Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964) è uno scrittore spagnolo.

Autore di libri per ragazzi (Il principe della nebbia, 1993), esordisce nella narrativa per adulti col suo quinto romanzo, L'ombra del vento (Mondadori, 2001), che, uscito in sordina in Spagna, ha conquistato col passaparola il vertice delle classifiche letterarie europee, diventando un vero e proprio fenomeno letterario, oltre 8 milioni di copie vendute. Nell'ottobre 2008 esce per Mondadori il romanzo tradotto in italiano "Il gioco dell'angelo".
Vive dal 1993 a Los Angeles, dov'è impegnato nell'attività di sceneggiatore.

 

 

La storia comincia qui, quando l’undicenne Daniel trova, nel cimitero dei libri dimenticati, “L’ombra del vento”, scritto da Julian Carax, e la cui lettura sconvolgerà la sua vita. Inizia così il nostro viaggio in una storia complessa che si svolge nella Barcellona del 1945, ma che spesso va indietro nel tempo. Il romanzo segue le vicende di Daniel fino all’età dei 18 anni, accompagnandolo nella sua vita trascorsa ad aiutare il padre in libreria e a ricercare notizie su Carax, cercando di ricomporre un puzzle di misteri, delitti, bugie, amori, dolori che si fa sempre più complesso. Storie nella storia, intrighi, personaggi, azioni che non sono mai scontati ma che ci stregano. Una lettura magnetica che non annoia ma che, fino all’ultimo capitolo, mantiene vive l’attenzione e la curiosità. Poliziesco, sentimentale, drammatico e tragico. Stili diversi, ben intrecciati, che ci accompagnano destando sentimenti verso quei personaggi passionali e il cui distacco, alla fine del libro, ci lascia malinconici e soli a fare riflessioni profonde sulla vita e la sua complessità.

Non è un thriller qualsiasi questo di Zafòn, forse non è neanche un thriller, ma è la narrazione di persone che vivono passioni forti in una storia ben costruita all’ombra della guerra civile e mondiale e di un dopoguerra difficile e doloroso. Un libro che rimane nella memoria e nel cuore.

 

"L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perchè la sua anima non apparterrà mai a loro."
 

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. Impegnato nella stesura di una serie di romanzi noir per una casa editrice di dubbia fama, viene avvicinato da un misterioso editore francese, il quale promette di risolvere tutti i suoi problemi economici e di salute in cambio di un'opera, non una qualunque, ma di carattere religioso. I fatti che seguiranno questo incontro trascineranno lo scrittore in una rete di incongruenze, imbrogli, sotterfugi, anime riapparse come per incanto da un passato poco chiaro. La sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare ora sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi conosciuti ne L’ombra del vento, lasciando una deliziosa sensazione di continuità tra i due romanzi.

Il libro è scritto bene, le pagine scorrono, insomma, si lascia leggere. La trama è cupa e intrisa di pessimismo, per certi versi macabra e inquietante, alcuni personaggi sono quasi deliranti, il finale improbabile. Un thriller onirico ed enigmatico, perennemente in bilico tra i due mondi, reale e surreale, accattivante e pieno di misteri lasciati sospesi affinchè il lettore possa scegliere la sua "religione".

Il gioco dell'angelo

 

L' Ombra del Vento, da cui solo a fatica si riesce a distogliere l' attenzione, è senz’altro molto superiore a Il gioco dell’angelo! Ma vale la pena leggere anche il secondo romanzo per approfondire e amare lo stile scintillante e la sapienza narrativa di Zafon. Affascinante è il misterioso Cimitero dei Libri dimenticati... Marina è una storia avvincente che mi è piaciuta molto, diciamo che è a metà tra L'Ombra del vento e Il gioco dell'angelo. In tutti i tre libri, irresistibile è il connubio tra la passione per il mistero, la forza dell'amore e dell'amicizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l’abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell’oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel. Pensi di poter mantenere il segreto?”

L'ombra del vento

 

" Non sapevo ancora che, prima o poi, l'oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo. Quindici anni più tardi, mi è tornato alla mente quel giorno. Ho visto quel ragazzo girovagare nella bruma della stazione francia e il nome di Marina si è infiammato di nuovo come una ferita recente. Tutti noi custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell'anima. Questo è il mio."

Ritroviamo la stessa Barcellona conosciuta negli altri libri di Zafon. Alla fine degli anni settanta, Óscar Drai è un giovane studente che trascorre i difficili anni della sua adolescenza in un cupo collegio. Óscar di nascosto ama allontanarsi dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi tra le calle, le ville e i palazzi di quartieri che che raccontano la storia e i misteri della città catalana. In occasione di una di queste fughe, in una casa misteriosa e decadente, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germán. E tutto cambierà. Oscar vivrà un’ esperienza forte che lo porterà a conoscere misteri, sentimenti, emozioni e realtà che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso la fine della sua adolescenza.

 

Marina è l'ultimo libro di Carlos Ruiz Zafon pubblicato in Italia, ma precedente a L'ombra del vento. Lo stesso autore, nella prefazione, si lamenta del fatto che questo romanzo non sia stato mai considerato nel suo giusto valore. Purtroppo è questa una pecca dell’editoria attuale. Molti editori pubblicizzano alcuni romanzi e non altri, non in base alla qualità ma nella prospettiva del guadagno. E così molti romanzi veramente validi rimangono nel buio, mentre altri vedono la luce solo perché scritti da un nome conosciuto.
Marina ad una lettura superficiale si presenta come un romanzo fantastico, in alcuni punti horror, con una storia lineare, piacevole e semplice. Ma andando oltre l’apparenza, invece, tra le sue pagine, si trovano mille spunti per riflettere, mille emozioni.
Marina parla di amicizia, di amore, parla di dolore, della malattia e di come viene affrontata da chi ne soffre. Ma Marina parla anche della Morte.
Si parla di chi ha paura di morire o di veder morire qualcuno che si ama, e che, per evitare che ciò si verifichi, è disposto a usare qualsiasi mezzo anche se nella prospettiva di una vita fittizia, e trasformandosi in un mostro.


 

Marina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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