Il nulla che niente esprime

Tremo
al bianco del foglio senza liriche
su cui adagiare le parole non dette,
al silenzio dell'aria senza note
che solfeggiano approdi desiderati.

Tremo
ai vuoti delle pareti senza sfondi
in cui liberare gli occhi,
al pensiero fermo senza ali
che sfondano tele azzurre e verdi.

Tremo al nulla che dell'anima
esprime solo la morte.

E se la vita si dovesse rivelare
disadorna dei suoi rumori
io goccia vorrei scivolare
lesta nel buio nero.

Là forse incontrerò quel musicista
che canterà della luce abbagliante.

Ed io rinascerò.

Maria 2 gennaio 2007

Inquietudini notturne

E' spenta, in notti come questa, la luce di te
che viaggi sulle mie curve mentre si dilatano
al calore dei falò che bruciano sulla spiaggia.

Ho l'anima preda di antiche droghe che,
offerte dalla sorte, affievoliscono il fluire
del sangue verso il pube nudo del tuo respiro.

Allatto l'oblio, assetato di incanti, che
infido rettile s'infiltra nella testa e nel cuore.
L'amore è un groviglio di sentimenti

portato al guinzaglio dai pensieri
che di notte mi tengono sveglia sospesa
tra il desiderio e la paura di annullarmi.

Maria 2 agosto 2007

Sulla vertigine del cuore

Ecco scendere la sera.
Sul cuscino prendono forma i sogni.
Spogliata degli abiti grigi
con un soffio di ciglia
accendo la fiammella
sulla vertigine del cuore.

Turbata l'aria freme
allontana ogni traccia di pudore
e diffonde forti profumi
che bucano il muro tra cuore e ragione.

E la passione fluisce lenta
poi con furia
su spiagge senza patria.
Sospesa nel turbine
m’inerpico sulle immagini
i sensi palpitano vivi
ne ansimo i riti e sfinita
pianto la bandiera della speranza.

Maria 7 febbraio 2007

Stringo il sole tra le mani

Guardo alla mia finestra
il sole calare lentamente nel mare.
Lo stringo tra le mani
e il cuore accende la mia malinconia.

Oh giovinezza dal profumo di zagara
sul corpo acerbo dei sogni
spronavi i passi palpitanti
per inebriarti dei colori della vita.

Oltrepassai il campo di grano
ma la mia veste si strappò
lasciandoti uno scampolo di bianco cotone
e ancora oggi il mio ventre ne è nudo.

Sui bordi del fiume ti ho cercata
per riprendere quello che credevo mio per sempre,
il respiro del tuo bacio
su labbra ormai deserte di te.

Percorro ora questi sentieri
sognando ancora l'amore, quello infinito,
bagnarmi l'anima ardente
al suono struggente di un lontano violino.

Maria 11 dicembre 2007

Sogno

Accavallo le gambe stanche
puntando il piede sinistro
al ritmo di una danza gitana.
Comprimo i pensieri gli uni negli altri
intessendo storie al contrario
in trame che sciolgono nodi
e fanno largo ai sogni.

Maria 2007



 

 

Attimo onirico

Lo sguardo si tuffa nell'onirico
in cerca di un dejavou e di altre storie.
Il cuore s’inerpica lungo le immagini
che s-corrono sui seni degli occhi,
laggiù dove il reale assume l’altro verso.
Ma nelle mani stringo sabbia fine
che cerca fuga tra le dita.
Il mio relativo ora tuona come un profeta
il nulla nascosto dietro l’orizzonte

Maria 3 febbraio 2007


Ritmo giambico

Smarrita nel languore dell'attesa
srotolo i pensieri su tappeti morenti.
Il nudo corpo offro al sole.
Un riverbero lo investe sciogliendo
di alchimie e menzogne l'acro odore
profuso da serpi sibilanti su labbra
anelanti a troni pletorici.
Sfumo i vetri da quei riflessi violacei
e, con ritmo giambico, di blu naturale
dipingo la sagoma della cupola decapitata.

Maria 12 aprile 2007

Quando la vita è aritmica...

Hai coperto i miei fianchi
smagriti nelle ore immobili
a fissare un quadrante picassiano.
Hai annodato lenzuola per
non lasciarmi cadere nel vuoto
di finestre avare di scorci.
Hai lasciato briciole sui marciapiedi
chè io non ci tornassi nei punti e accapo.

Ma ripetere è il mio peccato.

All'ombra di un quasi cielo
hai sillabato nei miei occhi
parole dall'aritmia regolare.
Amica ti sei seduta accanto
e, vestendomi del tuo respiro,
il mio profilo hai sorpreso ancora.

Adesso, in questa piccola
guerra forse per la Terra Santa,
poso il pane buono in tavola
per moltiplicarlo e dividerlo
tra figli e figliastri a te tornati.

Maria 10 luglio 2007

Alba sul mare

Alba sul mare
a sorseggiare le onde salate,
mentre s'infrangono sui pensieri
la loro agonia diventa mia.
La schiuma biancheggia
sotto la solitudine del cielo,
scappano i gabbiani
rincorrendo i silenzi lassù.
Infinita appare l'anima mia
e senza fondo,
ne respiro i vapori stillati
dalle pazze corse.
Ora raggomitolata
aspetto la risacca
per ricongiungermi labbra e mano
senza il rischio di annegare,
bloccata tra ieri e domani,
nella traccia misteriosa della vita.

Maria 16 dicembre 2007

Dedicata a un'amica pittrice

Su tela vergine s'adagia il pennello
ebbro di colori vince il nulla
e forgia ricordi, afferra sogni
custoditi laggiù nel buio dell'anima.

La passione divampa, avvolge,
consacra alla ragione
quei girasoli che inseguono
la pienezza del tempo.

Freme la tua mano, donna,
nell'attesa del tocco finale.

Ora a guardare quella creatura
il cuore di sorpresa rinasce.
L'arte è come quel cappellino:
fa ombra al dolore.

Maria 3 novembre 2007

 

 

Poesia Introspettiva
2007 - 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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