Questo
scritto, che è semplicemente uno sfogo, un cercare di liberarsi di un
disagio interiore, lo dedico a Cristina De Felice, perché pochi minuti
fa mi ha aiutata involontariamente a capire e a pigiare finalmente quel
tasto su cui ultimamente il mio dito ha indugiato. Dopo qualche mail con
lei, per problemi tecnici, ho avvertito l’esigenza di scrivere…cosa? Lo
scoprirò riga dopo riga, parola dopo parola, emozione dopo emozione.
Forse è meglio cominciare dall’inizio…ma non la porterò per le lunghe,
lo spero. Due anni fa…cavoli come passa il tempo, sembra ieri…e quante
cose sono successe in questi due anni…tantissime e sono proprio queste
cose che non riescono a tenermi lontana da lds. Dicevo due anni fa,
scrissi e postai la prima poesia su lds, era il cinque maggio. Da allora
ne ho scritte di cose, non voglio chiamarle poesie o opere, come dice la
scheda dell’autore, le prime erano molto influenzate dalle mie letture,
ma poi sempre più mie. Mie, perché parlano, raccontano di me…pallose è
vero, ma ormai ho scoperto proprio grazie ad esse che sono una di quelle
persone che dovunque si trovi e con chiunque, non sarà mai a proprio
agio, proprio perché sono inquieta dentro…Non mi va bene nulla, sono
sempre insoddisfatta… Gli esperti forse sentenzierebbero “una
disadattata”. Non è vero, io mi adatto alle situazioni e alle persone,
cerco di essere me stessa, mi sforzo di capire l’altro, di accettarlo
per quello che è, di rendermi disponibile…ma alla lunga quando l’altro
incalza ed esaspera col suo essere troppo di tutto, allora scatta quella
molla in me che dice basta. Basta alla tolleranza dell’intolleranza o
all’intolleranza della tolleranza?! Mah
In questi due anni ho conosciuto meglio me stessa e gli altri, ho
litigato con più autori, con alcuni ho imparato a convivere grazie ai
sentimenti positivi che sono in fondo al nostro essere sociale, o forse
è meglio dire perché si è arrivati a sputarsi tutto addosso, a capirsi e
ad accettarsi nonostante tutto, con altri no, perché troppo pieni di sé
e delle proprie verità assolute. Credo di aver conosciuto i sentimenti
più positivi e negativi dell’uomo, come? Vivendo il sito e le persone
che gli danno vita. Il sito è l’insieme dei suoi autori e non Cassan (mi
perdoni l’editore). E’ normale che anche qui, nel virtuale, dove persone
entrano in contatto per condividere le proprie emozioni, finiscano col
vivere i rapporti fino in fondo, anzi qui in maniera più forte…perché le
parole arrivano dirette, le emozioni sono fortissime, i sentimenti (di
qualunque natura essi siano) cominciano ad accendersi, a girare tra i
tasti e le righe, e a non spegnersi quando chiudiamo il computer.
Qualcuno si permette di giudicare, altri di mettersi al di sopra di
tutto ma con la bava alla bocca per sputarla di nascosto dietro il
muretto. Alcuni cercano qui di riempire quei vuoti acquistati al negozio
di una qualsiasi strada di una qualsiasi grigia città. C’è chi cerca qui
consensi che fuori non trova o rifugio da alienazioni trombate troppe
volte per riuscire a goderne ancora.
E’ un mondo strano questo, ma è il tempo moderno che ha trovato in
internet il salotto ideale che fuori rimarrebbe vuoto e sporco di
polvere, quella patina che impedisce di vedere e ascoltare la voglia che
l’uomo ha di urlare la sua sofferenza interiore, il disagio di una
realtà che d’idilliaco ha solo il supermercato sotto casa e le offerte
degli operatori di telefonia che ti permettono, mentre scendi a comprare
l’ultimo prodotto di dietologia, una telefonata senza filo durante la
quale puoi finalmente dire al tuo compagno “Ho deciso, ti lascio perché
non abbiamo più niente da dirci!”
Ho riletto quassù e... volevo dire tutt’altro, volevo parlare di …beh
che importa, ho seguito il filo spezzato di pensieri che hanno circolato
intorno alle emozioni di questo esatto momento… ecco…un momento in cui
la città è là fuori e ha inghiottito chi tornerà solo stasera a casa e
tocca a te, viaggiatore di lds, raccogliere, di questi pensieri, “i
suoni”. Ti suoneranno strani? Ma, questo lo posso gridare forte, sono
l’espressione reale di un momento, questo momento, senza nascondermi
dietro paroloni e/o false modestie o…semplicemente dietro falsità! E ora
pigio quel tasto, Cristina...avantiiii!!!
Maria 12 maggio 2006

Il “suono” dei pensieri