a squarciagola. Un torrente
che salta da uno strapiombo, creando un piccolo laghetto di acqua fredda
nel bel mezzo di un bosco colorato e profumato. Un cane randagio che
insegue l’ odore della mano che un attimo prima l’ aveva accarezzato. Lo
sguardo di uno sconosciuto che telepaticamente ti ringrazia per un
sorriso. Il gesto inaspettato di qualcuno che consideravi distante. Un
correre col tuo lui mano nella mano su e giù per le viuzze di un borgo
medioevale. Un addormentarmi a sera e pensare di avercela fatta a
superare anche quel giorno.
Attimi di eternità, di dolcezza che nutrono le mie ali, quelle di una
donna cosciente che la luna e il sole hanno un cuore e le stelle una
voce e lo spazio l’ inchiostro dove intingere lo sguardo che colora la
nostra anima, anche quando qualcosa urla intorno e dentro di noi.
Maria, 21 luglio 2006
