
Scorrono le stesse immagini e suonano le stesse parole oggi in tutto il
mondo.
Un momento unico per tutti, un momento di riflessione, di incontro con se
stessi e con gli altri.
Un’unica immagine e un’unica parola hanno messo le ali e volano leggere,
accarezzano delicatamente il cuore di tutti.
Una bara di cipresso con, adagiato sopra, un vangelo aperto.
Ecco l’immagine che rimarrà negli occhi di tutti. E il cuore sembra
sciogliersi al calore che si espande, quel calore che viene trasmesso da
Colui che ha parlato di pace battendo i pugni sul tavolo.
La vita è una, semplice nella sua complessità. E si ha bisogno di fede, di
credere in qualcosa per andare avanti, per giustificare il nostro esserci,
il nostro camminare sul sentiero.
Eccoli, intorno alla Sua bara, gli uomini che decidono sul destino della
Terra. Tutti insieme, forse per formalità, ma, sono sicura, per un attimo,
il loro cuore avrà avuto la stessa carezza.
Eccoli i giovani, accusati di superficialità, di essere sacchi vuoti e privi
di valori. Lui, l’unico forse, li ha presi per mano e ha dato loro fiducia.
Loro che saranno gli uomini di domani e in cui si spera per un futuro
migliore. Un futuro in cui coloro che vivono separati da un muro trasparente
ma duro, imparino a buttare giù quel muro e a tendere umilmente la mano
aperta al suo simile, anche se vestito con abiti di colori diversi e
manufatti da sarti diversi.
Una bara di cipresso con sopra un vangelo aperto… lì nei nostri cuori e il
vento che muove oggi le bandiere di Roma e del mondo intero abbraccia tutti
in un unico sentimento: desiderio di amore e di pace.
Così come Lui ha sempre desiderato. Sono sicura, affacciato da quella
finestra lassù, Lui ora sorride, ancora una volta e più di prima, al suo
popolo... tutto.
Maria 8 aprile 2005
