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Poesia Introspettiva
2005

 

 

Pensiero

Una smorfia affiora sul viso
pensando agli istanti sprecati.
Quali obiettivi sto raggiungendo?
Quali sto perdendo di vista?
Un viaggio come una brezza
una passeggiata spensierata nel blu.
Un luogo dove io possa essere
in pace con me stessa.

Maria 2005

Una farfalla sul viale

Attraverso una galleria di alberi
il mio passo lento va
con respiro affannoso,
ha timore della bruma
che avvinghia i rami nudi.
Il tonfo di una pigna
mi scuote
e avanzo verso l’uscita
Abbagliata dalla luce
vivo il momento
con l’ansia di una farfalla
prima che la notte
allunghi le mani
a fermare le sue ali.

Maria 25 novembre 2005

Sensazione

Una coperta di stelle
mi scalda stasera,
cascata di mille luci
a rincorrere i sogni
lasciati sulla via Lattea.

Maria 2005

DOC

Anni imbottigliati
in una cantina buia
han reso cristallo
il cuore traboccante,
calice di vin frizzante
rubino intenso da mirare
profumo di bacca rossa
da donare a vero intenditore.

Maria 4 aprile 2005

Il circo, magia perduta.

Ricordo il fascino del circo
magia del mio mondo bambina
polvere dorata che mi conduceva
sulla via dei sogni.
Sognavo di andare agile
sulla corda sottile
mentre maschere buffe
spargevano intorno petali di risate..
Sognavo di domare
con un piccolo gesto e semplici parole
leoni, elefanti e tigri.
Sognavo di lanciarmi ad occhi chiusi
nel vuoto e farmi prendere
da un ‘aquila e volare
sulla cima più alta del mondo.
Padrona del castello di roccia
ad osservare il sole lentamente
tuffarsi nella sabbia rosa
e, dopo una notte di stelle,
rialzarsi sull’onda azzurra.
E ricordo, nell’abbandonare il sogno,
il viso rigato, i piedi nel vuoto,
il cuore malinconico,
mentre si spengono le luci
sui carrozzoni sulla via del tramonto
al suono di chimere.

Maria 2005

Sarò granello pulsante…

Lì dove il mio cuore
va sereno come animale
nel suo habitat
in cerca di cibo per nutrirsi
correndo libero su prati e valli
cercando il tepore di una grotta
per ripararsi dal freddo dell’inverno.
Lì dove i miei occhi
abbracciano i colori vivi
dei boschi e in essi tingono
i veli dell’anima
di una bambina davanti all’arcobaleno.
Lì dove le mie mani
s’immergono nella terra
imporandosi dell’humus.
Lì dove la mia anima
respira l’aria limpida
dei pensieri sereni.
Lì riprenderò
a sentirmi granello pulsante
di un mosaico meraviglioso.

Maria 2005



Vorrei donarti un figlio

Vorrei donarti un figlio
che profuma di latte e di olio verde.
Da amare e da accompagnare a scuola.
A cui raccontare le salite,
le cadute e le risalite
per arrivare a sentirsi uomo.
Vorrei donarti un figlio
a cui soffiare il naso
quando il freddo fuori
lo coglierà impreparato.
Vorrei donarti un figlio
che ti accompagnerà per mano
alla porta del silenzio eterno.
Vorrei donarti un figlio
Ma… il miracolo non esiste
per chi sente meno il fuoco
che brucia sotto i piedi
ma continua ad imboccarsi le lenzuola
calde di azzurro colorate.

Maria 2005

Mi sono cercata

Stasera
volo tra le nuvole
in cui mi sono persa
e butto via il ruolo.
Vestita di doveri da lavare
preoccupata del non essenziale
cercavo fuori
alla luce dove è più facile.
Nel buio spaventoso
non è facile cercare.
Mi sono cercata
scansando l’io
che gli altri mi hanno data
e sto incominciando ora.
Mi abbraccio, mi amo
prendo il pennello
l’azzurro, il verde e il giallo
e dipingo il mio mondo.
Solo così scoprirò la vita
il noi e la non paura
della vita.

Maria 2005

 

 

 

Anatomia dell’uomo

Destinato alla morte
l’uomo percorre un cammino
gravoso, spesso oscuro.
Il suo corpo è fardello
che trasuda umori
di piaceri e di dolori ricevuti.
Nel suo sguardo è scritta
la sofferenza di un eterno andare
in gimcane (pre)definite da lui stesso.
Al suo cuore ormai deformato
mancano pezzi strappati
da mani cieche e sorde
e altri, pochi, ne hanno aggiunti
persone speciali.
La sua cunicolosa anima
è catacomba d’ombre, ricordi,
sogni, passioni e illusioni.
Il suo cervello è fibrosa matassa
di quesiti inchiodati su pali al vento.
Anatomia di un animale
nato dal nulla e ad esso diretto.
La sua debolezza è arrendersi
al destino apocalittico e andare curvo
sulla via minata da suo fratello.

Maria 2005

Vorrei...

Da fragile foglia
il cui tempo inganna e fugge
vorrei diventare forte quercia
nell’umida foresta.

Maria 2005

Sguardi nell’infinito

Sale dalla valle l’aroma
dei focolari che raccolgono intorno
al cerchio del sacro rito
famiglie sazie
di pani cotti su legna
e di minestra di castagne.
Sul castello a testa in su
sfoglio lo sguardo
nel blu della notte
tempestato di leggende
smarrite sulla bianca via.
Scorgo cuori adornati di verdi ciglia
e voci silenziose a indicare
le stelle che qualcuno traghetta
sulla strada infinita.

Maria 2005

Alla stazione Termini

Lentamente il treno si allontana,
continuando le storie
dei suoi viaggiatori
e di chi è rimasto solo
sulla banchina.
Storie di uomini e donne
con in valigia e in petto
i segni della vita.
Dolori di partenze,
gioie di arrivi,
sogni lasciati sui binari,
sogni che guidano il treno.
Una corsa verso altre stazioni,
una fuga da stazioni troppo cupe.
O semplicemente
rincorrere una luce,
il nostro sogno,
che ancora non ha deciso
se e dove fermarsi.

Maria 2005

Che suono ha una carezza?

Quante mani hanno sfogliato
la nostra anima?
Mani dolci
che hanno insegnato
a diventar grandi,
che hanno saputo
credere in te.
Mani amiche
che hanno ascoltato
le tue parole
e asciugato le tue lacrime.
Mani voluttuose
che hanno arrossato
le tue carni,
che hanno assaporato
i tuoi umori.
Mani tenere
che si aspettano
il dono di te stesso.
Quante carezze hanno fatto vibrare
la tua anima?
Suoni diversi
forti e deboli
suoni gravi e dolci
che hanno scritto
sul pentagramma
il nostro essere uomo o donna
che aspetta ormai
il suono dell’ultima carezza.

Maria 2005
 

Una rondine bambina

Nel silenzio di una sala
tra cinguettii di rondini
dalle ali spezzate
tra pensieri che volano
oltre la finestra sull’orizzonte
e scrutare nello specchio d’acqua
ricordi di nuotate
tra onde sinistre frizzanti e serene
e vedere nella sfera di vetro
le maree giocare con la luna
nelle notti perse nel buio
dei tempi della vita.
Sogni che prendono forme
soffiate dalla mia anima
che urla di restare bambina
e giocare sull’acqua
con schizzi e risa
e non affondare
negli abissi del nulla.

Maria 2005

Intimità

La gente non vuole intimità.
Se voglio vedere me stessa
non ci riuscirò da sola.

Non voglio servirmi di te
Voglio amarti
voglio fare l’esperienza di te

voglio fiutarti, voglio sentirti
voglio progredire con te
voglio piangere con te
voglio ballare con te.
                                                                                   Più si discute
più si arriva ai sentimenti.
Le alternative all’intimità
sono la disperazione e la solitudine..

Uomo perché ti disperdi nella folla?
il mio desiderio è toccare
la tua anima senza nascondermi.

Maria 2005


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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