Salvador Felipe y Jacinto Dalì nasce l'11 maggio 1904 a Figueras, nella provincia catalana di Gerona. Il padre Salvador Dali y Cusì, è notaio. Uomo severo, colto, possiede una ricca biblioteca, dove Salvador fa le sue prime scoperte letterarie e filosofiche. Viene chiamato Salvador in memoria del fratello morto nell'ottobre 1903, a soli ventun mesi. Il giovane Salvador si identifica subito, in modo esasperato e per certi versi quasi morboso, con il fratello scomparso; si convince di essere il suo sostituto e questo ha notevoli ripercussioni sulla sua personalità. Con l'andare degli anni il disagio si tramuta in ribellione soprattutto a scuola. Dalì, che trascorre le estati a Cadaques, fin da piccolo fantastica, popolando la sua vita di figure immaginarie, di segni avvertiti come predestinazioni alla gloria. Dali è bravo nel disegno, ha talento per la pittura. Se ne accorgono i Pichot, una famiglia di artisti presso la cui residenza i Dalì soggiornano spesso, e il pittore tedesco Siegfried Burmann: è lui che nel 1914 regala a Salvador la sua prima tavolozza. Segue i primi studi nella città natale e all'età di quattordici anni partecipa sia ad una mostra collettiva di artisti locali che e ad una mostra a Barcellona patrocinata dall'Università, nella quale riceve il premio intitolato al Rettore.

Collabora con Luis Buñuel nella realizzazione del film
Un chien andalou, proiettato a Parigi nel 1928. Nello stesso anno si
recano a Cadaqués, per conoscere Dalí, una serie di personaggi del
surrealismo, tra cui il poeta Paul Éluard e sua moglie Gala, che il giovane
pittore sedurrà.
Ella è prima amante e poi moglie di Dalí, divenendo la sua musa
ispiratrice. Appare in numerosissimi quadri, per lo più nuda e sensuale,
rappresentando nel mondo figurativo di Dalí uno degli ingredienti più certi
del suo inconscio: la libido. L'anno successivo entra a far
parte del movimento surrealista. In questo periodo esegue i suoi primi
dipinti surrealisti e collabora a diverse pubblicazioni surrealiste e
illustra le opere di scrittori e poeti surrealisti. Nel 1933 tiene la prima
personale negli Stati Uniti alla Julien Levy Gallery di New York.

Nel 1934 dà vita a sei mostre personali in Europa e negli Stati Uniti. Tre anni dopo si reca in Italia dove subisce la forte influenza classica rinascimentale. Nel 1939 viene espulso dal movimento surrealista ufficialmente per essersi rifiutato di prendere le distanze dal generale Francisco Franco durante la Guerra civile spagnola, ma i motivi sono anche altri. L'anno successivo, a causa della guerra mondiale, va a vivere con Gala negli Stati Uniti dove rimane fino al 1948. È questo uno dei periodi più produttivi della sua vita. Ritorna in Europa e si trasferisce a Port Lligat, in Spagna, dove svolge molte attività oltre a quella di pittore.
Al suo ritorno in Europa Salvador Dali collabora come scenografo con Luchino Visconti e Peter Brook. Nel 1951 inaugura con la pubblicazione del "Manifesto mistico" il suo periodo corpuscolare; nell'anno successivo espone a Roma e Venezia. Il genio di Dalì viene sempre più riconosciuto a livello internazionale, con conferenze e mostre in luoghi autorevoli, quale quella del 1956 alla Natiuonal Gallery di Washington. Nel 1961 si tiene a Venezia la prima del balletto "Ballet de Gala": di Dalì le scene e il libretto, mentre le coreografie sono affidate al grande Maurice Béjart. Sette anni dopo espone le sue opere stereoscopiche al Guggenheim Museum.
Nel 1974 inaugura il Teatro-Museo Dalí nella sua Figueras natale. L'anno seguente la sua salute comincia a vacillare portandolo verso una difficile vecchiaia, anche il matrimonio entra in crisi: entrambi malati, Salvador e Gala diventano intrattabili, angosciati dal pensiero della morte imminente.

A maggio del 1978 viene nominato membro dell'Académie des Beaux-Arts di Parigi. L'anno seguente si tiene una retrospettiva di Dalì al centre Georges Pompidou di Parigi, trasferita poi alla Tate Gallery di Londra. Il 10 giugno del 1982 muore Gala e nel luglio dello stesso anno gli viene conferito i titolo di Marchese di Pùbol. Nel maggio dell' 83 dipinge "La coda di rondine" suo ultimo quadro. Nel 1984 riporta gravi ustioni nell'incendio della sua camera al castello di Pùbol,dove oramai stabilmente risiede. Il 23 gennaio del 1989 Salvador Dalì muore nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico. In rispetto delle sue volontà, il corpo viene imbalsamato e sepolto nel suo museo a Figueras. Nel suo testamento lascia allo Stato spagnolo tutte le opere e le sue proprietà.
Attività artistica
Agli inizi della carriera, Salvador dipinge un certo numero di paesaggi che rappresentavano con straordinaria chiarezza la regione della Spagna in cui era nato, ma in seguito abbandona queste descrizioni convenzionali pur continuando ad ambientarvi anche i dipinti surrealisti. Salvador ama rappresentare se stesso nei suoi dipinti: nel periodo giovanile le sue opere sono soprattutto naturalistiche, mentre in seguito presenta se stesso in modo più definito come ad esempio "Sonno" del 1937 dove raffigura una strana creatura con fattezze che richiamano in un certo modo le sue.


Il pittore non viene riconosciuto come un ritrattista, anche se realizza un buon numero di ritratti; nei primi anni ritrae parenti ed amici mentre nel periodo newyorkese, trova il modo di far soldi ritraendo le signore della buona società. La modella preferita dal pittore è la moglie Gala, una donna dal carattere molto forte che, a parere di molti schiaccia Salvador con la sua personalità. L'artista la rappresenta in modo somigliante, come ad esempio in "Ritratto di Gala con aragosta" del 1949, ma se ne serve anche come modella per opere a carattere religioso, composizioni figurative ed immagini allegoriche semi-astratte. Salvador realizza anche dipinti religiosi a partire dal 1949, anno in cui ha udienza dal papa Pio XII.


Come pittore, Dalí non ha un unico stile o tecnica, la sua miglior produzione vede la luce nel surrealismo e i suoi quadri, di gran dettaglio e composizione stravagante e geniale riflettono un mondo onirico particolare.
Nel 1929 dopo la collaborazione con Luis Buñuel nel film Un chien andalou si immerge nel surrealismo. Riesce a rivitalizzare questo movimento già in decadenza, grazie alle sue originali invenzioni basate sulle idee freudiane.
Egli infatti vede nelle teorie del movimento la possibilità di far emergere la sua dirompente immaginazione. Rotti i freni inibitori della coscienza razionale, la sua arte porta in superficie tutte le pulsioni e i desideri inconsci, dando loro l’immagine di allucinazioni iperrealistiche. In Dalí non esiste limite o senso della misura, così che la sua sfrenata fantasia, unita ad un virtuosismo tecnico notevole, ne fanno il più intenso ed eccessivo dei surrealisti al punto che nel 1934 viene espulso dal gruppo dallo stesso Breton. Ciò tuttavia non scalfìsce minimamente la produzione artistica di Dalí, il quale, dopo essersi professato essere lui l’unico vero artista surrealista esistente, intensifica notevolmente l’universo delle sue forme "surreali".
Il Surrealismo per Dalí rappresenta l’occasione per far emergere il suo inconscio, secondo quel principio dell’automatismo psichico teorizzato da Breton. E a questo automatismo psichico Dalí dà anche un nome preciso: metodo paranoico-critico.
La paranoia, secondo la descrizione che ne dà l’artista stesso, è: «una malattia mentale cronica, la cui sintomatologia più caratteristica consiste nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazioni dei sensi. Le delusioni possono prendere la forma di mania di persecuzione o di grandezza o di ambizione».
Dunque le immagini che l’artista cerca di fissare sulla tela nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio (la paranoia) e riescono a prendere forma solo grazie alla razionalizzazione del delirio (momento critico).


Da questo suo metodo nascono immagini di straordinaria fantasia, tese a stupire e meravigliare grazie alla grande artificiosità della loro concezione e realizzazione. La tecnica di Dalí si rifà esplicitamente alla pittura del Rinascimento italiano, ma da esso prende solo il nitore del disegno e dei cromatismi, non la misura e l’equilibrio formale. Nei suoi quadri prevalgono effetti illusionistici e complessità di meccanismi che rimandano inevitabilmente alla magniloquenza ed esuberanza del barocco iberico.


...Il disegno è la sincerità nell'arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto...
