Sono sola in
casa stasera e scruto la luna. Il suo faccione argenteo con delicate
sfumature chiare e scure. Gli occhi, il naso e una bocca appena
delineati.
E’ lì in mezzo alla notte e, silenziosa e indiscreta, mi guarda e
sorride. Perché sorride? Cerco di capire.
E’ un sorriso beffardo o un sorriso…sorriso? Se la ride perchè questa
serata scivola lenta, lenta tra le dita del tempo? Come allora, quando
la mia casa era al buio.
Quante serate, soprattutto d’estate, trascorse in sua compagnia e del
mio pacchetto di sigarette sfumato nel nero dell’aria. Quanti mozziconi!
Se li avessi raccolti tutti in sacchetti, ora non potrei entrare neppure
nella mia via. Ne sarebbe invasa.
Mi fermo sui pensieri che accompagnavano quelle spirali di tabacco
bruciato. Era un intreccio, un volteggiare gli uni negli altri fino a
notte fonda, quando sfinita e presa da un profondo senso di nausea mi
infilavo nel grande letto con le mie paure. Quante notti così!
Ora non più, c’è lui.
In un punto preciso di questo lungo stivale, non molto lontano da me,
c’è lui.
La luna lo sa. Allora non è un sorriso beffardo il suo! E’ un sorriso
proprio sorriso!
Cara amica Luna,
su un binario parallelo mi accompagni nei miei viaggi e sospiri con me.
Sospiri ora di gioia, ora di stanchezza, ora di noia, ora di paura…ora
d’amore. Comunque sono sospiri nei venti della vita.
Ricordi quella volta, quando raccontai ai miei genitori che avrei
passato la serata da un’amica e, invece, venni sulla spiaggia a
presentarti quel ragazzo, il primo amore? Avevo 18 anni. Lui era un
compagno d’università che mi aveva invitato ad uscire. Dopo essere stati
in un pub, scendemmo sulla spiaggia. I nostri passi silenziosi
affondavano leggeri nella sabbia, lasciando nel cuore le orme di quel
cammino. I nostri corpi, vicini, a tratti si toccavano imbarazzati. Ed
io guardandoti, di tanto in tanto, ti chiedevo col pensiero “E’ carino,
vero? Che dici è innamorato? Mi piace. Sembra gentile, dolce. Ha voglia
di ascoltare e di raccontarsi.”
Ricordi Luna? Tu chiudesti gli occhi al nostro primo bacio. Tenero. Dal
sapore di fragola e panna. Dal profumo di lavanda. E’ vero il primo
bacio non si scorda mai. Luna, lo ricordi? Ma perché chiudesti gli
occhi? Già sapevi?
Una commedia già quella, con due giovani attori bravi, nonostante l’età.
E da allora ogni volta è sempre stato lo stesso spettacolo. Un uomo e
una donna si incontrano, si amano o credono di amarsi e poi si lasciano
con le rughe della pelle piene di tanti rimorsi e rimpianti, di tante
sofferenze che fanno dimenticare anche i momenti teneri e di gioia.
Annoiata sempre della stessa parte, decisi di non salire più sul palco.
Scelsi di uscire di scena. Mi chiusi dietro le quinte a piangermi
addosso e a fare da suggeritore agli altri. Vivevo le storie degli
altri. Ascoltavo e suggerivo. Davo consigli…che buffo!
Poi, stanca anche di questa parte, cominciai a cercare quei pezzetti di
me messi alla rinfusa di qua e di là e a tentare di ricostruire il
mosaico di questa donna. E dopo un lavoro lungo e certosino, finalmente
una sera guardandomi allo specchio si accesero le luci. Mi ritrovai sul
palco. I riflettori erano puntati su di me. Mi guardai intorno
sbalordita. Sembravo una bambina alla sua prima recita scolastica. La
gente era lì in platea. Chi incuriosita, chi distratta. Ma poco
m’importava. Ora la vedevo con occhio diverso. Persone tanto diverse e
tutte simili nelle loro storie.
Mi batteva il cuore mentre lo vidi entrare in scena. Lo capii subito che
stava per entrare nella mia storia, che ne sarebbe stato il
cooprotagonista.
Luna ricordi? Tu c’eri anche stavolta. E iniziò così la nostra storia,
di lui e di me. C’è tutto in questa storia, ma soprattutto tenerezza,
rispetto, condivisione e …amore.
Luna non mi interessa più di tanto se e quando calerà il sipario e si
spegneranno le luci. Per ora sono la prima donna, la sua diva. E lui la
mia star. E mi piace questo nostro andare e questo nostro dire
improvvisati, senza un copione. Noi stessi e basta.
Luna in fondo la vita è questa. Un palco dove ognuno recita la propria
parte, quella imparata calcando quotidianamente le scene della vita.
Dove le storie iniziano e finiscono, s’intrecciano. Qualcuna è a lieto
fine, altre sono più drammatiche e tristi. Ma si vive nella propria
parte, quella che riusciamo a conquistare, a migliorare nel tempo con la
consapevolezza del sé e dell’altro e del noi…e della realtà.
Recitiamo noi stessi e di tanto in tanto ci fermiamo per sentire il
nostro cuore battere amplificato sul palco della vita vissuta.
Buonanotte Luna
Un sorriso …proprio sorriso anche a te
Maria
Roma, 30 giugno 2005



Cara amica Luna