


Cento (Ferrara) Sito ufficiale: http://www.carnevalecento.com/
A Cento si svolge il più coinvolgente e trasgressivo carnevale d’Europa. E' stato il gemellaggio con Rio, avvenuto nel 1993, a rivoluzionare il carnevale di Cento fino a portarlo ai vertici internazionali e a coinvolgerlo direttamente nelle più famose sfilate brasiliane. Il carro vincitore della manifestazione centese, infatti, detiene un privilegio unico al mondo, quello di partecipare nella “Notte dei Campioni” alla sfilata carioca che si svolge nel Sambòdromo di Rio, praticamente il tempio del rituale carnevalesco della città. Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie ad alcuni affreschi del famoso pittore centese Gian Francesco Barbieri detto il “Guercino”. La festa ha mantenuto i connotati della manifestazione tipicamente locale sino alla fine degli anni ‘80 quando è iniziata una vera e propria rivoluzione. Ivano Manservisi, il patron, nel 1990 ha preso in mano le redini del Carnevale facendogli compiere passi da gigante, fino a portarlo ai vertici internazionali grazie anche al gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro, il più famoso del mondo.
I carri
mascherati in cartapesta vengono realizzati dalle 6 associazioni carnevalesche
di Cento. Durante tutto l'anno costruiscono enormi opere di cartapesta, i famosi
“carri allegorici”, lunghi e alti 20 metri e larghi 6. I carri gareggiano tra di
loro per conquistare il 1° Premio del Carnevale.
Il pubblico riceve dai carri caramelle, cioccolatini, pupazzi di peluche,
palloni e gadget vari in grande quantità. Provocanti ballerine sfilano come
rappresentativa di una delle più importanti scuole di samba carioca.
Tasi è la maschera tipica di Cento, che tiene al guinzaglio una volpe bianca. La
storia narra che Tasi (al secolo Luigi Tasini) dovendo scegliere fra la moglie e
un buon bicchiere di vino all'osteria, scelse quest'ultimo. Al termine
dell'ultima giornata di sfilate si svolge un tradizionale rito propiziatorio: il
rogo di un enorme Tasi in cartapesta, che prima di morire recita un velenoso
"testamento" in cui mette alla berlina vizi (e virtù) dei personaggi centesi.
Dopo la proclamazione del carro vincitore si assiste ad un grandioso e bellissimo
spettacolo pirotecnico alla Rocca di Cento.

Oristano Sito ufficiale: http://www.sartiglia.org/
L’ultima domenica e il martedì di Carnevale i gremi, le corporazioni dei contadini e dei falegnami, organizzano ad Oristano la Sartiglia, celebre torneo equestre che si ripete immutato da secoli, una gara equestre dove cavalieri al galoppo tentano di infilare con la spada una stella forata sospesa al centro della strada. Ritenuta da alcuni di origine medievale, la Sartiglia conserva numerosi elementi iberici. L’esibizione è espressione di una società contadina ed ha carattere magico-propiziatorio, come dimostra il momento culminante della festa, l’infilzamento della stella, i cui esiti simboleggiano la buona o la cattiva sorte. Il 2 febbraio, giorno della Candelora, i gremi scelgono il proprio campione per il torneo, detto “Componidori”, il capocorsa che diverrà l’emblematico protagonista della Sartiglia.
Questa ha
inizio al mattino col bando dell’Araldo e con il misterioso rituale della
vestizione del componidori da parte delle messaieddas, un gruppo di ragazze in
costume guidato da sa massaia manna, la moglie del presidente del Gremio.
Segue la sfilata dei cavalieri, che viene aperta dal componidori con su secundu
e su terzu cumpoi (il secondo e il terzo compagno), questi ultimi scelti tra i
più abili cavallerizzi.

Putignano (Bari) Sito ufficiale: www.carnevalediputignano.it
Il Carnevale di Putignano è sicuramente il più antico ed il più lungo del mondo. Il più antico perché alcuni studiosi lo fanno risalire al 26 dicembre del 1394 ed il più lungo poiché finisce il martedì grasso, come tutti i carnevali ma, comincia addirittura il 26 dicembre con la pluricentenaria tradizione della Propaggine. Una tradizione che ha quasi sicuramente origini cristiane. Secondo una leggenda locale, infatti, le origini della Propaggine risalgono al 26 dicembre del 1394 quando vennero traslate le reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano, custodite, ancora oggi, nella Chiesa di Santa Maria la Greca. Ogni anno, sin dalle Propaggini del 26 dicembre, gruppi di poeti cominciano a declamare in vernacolo versi satirici agli amministratori locali, dando il via a balli e canti carnevaleschi. Un susseguirsi di carri allegorici, tra Miss, lotteria nazionale, e l’inequiparabile gruppo mascherato dei donatori della Fpds di Putignano.

Foiano della Chiana (Arezzo) Sito ufficiale: http://www.carnevaledifoiano.it/
Il Carnevale
di Foiano della Chiana e' sicuramente uno dei carnevali
piu' antichi d'Italia. E' dal 1539 infatti che i quattro
rioni della città (Azzurri, Bombolo, Nottambuli e
Rustici) costruiscono con grande arte ed in gran segreto
i giganteschi carri allegorici di cartapesta e con
strutture meccaniche che ne permettono il più ampio
movimento, contendendosi la vittoria, durante l'ultima
domenica, di fronte ad una giuria composta da un critico
d'arte, un pittore, uno scultore ed uno scenografo.
Oltre alla proclamazione del carro vincitore, nella
piazza principale di Foiano si ripete l'episodio del
Rogo di Re Giocondo, un fantoccio di paglia e stracci
che con la sua morte simboleggia la rinascita e la
scomparsa delle tenebre e del passato.
Ma la tradizione vuole che prima dell'accensione del rogo "si faccia testamento": vengano letti pubblicamente fatti e aneddoti avvenuti durante l'anno. Caratteristica peculiare di questo Carnevale è che non si tratta per chi interviene di assistere ad una semplice sfilata o parata di carri allegorici o di maschere, ma diventa protagonista coinvolto dal fragore delle bande, dalla pioggia variopinta incessante dei coriandoli e dal ballo collettivo che impazza per le vie del paese.

Sciacca (Agrigento) Sito ufficiale: http://www.carnevaledisciacca.com
Il carnevale di Sciacca è una grande festa popolare e una tradizione antica che richiama nella città termale decine e decine di migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e da altre regioni d’Italia. Inizialmente il Carnevale era una festa paesana a base di salsiccia e vino in cui i notabili della città si mascheravano da gente povera. La maschera più famosa della festa è “Peppe Nappa”, "Lu Re di lu cannalivari sciacchitanu", che accompagna le varie manifestazioni e sfilate per tutta la durata de Carnevale. A Peppe Nappa, posizionato sul suo carro, spetta il compito di distribuire a tutti i partecipanti vino, salsicce e caramelle. Il programma odierno prevede otto giorni di follia, in un magico e fantasioso cocktail di suoni, danze, colori, personaggi, maschere e carri allegorici, quasi sempre ispirati a personaggi politici e dello spettacolo, con molti riferimenti a fatti e uomini locali.
Inoltre, la
partecipazione di gruppi in costume dà vita a un carnevale
di grande effetto e divertimento. Per oltre quattro mesi
migliaia di giovani sono impegnati nella preparazione di
musiche, canzoni e coreografie. L’artigianato locale, i
ceramisti, i pittori, gli scultori sono pienamente coinvolti
nella costruzione dei carri e nella fabbricazione delle
maschere.
L'ultimo giorno della festa si accende il rogo in cui verrà
bruciata la maschera di Peppe Nappa; un momento emozionante
per tutti, cittadini e turisti, che creano un grande
girotondo intorno all'enorme rogo su cui lanciano i
caratteristici martelletti carnascialeschi.
Durante il Carnevale viene eletta Miss Carnevale di Sciacca;
una competizione molto sentita tra le tante ragazze che
sperano nell'ambito riconoscimento, poiche' la vincitrice
rappresenterà la Sicilia ad una manifestazione a Viareggio,
dove verrà eletta miss carnevali d'Italia.

Il Carnevale di
Ronciglione è senz'altro il maggiore della provincia di Viterbo. La
sua origine risale al secolo scorso. I festeggiamenti si aprono
quando un coraggioso si arrampica sulla torre campanaria e
martellando le campane, dà inizio alla baldoria. A questo momento
che procura qualche brivido, segue la suggestiva cavalcata degli
Ussari, nelle prime ore del pomeriggio dell'ultimo venerdì di
Carnevale.
Il Re del Carnevale, scortato appunto da cavalieri armati, entra a
Ronciglione, insediandosi nella sede municipale, ricevendo dal
sindaco le chiavi della città, pronto ad assicurare anche per quell'anno
5 giorni di folle esplosione di gioia ludica.
Un'altra corsa
a cavallo ha luogo allora, la corsa a vuoto, detta anche Carriera. Essa si rifà
alla pratica romana della corsa dei Berberi, durante la quale cavalli non
sellati senza cavaliere, vengono lanciati al galoppo in un percorso di circa un
chilometro, lungo le vie cittadine.
I 9 quartieri della città gareggiano affidando le proprie sorti e i propri
colori ciascuno ad una coppia di cavalli: essi si contendono il Palio durante la
corsa, che si snoda per tutto il borgo, fino all'arrivo al Palazzaccio. Momento
emozionante è anche la cattura dei cavalli che hanno gareggiato da parte degli
incaricati di ogni scuderia.
Nel corso dei giorni successivi, si tengono altre gare a vuoto, in particolare
la domenica ed il martedì grasso, danze sulla piazza, gare di maschere, veglioni
e il soprattutto il Gran Corso di Gala, che consiste in una magnifica sfilata di
carri allegorici.
Le maschere locali includono i Nasi Rossi, seguaci del Dio Bacco in puro spirito
festaiolo.
Appuntamento folckloristico la sera del martedì grasso con il saltarello, danza
nelle quale si lancia sulla piazza tutto il pubblico presente, al ritmo delle
indiavolate melodie intonate dalla banda locale.
Come sempre i festeggiamenti si concludono con il rogo del povero Re del
Carnevale, che viene così punito di tutte le proprie 'malefatte', pronto a
risorgere l'anno successivo per un altro periodo di follia carnevalesca.