Nella
notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto
il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e
caramelle, ma anche una buona dose di cenere e carbone, la
Befana passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le
calze lasciate appese dai bambini. Indossa un gonnellone scuro
ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto
o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il
tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Ed è chiaramente
sporca di fuliggine.
I bambini, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un
piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il
mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto
consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere
sparsa nel piatto.
L'Epifania, una
festa religiosa che ricorre il 6 Gennaio e ricorda la visita dei
Re Magi a Gesù Bambino. Una leggenda racconta che tre re (i Re
Magi), Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi
diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni
a Gesù: oro, incenso e mirra.
Attraversarono molti paesi seguendo una stella, e in ogni luogo
in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e
unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva
andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di
seguirli. Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re
Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo motivo la vecchina non vide Gesù Bambino.
Da allora, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando
su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a
portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.
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Ma che cosa accade in altri paesi del mondo?
Francia. Nel giorno dell' epifania si usa fare un dolce
speciale, all' interno del quale si nasconde una fava. Chi la
trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.
Islanda. Il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo,
perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni.
Questo è l'ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice
addio al Natale. Si inizia con una fiaccolata, alla quale
partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada
arriva anche l'ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il
primo Babbo Natale arriva l' 11 dicembre e poi ne arriva uno
ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via
uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei
fuochi d' artificio.
Spagna. Il 6 gennaio tutti i bambini spagnoli si
svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno
lasciato. Il giorno precedente mettono davanti alla porta un
bicchier d' acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da
mangiare e una scarpa.
In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re
sfilano per le vie cittadine, su dei carri riccamente decorati.
Germania. Questo è il giorno della venuta dei Re Magi.
Spesso i preti e i chirichetti vanno nelle case per chiedere
delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o
intonano una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si
recano in chiesa, a messa, ma in Germania il 6 Gennaio non è un
giorno festivo, si lavora e i bambini vanno a
scuola.
Romania. La festa dell' epifania rappresenta la venuta
dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni paesi
i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per
chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di
solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti
vanno di casa in casa per benedire le case.
Ungheria. Il giorno dell' epifania i bambini si vestono
da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un
presepe e in cambio ricevono qualche soldo.
Russia. La chiesa ortodossa celebra il Natale il 6
gennaio. Secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre
Gelo accompagnato da Babuschka, una simpatica vecchietta.
In effetti
la parola epifania deriva dal latino "epiphania(m)", che a sua
volta deriva dal greco "tà epiphan(e)ia" e che significa "le
manifestazioni della divinità". Nella liturgia cristiana passò a
significare "la manifestazione di Gesù agli uomini come Messia",
e secondo un'antica tradizione Gesù apparve agli uomini come
Figlio di Dio nel medesimo giorno (6 gennaio) ma a distanza di
anni, con tre episodi miracolosi: con la stella che guidò i Re
Magi, con il battesimo nel Giordano e con la trasformazione
dell'acqua in vino nel giorno delle nozze di Cana.
Originariamente la Chiesa celebrava questi tre miracoli nel
giorno dell'Epifania, ma con l'andar del tempo la festa
dell'Epifania finì col ricordare solo la venuta e l'adorazione
dei Re Magi, proprio come si ritrova nella traduzione letterale
olandese.
Già gli
antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore al
dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell'anno) e
alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di
regalo). Queste feste erano chiamate le Sigillaria; ci si
scambiavano auguri e doni in forma di statuette d'argilla, o di
bronzo e perfino d'oro e d'argento. Queste statuette erano dette
"sigilla", dal latino "sigillum", diminutivo di "signum",
statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che
ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in
forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e
auguri si radicò così profondamente nella gente, che persino la
Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.
Nel
Medioevo, periodo ricco di racconti demoniaci e di magie, si dà
molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6
gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell'Epifania
è anche chiamata la "Dodicesima notte". È un periodo molto
delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che
viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di
speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende
la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il
popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena
seminati Diana con un gruppo più o meno numeroso di donne, per
rendere appunto fertili le campagne. Nell'antica Roma Diana era
non solo la dea della luna, ma anche la dea della fertilità e
nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la
cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale.
All'inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di
maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e
per rendere più credibile e più temuta questa condanna le
dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona dea della fecondità
diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate
notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la
fantasia superstiziosa dei popoli contadini. Di qui nascono i
racconti di vere e proprie streghe, dei loro voli e convegni a
cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce anche da qui la
tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed
Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. E così presso i
tedeschi del nord Diana diventa Frau Holle mentre nella Germania
del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste "Signore" portano
in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee
della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle
filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e
spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si
spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle
"signore della notte", le maghe e le streghe e le anime dei non
battezzati.
Valicate le Alpi, la Diana-Berchta presso gli italiani muta il
suo nome e diventa la benefica Vecchia del 6 gennaio, la Befana,
rappresentata come una strega a cavallo della scopa, che,
volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o
carbone. Nella Befana si fondono tutti gli elementi della
vecchia tradizione: la generosità della dea Strenia e lo spirito
delle feste dell'antica Roma; i concetti di fertilità e
fecondità della mite Diana; il truce aspetto esteriore avuto in
eredità da certe streghe da tregenda; una punta di crudeltà
ereditata da Frau Berchta. Ancora oggi un po' ovunque per
l'Italia il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera
strega, anche la Befana viene qualche volta bruciata.
In molte regioni italiane per l'Epifania si preparano torte a
base di miele, proprio come facevano gli antichi Romani con la
loro focaccia votiva dedicata a Giano nei primi giorni
dell'anno.
Come Frau Holle e Frau Berchta, la Befana è spesso raffigurata
con la rocca in mano e come loro protegge e aiuta le filatrici.
Nella Befana rivivono, quindi, simbolicamente culti pagani,
antiche consuetudini, tradizioni magiche precristiane.
Dopo i
grandi splendori dei secoli passati, la Befana subisce un
declino sempre più evidente a partire dal '900, dovuto in parte
al "progresso", alla trasformazione della società da agricola in
industriale, all'arrivo di Babbo Natale dall'America. Un
rilancio lo si trova negli anni Venti, grazie a Benito Mussolini,
che vede in questa festa un fenomeno folcloristico tipicamente
italiano, da contrappore a tutti gli altri miti natalizi
provenienti dall'Inghilterra e dall'America. Si parla di "Befana
fascista", ma non è più la Vecchia, che ben conosciamo, è
piuttosto un'istituzione, un'opera di assistenza sociale rivolta
alla "giovinezza italiana". Con la fine del fascismo, senza più
protezione di duci, regine e principesse, la Befana cade in un
nuovo oblio. Nel 1977, in un clima di austerità, e nel tentativo
di limitare i cosiddetti "ponti festivi", il governo Andreotti
emanerà una legge che elimina l'Epifania dal calendario civile e
religioso. Ci vorranno ben 9 anni di protesta, di dibattiti, di
discussioni, per far ritornare la Vecchia a nuova gloria: con
decreto del dicembre 1985 il Consiglio dei Ministri reintroduce
la festa dell'Epifania e la Befana può così ritornare a volare
trionfante sulla sua scopa nei cieli d'Italia!
Adeguandosi ai tempi moderni e consumistici, la Befana sta
facendo follie in alcune località della penisola; a Recoaro
Terme, per esempio, all'imbrunire della vigilia dell'Epifania si
intravedono le prime luci di una fiaccolata: è la discesa del
Befanone...sugli sci, accompagnato da una lunga fila di sciatori
e la festa termina la sera in piazza con un gran falò. sul quale
si brucia la stria (strega). A Venezia, sul Canal Grande, il
giorno dell'Epifania si svolge la burlesca regata delle Befane,
dove i rematori, camuffati da Befane usano le scope al posto dei
remi... A Rapallo, il Circolo Subacqueo organizza una Befana
molto speciale, vestita con gli abiti tradizionali, ma emergente
dal mare..., carica di doni e grondante d'acqua e attesa a riva
da tanti bambini impazienti.
"La Befana"
di Giovanni Pascoli
Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda...ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.
Il 6 Gennaio arriva l' Epifania
che tutte le feste porta via.


La Befana vien di Notte
con le scarpe tutte rotte
il cappello alla romana
viva viva la Befana.