Curiosità, leggende...

Nel linguaggio dei fiori la zinnia rappresenta la semplicità, forse per la mancanza di profumo e per la sua struttura, non ha nulla di pomposo e anche perchè è facile da coltivare. Ha avuto un periodo di oblio ma ora torna ad essere  apprezzata soprattutto per l'abbondante fioritura e i colori brillanti e vivaci, nei toni del giallo, dell'arancio e del rosso.

 

E’ originaria del Messico ed è stata introdotta in Europa verso la fine del 1700. Linneo la chiamò zinnia in onore di un suo discepolo, il botanico tedesco Johann Gottfried Zinn.

 

                                                            Zinnia

I fiori essiccati possono essere utilizzati per insaporire il tè nero.

Molti poeti, tra cui Petrarca e Shakespeare, hanno celebrato nelle proprie opere la viola come uno dei fiori più belli e delicati. E' stata rivalutata durante la Belle Epoque per il suo profumo delizioso.

Nell’immaginario popolare la piccola viola dal forte profumo è simbolo di modestia e di povertà, e come tale venne interpretata anche dai Padri della Chiesa. Ovviamente un fiore con simili caratteristiche viene associato all’immagine della Vergine Maria, ma anche a quella di Gesù che ha avuto l’umiltà di farsi uomo.

Da sempre la viola mammola è simbolo di pudore, modestia, timidezza. Il nome generico viola deriva dal latino, ma ha la sua prima radice nel greco íon, con significato di violetto. Nell'antichità questi fiori venivano usati per fare le corone.

 

                                                               Violetta

Leggenda

Un giorno Demetra, dea della terra coltivata e delle messi, si accorse che le era stata rapita la figlia Persefone. Disperata vagò nove giorni e nove notti per tutta la terra, finché scoprì che Persefone era stata rapita da Ade, il dio che regnava nelle regioni buie d'oltretomba. Demetra si  disperò al punto che  tutta la terra diventò grigia e sterile. Finalmente Zeus convinse Ade ad un accordo: Persefone sarebbe ritornata ogni anno presso la madre per sei mesi, tra la primavera e l'autunno, per vivere con il marito durante gli altri sei mesi dell'anno. Demetra, placata, ritornò all'Olimpo e la terra fu di nuovo fertile e feconda. Quando, all'inizio della Primavera, Persefone tornò per la prima volta tra i vivi, la terra l'accolse  creando per lei del fiorellini nuovi, festosi e delicati, vellutati come i suoi occhi, dei veri "pensieri d'amore" e inventò le "viole del pensiero". Da allora esse ritornano puntuali ogni anno, a Primavera, per festeggiare Persefone che ritorna sulla terra.

E' originaria dell'Europa occidentale. Simbolo dell'Impero Napoleonico, la Viola del pensiero (detta anche viola tricolore, per i suoi colori) veniva usata come segno di riconoscimento tra i sostenitori dell'imperatore.             

Citata anche da Shakespeare che attribui' al fiore virtu' di filtro d'amore,
pozione che fece innamorare la regina delle fate
. Rappresenta infatti la potenza del pensiero amoroso.

 

                                                                                                   Viola del pensiero

Il sultano delle Mille e una notte lasciava cadere un tulipano rosso ai piedi di una donna dell'harem per farle capire che era la prescelta. Ma una leggenda popolare sostiene, al contrario, che erano le odalische a lanciarli oltre le sbarre dell'harem per mandare messaggi al fidanzato perduto. Comunque sia, in tutto il mondo il tulipano parla d'amore.

La leggenda più antica, di origine persiana,sostiene che un giovane di nome Shirin partì in cerca di fortuna lasciando la sua amata Ferhad. La ragazza attese per lungo tempo il suo ritorno, poi, disperata, partì a sua volta alla ricerca dell'innamorato. Vagò per molto tempo e soffrì la fame, il freddo, la sete, finché un giorno non cadde su pietre aguzze e pianse con la consapevolezza che sarebbe morta senza rivedere Shirin. Le lacrime si mescolarono al sangue e cadendo in terra si trasformarono in fiori rossi: i tulipani.

Il tulipano selvatico simboleggia il primo amore, mentre nell'arte e nella poesia questo fiore ha rappresentato spesso l'onestà, l'incostanza, l'amore perfetto, la mancanza di discernimento. L'apparente contraddizione dei significati attribuiti al tulipano forse va attribuita ai molteplici e contrastanti stati d'animo vissuti durante un amore.
I colori del tulipano possono essere svariati e di tutte le tonalità. Essi possono essere sia nani sia alti, ma, in ogni caso, soavemente profumati.

 Il nome deriva dal turco "tulband", turbante. probabilmente perché la sua forma ricorda quella del turbante Il tulipano è un fiore originario della Turchia. Infatti le sultane turche della stirpe di Osman usavano sigillare lettere e messaggi con un contrassegno a forma di tulipano. Fu introdotto in Europa nel 1500 dall'ambasciatore austriaco ad Istanbul e riscosse notevole successo presso le corti europee tanto che presso le classi borghesi i  bulbi costituirono la dote di alcune ragazze in età da marito. Fu in Olanda che si creò ben presto un vero e proprio culto del tulipano. Fu, infatti, creata un'unità di misura che serviva appositamente per stimare la qualità dei bulbi, il "persit", ed inoltre, sempre i bulbi, furono oggetto di quotazioni in borsa.

Da sempre, in tutti i giardini d'Oriente sono presenti i tulipani. A  Costantinopoli, durante il mese di aprile, si celebra la festa del tulipano.

 

                                                                                                           Tulipano

La varietà più famosa e conosciuta è la Sterlizia Regina, creata in onore della regina Carlotta Sofia Mecklemburgh - Strelitz, consorte del Re Giorgio III d'Inghilterra.

Per la sua bellezza, il suo carattere decorativo e imponente, il fiore è simbolo di nobiltà e maestosità.

 

Originario del Sud Africa, questo fiore, dalla forma curiosa e simile ad un uccello in volo, appartiene alla famiglia delle Musacee. In Inghilterra viene chiamato "Uccello del Paradiso" oppure "lingua di uccello".

 

                                                          Sterlizia

nulla da offrire, raccolse in un campo delle fronde di arbusti e le compose in un mazzo. Entrò nella chiesa del suo villaggio, e,  mentre si avvicinava all'altare, i rami si trasformarono in grandi fiori scarlatti.                                                          

La realtà naturalmente è diversa: l'ambasciatore americano in Messico, Joel Robert Poinsett, notò nel 1829 le bellissime piante rosse e ne inviò alcuni esemplari negli Stati Uniti. Si ambientarono benissimo nelle sue serre, e da lui presero il nome.

La pianta simbolo del Natale, la rossa "poinsezia" (Poinsettia pulcherrima), nota a tutti come "Stella di Natale", secondo la leggenda, ha origine da un miracolo. Un bimbo poverissimo, voleva fare un dono a Gesù nel giorno della sua nascita, ma non avendo

 

                                                    Stella di Natale

Nella Bibbia si nomina questo fiore nel Cantico dei Cantici, mentre Omero apostrofa Aurora, la dea del mattino, dalle "dita di rosa". Dante paragona l'amore paradisiaco al centro di una rosa, mentre Shakespeare cita questo fiore nell'Enrico IV e in Molto rumore per nulla. Anche scrittori moderni come Eco e Saint-Exupéry hanno utilizzato questo fiore ed il suo potere evocativo e simbolico, sia in veste di personaggio di un romanzo, sia come titolo di un'opera.
La rosa è sempre stata un elemento indispensabile di cerimonie religiose o laiche come i festini ed è passata indenne dai pagani ai cristiani, sempre con lo stesso significato di perfezione.
La rosa è per gli occidentali quello che il loto è per gli orientali: insieme di spiritualità e di terreno. Designa la perfezione assoluta
Nell'alchimia la rosa bianca e la rosa rossa sono il simbolo del sistema dualistico, dei due principi originari e una rosa con sette ordini di petali veniva posta in relazione ai sette metalli, ai sette pianeti conosciuti nell'antichità.
Nell'iconografia cristiana la rosa rappresenta sia la coppa che raccoglie il sangue di Cristo sia la trasfigurazione di queste gocce di sangue. La rosa a cinque petali rappresenta le cinque piaghe di Cristo.
Il rosone gotico e la rosa dei venti segnano il passaggio dal simbolismo della rosa a quello della ruota.
Il roseto è il luogo della contemplazione anche nel misticismo musulmano, è l'immagine dell'uomo rigenerato. Ed è anche l'immagine del rosario: una serie di piccole rose che formano un roseto, appunto.

 

                                                                                                                      Rosa

     

     

La rosa meriterebbe un dizionario a parte. Ogni colore porta con sè un messaggio diverso. Importante però è conoscere il significato che le accomuna tutte. Universalmente la rosa è simbolo del segreto, delle cose da non rivelare o da trattare con la massima discrezione. I suoi petali, infatti sovrapposti in modo concentrico, si raccolgono in un bocciolo centrale che in molte varietà non si schiude mai del tutto: un piccolo e delicato scrigno che non deve essere forzato per nessuna ragione. Non a caso, la rosa ancora chiusa incarna la castità femminile, mente quella aperta simboleggia le bellezza effimera della gioventù.


E' coltivata dalla notte dei tempi.

E'il fiore più cantato dai poeti e nominato dagli antichi scrittori.

Una leggenda racconta che una coppia passeggiava per un sentiero di montagna. La donna vide un bel fiore vicino ad un cespuglio e il giovane nel tentativo di  raccoglierlo cadde in un burrone. All'improvviso su quel cespuglio le macchie di sangue si trasformarono in tanti fiori color porpora.

Da tempi molto recenti si realizza la produzione di miele  di rododendro ma alle quote più alte delle Alpi.

Il suo nome deriva del greco "rhodon" (= rosa) e "dendron" (= albero), cioè albero delle rose. In Italia è detta anche "Rosa delle Alpi", perché cresce fino a duemila metri d'altezza.    Di origine antica,  sembra  si conoscesse già nel cinquecento.

 

                                                       Rododendro

La tradizione vuole che siano portati, durante la Settimana Santa, sugli altari dedicati alla Madonna. Infatti una leggenda narra che i ranuncoli furono creati da Gesù che, per rendere omaggio a sua Madre, trasformò le stelle in fiori.

Il Ranuncolo è simbolo di bellezza malinconica.

 

Il nome deriva dal latino "piccola rana" ed è dovuto al fatto che questo fiore vive in zone paludose. E' conosciuto anche come "botton d'oro" perché i suoi fiori, in una forma che  ricorda i bottoni, sono gialli.

 

                                                              Ranuncolo

     

La primula fu il fiore preferito dallo statista inglese Benjamin Disraeli  e, in occasione della sua  morte, i conservatori misero all'occhiello una primula  e la sua tomba fu adornata con questi fiori.

Narra una leggenda che un giorno S. Pietro gettò dal cielo le chiavi del paradiso appena seppe che il

Signore ne aveva voluto un altro paio.  Le chiavi caddero in una regione dell'Europa settentrionale. Dove

spuntò la prima Prìmula verìs. Questo fiore nella regione inglese del Sommerset è ancora chiamato bunch

of keys, " mazzo di chiavi".

La primula è uno dei primi fiori ad annunciare la primavera, il risveglio e il rinnovamento della natura.

 

Shakespeare in un verso recitava " Pallide primule che  muoiono nubili", proprio perchè sboccia  quando ancora non ci sono  insetti per l'impollinazione.

 

Fu una badessa benedettina  a considerare la primula come pianta medicinale, come antiparalitico e un toccasana per la malinconia.

 

 

                                                                                                                    Primula

SHANIN (Petunia violacea) è uno degli allucinogeni recentemente segnalati. Viene usato dagli indios dell'Ecuador per indurre sensazioni di volo. In America la petunia viene chiamata con i nomi di "fiore degli Atzechi", "fiore dei Comanches" e "pianta dei Sioux". I fiori possono essere bianchi, porpora, lilla, viola, blu, screziati e variegati. La fioritura è molto abbondante e, proprio per questo, è il simbolo dell'amore che non si riesce a nascondere.  

E' originaria del  sud America. Il nome deriva dal brasiliano "petun", con il quale viene indicato il tabacco, pianta appartenente alla stessa famiglia. Giunse in Europa grazie all'audacia di botanici-esploratori che si addentravano nelle foreste allo scopo di scoprire appunto nuove piante.

 

                                                        Petunia

Cresce spontaneamente in quasi in tutta l'Europa.
E' stato il fiore prediletto di Jean Jacques Rosseau.

il nome latino deriva dal verbo "vincio", che significa "legare", sia in senso fisico, con "vincoli" e corde, che in senso morale e psicologico. Sicuramente il termine si riferisce al modo in cui i suoi fusti molli e prostrati abbracciano il terreno. La Pervinca è ritenuta da sempre una pianta magica, utilizzata per le "legature" d’amore: filtri  capaci di far conquistare la persona amata.
 

È una erbacea perenne tipica del sottobosco, dove forma estesi tappeti sempreverdi, ma comune anche lungo i bordi delle strade. La pervinca è considerata una pianta tossica per il suo contenuto in vincristina, un alcaloide indolico.

 

                                                             Pervinca

(per-z)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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