


VIRGINIA WOOLF (Adeline Virginia Stephen) nasce a Londra il 25 gennaio 1882 in un ambiente coltissimo e benestante frequentato dai maggiori intellettuali dell'epoca. I genitori, entrambi al secondo matrimonio, sono persone colte. Virginia viene educata privatamente, come tutte le ragazze di quel periodo. La morte prima della madre e poi del padre, gli abusi sessuali da parte di due fratellastri la turbano e le lasceranno il segno per sempre. Tenterà due volte il suicidio e soffrirà spesso di crisi depressive. Nonostante ciò conduce una vita normale. Nel 1905 comincia a scrivere articoli e recensioni e nel 1908 lavora al suo primo romanzo che sarà pubblicato nel 1915 con il titolo The Voyage Out (Il lungo viaggio). Nel 1912 sposa Leonard Woolf. Il suo secondo romanzo è Notte e giorno. Fonda con il marito una casa editrice, la Hogarth Press, che diventerà il centro di sperimentazione per nuovi talenti letterari, come Eliot, Mansfield e Foster.

Maria Luisa Spaziani
Alda Merini
Emily Dichinson


Per leggere biografia e poesie di Dickinson, Merini e Spaziani, vai sulle mie pagine dei Poeti famosi

DACIA MARAINI
nacque a Firenze nel 1936, dal famoso etnologo Fosco Maraini e dalla pittrice,
Topazia Alliata. Desideroso di lasciare l'Italia fascista, Fosco Maraini chiese
di essere trasferito in Giappone, dove visse con la sua famiglia, tra il 1938 e
il 1947.
Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini, insieme con altri italiani, fu internata
in un campo di concentramento, per essersi rifiutata di riconoscere
ufficialmente il governo militare giapponese. Nella sua collezione di poesie
Mangiami pure, del 1978, la scrittrice racconta delle atroci privazioni e
sofferenze, provate in quegli anni.
La Maraini ha diviso la sua carriera in tre fasi principali. Una prima,
in cui la scrittura le permise di superare l'alienazione che sentiva, attraverso
la descrizione e l'analisi delle vita di alcune donne. Una seconda, una volta
presa più confidenza con la scrittura, in cui iniziò ad esprimere le sue
ideologie e a sostenere il cambiamento politico e sociale. Ed una terza, infine,
che riguarda ancora oggi la scrittrice, nel quale si è impegnata a combattere le
"certezze ideologiche, attraverso la realtà".

ORIANA FALLACI nasce a Firenze il 26 giugno 1929. All'età di soli dieci anni il padre la coinvolge nella Resistenza, ciò le vale la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Dopo la guerra, all'età di diciassette anni, ha inizio la sua attività di scrittrice con reportages per testate prestigiose come l'"Europeo". In questo periodo escono anche i suoi primi libri: "I sette peccati di Hollywood" (1957), "Il sesso inutile, viaggio intorno alla donna" (1961),"Penelope alla guerra" (1962) e "Gli antipatici" (1963). Memorabili sono le interviste di Oriana Fallaci ai grandi potenti - Henry Kissinger, Nguyen Van Giap, Golda Meir, Gheddafi, Deng Xiao Ping e Khomeini- raccolte nel volume "Intervista con la Storia" (1974). Tra tutte, l'intervista all'Ayatollah Khomeini si ricorda per il coraggio della donna che osò togliersi il chador davanti al leader iraniano apostrofandolo come "tiranno". La sua consacrazione a scrittrice di fama mondiale risale al 1975 con il romanzo "Lettera ad un bambino mai nato". Nel 1979 la morte del compagno Alekos Panagulis ispira "Un uomo", altro romanzo che vende milioni di copie e
viene tradotto in trenta paesi. Grande successo riscuote anche "Insciallah" (1990) che narra la storia delle truppe italiane schierate in Libano nel 1983. Dopo undici anni di silenzio, la scrittrice torna a scrivere per la sua più grande battaglia: quella contro l'Islam radicale, seguita ai tragici attentati dell'11 settembre, che ha inizio con un intervento pubblicato sul Corriere della Sera poi rielaborato nel volume "La rabbia e l'orgoglio"contro le dittature, il fanatismo religioso, la debolezza dei governi che spacca l'opinione pubblica. L'invettiva continua in "La forza della ragione" (2004) e viene ribadita in un articolo apparso sul "New Yorker" nel maggio 2006 intitolato "The Agitator". Affetta da un male incurabile, che definiva l'"Alieno" ed attribuiva alle esalazioni dei pozzi fatti esplodere da Saddam Hussein che aveva respirato in Kuwait, Oriana Fallaci muore il 15 settembre 2006 a Firenze all'età di settantasette anni.

SIMONE DE BEAUVOIR
(1908-1986), nata a Parigi da una giovane e agiata coppia borghese, visse
una fanciullezza serena. Si iscrisse alla Sorbona per studiare filosofia e qui
nel 1929 conobbe Sartre, con cui condivise tutto il resto della vita: il loro fu
un rapporto "aperto", mai formalizzato col matrimonio, ma molto duraturo e
fecondo di amicizia ed affetto. Questo incontro la introdusse nella cerchia
degli intellettuali esistenzialisti. Dopo l'università, Simone si mise ad
insegnare fino al 1943, quando decise di dedicarsi interamente all'attività
letteraria. Morì sei anni dopo la scomparsa di J.-P.Sartre.
Nel primo romanzo, L'invitata (1943), affrontò alcuni temi che erano al centro
del dibattito esistenzialista, in particolare della libertà e della
responsabilità individuali dell'intellettuale all'interno della società. Del
1949 è il lungo saggio "Le deuxième sexe" (Il secondo sesso), dove è dibattuto
il problema della libertà e della condizione della donna sul piano sociale e
morale, e del 1954 il romanzo più noto, "Les mandarins" (I mandarini; premio
Goncourt), sugli intellettuali di sinistra esitanti tra il comunismo e il
rifiuto di ogni forma di impegno. Il concetto esistenzialista della
responsabilità è anche la chiave di lettura delle Memorie di una ragazza perbene
(1958), primo volume di un ciclo autobiografico che comprende anche L'età forte
(1960) e La forza delle cose (1963) e che si conclude con A conti fatti (1972).
Dai suoi numerosi viaggi in tutto il mondo B. ha tratto spunto per varie
raccolte di osservazioni e di meditazioni di carattere politico e sociale, tra
cui ricordiamo "La longue marche" (1957; La lunga marcia), scritta al ritorno da
un viaggio in Cina. Si segnala anche La cerimonia degli addii (1981) sulla morte
di Jean-Paul Sartre.

ISABEL ALLENDE, scrittrice e giornalista cilena, nasce a Lima, in Perù, il 7 agosto 1942. A tre anni, dopo il fallimento del matrimonio dei suoi genitori, torna con la madre e i fratelli a Santiago del Cile. Non rivedrà mai più il padre, Thomas Allende, perché Isabel girerà il mondo, insieme alla madre e al suo nuovo compagno, Ramón Huidobro, diplomatico di carriera. Vive in Libano (è questo il mondo arabo di Eva Luna), in Bolivia e in Cile, dove dal nonno ‘Tata’ ascolta le storie che Isabel racconterà poi nella Casa degli Spiriti. Nel 1973 il golpe del generale Pinochet, che depone e uccide il Presidente Salvador Allende, cugino del padre, la costringe a fuggire a Caracas, in Venezuela, e successivamente in California, dove vive tuttora. Nel frattempo si sposa, ha due figli, Nicholas e Paula, è diventata giornalista (satirica, ironica, pungente e cattivissima soprattutto con gli uomini) e nel 1982 scrittrice famosissima con La casa degli spiriti, cent’anni di passioni e di alterni destini nella storia di
una famiglia cilena. Il romanzo è accolto bene dalla critica e il successo trascinerà anche gli altri romanzi: nel 1984 D’amore e d’ombre, ispirato dal ritrovamento in Cile di centinaia di corpi di campesinos assassinati dai generali della dittatura; nel 1987 Eva Luna e l’anno successivo il seguito Eva Luna racconta. Poi nel 1991 Il piano infinito, romanzo tutto americano, con l’unico protagonista maschile ‘forte’ dei suoi libri, Gregory Reeves, costruito sul modello del suo secondo marito. Nel 1994 esce Paula, romanzo autobiografico dedicato alla figlia Paula, morta poco più che ventenne per una rara malattia. Cinque anni di silenzio, di dolorosa sofferenza, e poi a sorpresa nelle pagine di Afrodita, un lungo divertissement erotico-gastronomico, esplode quel senso dell’umorismo che Isabel aveva svelato nelle sue rubriche giovanili. Il 10 febbraio 2006 ha partecipato alla cerimonia di apertura della XX Olimpiade Invernale di Torino 2006 portando, insieme ad altre 7 celebri donne, la bandiera olimpica.

GRAZIA DELEDDA
(Nuoro, 27 settembre 1871 - Roma, 15 agosto 1936), fu una scrittrice sarda,
vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Nacque da una famiglia
piccolo borghese e numerosa, frequentò solo le scuole elementari e in seguito
approfondì da autodidatta gli studi letterari. Diciassettenne invia alla rivista
"Ultima moda" di Roma il primo scritto, chiedendone la pubblicazione: è "Sangue
sardo". Tra il 1888 ed il 1890, collabora intensamente con riviste romane, sarde
e milanesi, incerta tra prosa e poesia. L'opera che segna più propriamente
l'inizio della carriera letteraria è "Fior di Sardegna" ('92).
Nel 1899, conosce Palmiro Madesani, funzionario del Ministeri delle Finanze in
missione. Si sposa e si trasferisce a Roma: realizza in questo modo il suo sogno
di evadere dalla provincia sarda. Sebbene conduca vita appartata, nella capitale
verrà a contatto con alcuni dei maggiori interpreti della cultura italiana
contemporanea. Pubblica Anime oneste del 1895 e Il vecchio della montagna del
1900, collabora sulle riviste "La Sardegna", "Piccola rivista" e "Nuova
Antologia". La critica inizia ad interessarsi alle sue opere. Nel 1903 pubblica
Elias Portolu che la conferma come scrittrice e la avvia ad una fortunata serie
di romanzi e opere teatrali: Cenere (1904), L'edera (1906), Sino al confine
(1911), Colombo e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), L'incendio
nell'oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922). Da Cenere fu tratto un film
interpretato da Eleonora Duse. Nei romanzi della Deledda vi è sempre un forte
connubio tra i luoghi e le persone, tra gli stati d'animo e il paesaggio.
