

Un denso profumo dalla fragranza fruttata ed orientale si diffonde in casa.
Le stesse note di vaniglia, di sandalo, di mandarino e di fiori d’arancio
che si respirano in campagna, dopo un temporale estivo, passeggiando in uno
di quei sentieri che costeggiano file e file di alberi da frutta e roseti.
Anna è immersa nella vasca da bagno colma di acqua schiumosa. Con una
morbida spugna massaggia il corpo in ogni parte, con delicatezza e
sensualità tali da procurarle piacere. Si abbandona ai piccoli brividi che
scuotono i suoi sensi e i ricordi. Segue nei movimenti le carezze lasciate
dalle mani di Andrea. Chiude gli occhi e avverte quelle mani calde, ora
delicate, ora frementi. Si morde un labbro ed emette un gemito. Si
risveglia. Sull’acqua si sono create nuvolette di schiuma, su cui lei
soffia, come quando da bambina si divertiva con le bolle di sapone.
Colorate, grandi, piccole le soffiava e poi le rincorreva per farle
scoppiare. Rivede gli occhi felici di quella bambina persa nel tempo.
Risente la sua risata gioiosa, coinvolgente, spontanea lasciata nel fondo di
una bottiglietta di acqua saponata.
Fa scivolare il corpo in modo da portare sott’acqua anche la testa. E
riemerge col naso pieno di aria e la testa svuotata delle risate bambine.
Le sue mani ora sono sui seni, li massaggia in senso orario, dall’esterno
verso l’interno. Piano, pianissimo. I capezzoli s’irrigidiscono. Quei
capezzoli che hanno dato nutrimento ai suoi figli e amore ai suoi uomini.
Andrea, le ha lasciato un segno violaceo proprio vicino l’alone del
capezzolo sinistro.
Le piace offrirsi al suo uomo, perchè la fa salire in cielo. E’ passione.
Fin dal loro primo incontro.
Era stato Luca, suo marito, a telefonare a quell’agenzia immobiliare a cui
affidare la vendita del loro appartamento, per trasferirsi finalmente in
campagna, fuori dalla caotica metropoli.
Luca aveva fissato un appuntamento, al quale però all’ultimo minuto si era
trovato impossibilitato ad esserci e aveva esortato sua moglie a ricevere
l’agente e a definire quanto lui aveva già pianificato al telefono con il
titolare dell’agenzia.
E quel pomeriggio Andrea entrò nella sua vita, direttamente dalla porta di
casa. Giovane, sui 35 anni, affascinante, un sorriso molto solare, uno
sguardo profondo, due occhi neri dove tuffarsi e lasciarsi dondolare dalle
onde baciate dal sole caldo del sud.
Lo fece accomodare in salotto. La sua voce risuonava calda e Anna si
lasciava avvolgere come con quella coperta di cashemere regalatale dalla
nonna e che lei adora indossare mentre seduta sul divano si dedica alla
lettura dei suoi romanzi preferiti, nelle serate d’inverno, quando suo
marito, per motivi di lavoro, rientra tardi la sera.
Si instaurò tra i due una sorta di complicità da subito; chiacchieravano
come due vecchi amici, tra scherzi e risate e battute di lui il cui spirito
coinvolgevano anche lei. E Anna aveva bisogno di ridere. Era una cosa che
chiedeva al suo uomo, ma Luca non ne era capace, anzi la intristiva ancora
di più. Troppo serio, pignolo, pianificava tutto, anche il tempo di ridere e
quello di parlare e…e quello da dedicare all’amore.
Poi lei gli mostrò la casa, ogni angolo. E notava con piacere il suo
interesse a particolari oggetti, foto su cui poneva domande e lei gli
spiegava, con entusiasmo, ogni cosa. Anna si sentiva a proprio agio.
Qualcuno finalmente ascoltava, non solo le sue parole, ma anche quello che
esse celavano, il suo essere, i suoi interessi, i desideri e le paure. A
volte ci si ritrova a parlare dal mattino alla sera, ma alla fine ti rendi
conto che quelle parole hanno solo creato un ulteriore anello alla catena
che ci tiene distante dagli altri.
Andrea invece lo sentiva così vicino. E lei aveva bisogno di sentirne il suo
calore, il suo profumo e con una naturalezza inspiegabile si ritrovò a
poggiare la testa sulla sua spalla. Andrea con una mano le accarezzò i
capelli, la nuca e con l’altra cominciò a salirle su per la schiena con una
voracità sempre più forte.
E così la passione li travolse, Andrea fu di Anna e Anna fu di Andrea, senza
remore, senza paure, ma solo desiderio di essere l’uno dell’altro.
Appartenere a qualcuno sentendosi comunque se stessi.
Straordinario fu anche dopo. Finalmente un uomo che continuava ad
accarezzarla, a parlarle, a ridere. Continuava a far l’amore con lei, anche
dopo aver posseduto il suo corpo.
Di solito Luca si alza, sta in silenzio, va al bagno, poi a fumare una
sigaretta, poi a bere, poi…poi ad Anna viene la nausea e si volta dall’altra
parte nel letto, sentendo il respiro affannoso del suo sentirsi sola.
Invece come fu tutto meraviglioso con Andrea e come fu difficile
accompagnarlo alla porta e vederlo scendere le scale, fino all’ultimo
scalino, all’ultimo sorriso.
E da quel giorno Anna vive questa doppia vita, donna-moglie e donna-amante.
Anche Andrea è sposato. Pur consapevoli di far del male, di avere un
comportamento scorretto nei riguardi dei rispettivi coniugi, non andava a
nessuno dei due rinunciare a qualcosa di così bello, che li faceva stare
così divinamente bene. Qualcosa caduto dal cielo per caso. Un dono a cui
forse rinunciare sarebbe stato un peccato ancor più grave.
All’Amore non si dice di no…Mai!!!
E Anna continua a massaggiare il suo corpo, per renderlo degno dell’amore,
per offrirlo all’amore.
Maria 7 dicembre 2005
