


Babbo Natale giustiziato
L’ingresso di Santa Claus in Europa subito dopo la fine della guerra fu salutato con sospetto. Tra i vari episodi di “resistenza”, il più importante a livello simbolico rimane quello riportato da Lévi-Strauss nel suo prezioso saggio Babbo Natale giustiziato. Si tratta di un fatto di cronaca verificatosi in Francia nel 1951. Il successo con cui anche in terra transalpina Santa Claus andava diffondendosi rubando la scena a figure di più lunga tradizione fu interpretato come un sintomo della paganizzazione delle festività natalizie. La chiesa protestante si unì una volta tanto alle gerarchie cattoliche tuonando contro una coabitazione (quella del 25 dicembre) per descrivere la quale si ricorreva alla metafora del cuculo, che occupa un nido altrui a scopi usurpativi. La polemica si riscaldò con l’avvicinarsi del Natale tanto che, il 24 dicembre, la cattedrale di Digione fu teatro di un evento che sembrò una parodia dei roghi medioevali. Duecentocinquanta bambini vennero fatti radunare davanti al cancello della chiesa, dove un pupazzo di Babbo Natale fu prima impiccato, poi trascinato sul sagrato e qui bruciato pubblicamente come eretico. Al termine dell’esecuzione venne diffuso un comunicato in cui si diceva che: «In rappresentanza di tutte le famiglie cristiane della parrocchia 250 bambini hanno bruciato Babbo Natale. Non si è trattato di un evento spettacolare ma di un atto simbolico. Babbo Natale è stato sacrificato in olocausto […] Per noi cristiani la festa del Natale è e deve rimanere la ricorrenza che celebra la nascita del Salvatore». A seguito di questa iniziativa la città si spaccò in due. Sacrificato davanti alla cattedrale, Babbo Natale venne fatto “resuscitare” il giorno dopo in Municipio.
Il
testo è tratto da: Babbo Natale
Fazi Editore

Tante lingue per dire Buon Natale
Albanese Gezur Krislinjden
Arabo Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Armeno Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Ceco Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun
Coreano Sung Tan Chuk Ha
Croato Sretan Bozic
Danese Glædelig Jul
Filippino Maligayan Pasko!
Finlandese Hyvaa joulua
Francese Joyeux Noël
Giapponese Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco Kala Christouyenna! Hamish
Hawaaiano Mele Kalikimaka
Indonesiano Selamat Hari Natal
Inglese Merry Christmas and Happy New Year
Iracheno Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Norvegese God Jul oppure Gledelig Jul
Olandese Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!
Polacco Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese Feliz Natal
Rumeno Sarbatori vesele
Russo Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Serbo Hristos se rodi
Spagnolo Feliz Navidad
Svedese God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese Sawadee Pee Mai
Tedesco Fröhliche Weihnachten
Turco Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino Srozhdestvom Kristovym
Ungherese Kellemes Karacsonyi unnepeket

Considerazione scientifica su Babbo Natale.
Per chi ha ancora
qualche speranza sulla sua esistenza. Nessuna specie conosciuta
di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi
ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi
organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude
completamente l’esistenza di renne volanti, che solo Babbo
Natale ha visto.
Ci sono 2 miliardi di bambini sotto i 18 anni al mondo. Dato
però che Babbo Natale non tratta con i bambini Musulmani, Hindù,
Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro del 15% del
totale, cioè 378 milioni.
Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di
98,1 milioni di locazioni.
Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per
famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi
orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est
verso Ovest. Questo porta a un calcolo di 822,6 visite per
secondo.
Ciò significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un
bambino buono, Babbo Natale ha circa 1 millesimo di secondo per:
Trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può
parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
Saltare giù dalla slitta;
Scendere dal camino;
Riempire le calze;
Distribuire il resto dei doni sotto l’albero;
Mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
Risalire dal camino;
Saltare sulla slitta;
Decollare per la successiva destinazione.
Assumendo che le destinazioni siano distribuite uniformemente
(il che sappiamo essere falso, ma che accettiamo per semplicità
di calcolo), stiamo parlando di 1.248 milioni di Km. Questo
implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1.040
Km/sec, 3.000 volte la velocità del suono. Per comparazione la
sonda Ulisse (la cosa più veloce creata dall’uomo) viaggia
appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h.
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento:
assumendo che ogni bambino riceva una scatola di Lego (del peso
di circa 1Kg) la slitta porta circa 378.000 tonnellate,
escudendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra
una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg.
Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte
tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne
servirebbero circa 214.000 (alla faccia della specie
sconosciuta). Questo porta il peso, senza contare la slitta, a
575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il
peso della nave Queen Elizabeth 2.
Sicuramente 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di
1040 Km/sec generano un’enorme resistenza. Questa resistenza
scalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra
nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3
quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzeranno
quasi istantaneamente esponendo il secondo paio di renne e
creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team
verrebbe vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.
CONCLUSIONE
Babbo Natale c’era ma ora è morto!

Babbo Natale,
solo un'invenzione?

Mai avrebbe immaginato il piccolo Tommaso di poter ricevere la risposta
alla sua missiva. E invece, di qui a quel giorno, poste permettendo, gli
sarà recapitata una lettera addirittura di Babbo Natale in persona.
Già, perché il vecchio canuto in divisa rossa, da secoli simbolo di
bontà, ha oramai un ufficio di corrispondenza a Quarto. E a tutti i
bambini che gli scrivono (alla casella postale 70) invierà una
testimonianza scritta con un invito ad essere più buoni.
No, non si tratta di uno scherzo. La singolare iniziativa, con tanto di
brevetto e di copyright, è frutto della fortunata combinazione tra
l'immancabile inventiva tipicamente mediterranea, un pizzico d'arguzia e
pazienza certosina, miscelati nella mente vulcanica di impiegati
napoletani residenti a Quarto.
Ne è scaturita la Napoletana Servizi, una società che oramai vanta
l'esclusiva del marchio d' impresa di Babbo Natale.
Incredibile? Intanto non ci aveva pensato nessuno. "L'idea nacque nel
1986, spiega Armando Narciso, 44 anni, impiegato alle F.S. e, come dire,
emissario terreno di Babbo Natale. Avviammo quindi attraverso uno studio
notarile un'accurata ricerca per verificare se esisteva un brevetto
della fantastica immagine. Ne esistono soltanto tre in Italia, ma
soltanto per la testa del leggendario personaggio.
La scritta, invece, non era mai stata registrata. Così, l'anno scorso,
dopo una lunga procedura, ottenemmo la registrazione dall' Ufficio
Brevetti ed il Copyright dal ministero dell'Industria".
Da quest'anno quindi l'attività di corrispondenza è entrata nel vivo: un
invito formale inviato a duecento scuole in tutta Italia, volantinaggio
diretto ai genitori, pubblicità in tutti i modi possibili, anche con
inserzioni sui giornali. Quella del piccolo Tommaso, dunque, è soltanto
la prima di una lunga serie di letterine che stanno inondando la filiale
di Babbo Natale a Quarto. Ed ora, Armando Narciso, insieme con la moglie
Elvira, i figli Arturo e Chiara ed il nipotino Flavio, impegnano tutto
il tempo libero per soddisfare l'intimo desiderio dei piccini, quello di
comunicare con Babbo Natale.
Appena possibile, poi, il Santa Klaus napoletano si presenterà in carne
ed ossa a consegnare doni in istituti di beneficenza ed orfanotrofi. Ma
per questo occorre la collaborazione anche delle istituzioni per
organizzare manifestazione pubbliche a sfondo sociale. In molti,
tuttavia, si chiedono se non si tratti soltanto di una manovra
speculativa: "Semmai provocatoria. Non c'è fine di lucro, spiegano i
coniugi Narciso, non abbiamo sponsor. Anzi, se dovesse presentarsi
l'occasione, chiederemmo precise condizioni: procurare cani-guida per i
ciechi, concretizzare la solidarietà verso i bambini bisognosi, avviare
una seria campagna di beneficenza. Non c'è motivo, altrimenti, di
prestarsi ad operazioni commerciali".
In cantiere ci sono però anche altri progetti. A più riprese i Narciso
hanno sollecitato il ministero delle Poste per l'emissione di un
francobollo, un annullo postale con l'effige di Babbo Natale, avviare
una vera e propria collezione periodica: "Se ne potrebbe trarre una
cospicua risorsa finanziaria da utilizzare per fini sociali, per il
recupero del patrimonio storico e culturale: dall'assistenza ai poveri,
alla valorizzazione delle risorse artistiche. Si potrebbero evitare
persino casi clamorosi come la soppressione dell'orchestra Scarlatti. In
tutto il mondo si sfrutta la filatelia, perché non farlo con l'immagine
di Babbo Natale?"
Antimo Scotto