Momento di riflessione
Suona la voce del cuore,
chiama all’appello gioie e dolori
che come rondini
stanno sul ramo
in attesa di andate e ritorni.
La vita è un cerchio
di luci e di ombre
intorno al frutto
che tutti assaggiamo
senza morderne l’essenza.
Giriamo
giriamo in tondo
come foglie al vento
ignari di quando si toccherà terra
per vibrare infine
al suono della voce che ci chiamerà
al cospetto dell’infinito.
Maria 1 gennaio 2006
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Oltre il glicine
Il sole scuce fili di luce rosea
su trucioli di sogni nascosti
nei riccioli della notte
per non finire investiti da muri
innalzati su prati senza profumi.
Le dita sfiorano sulla fronte
la ruga che accoglie inebetita
frammenti di una vita trascorsa
alla finestra del passato
ad osservare ritagli d’origami di una bambina
seduta sui sassi bianchi del fiume
e le ombre di smarrimenti,
cimeli di guerre silenziose
tra commensali di un banchetto
dove non veniva servito il vino
a chi nel vigneto scrutava
oltre il glicine.
Il sole è alto ora
esco fuori sulla strada
sciolgo i capelli per liberare quei trucioli
che come gazzelle inseguite dal tempo affamato
corrono,
corrono
fino a morire appena un po’ più in là
dei grappoli del glicine
alla sua ultima primavera.
Maria 15 giugno 2006
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Sono schiava
Sono schiava di me
chè lustro le catene alle caviglie
strette dal ragno
tessitore di trame
invisibili agli occhi
se i raggi percorrono altre vie.
Sono schiava di te che amo
di te che mi ami
del nostro compiacerci
nel cerchio a cui manca l’anello
incrostato sul cuore
da viaggi di dolore e d’ira.
Ma se chiudo gli occhi
una raffica di vento
spalanca i confini
di questo esilio
e il pensiero vola libero
fino a scorgere la pienezza dell’anima.
Vorrei toccarla
ma il ragno continua a tessere
e il dolore mi riporta indietro.
Il viaggio è ancora una volta interrotto.
Maria 3 luglio 2006
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La sigaretta
Nemica del mio corpo
che penetri in silenzio
irrigandone le pieghe
di acri odori
come di ciglia che bruciano
intorno ad occhi violati
da destini senza logica.
Amica dei miei attimi
dolorosi, vili o mai compresi
avvolgendone nelle spire
le urla soffocate
come biglietti stretti in pugni
per nascondere la paura che ho
di sciogliere il sottile filo
intorno a ricordi e sogni
incisi con sillabe di cenere.
La distanza tra me e te:
uno squarcio sottile
su maschera di rosea velina.
Maria 27 agosto 2006
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Poesia incompiuta (A Pasolini)
Stanotte ho incontrato un Poeta.
Vagava nella polvere delle vie
tra la borgata e il centro.
Cercava i versi
della sua vita incompiuta.
Maria, 29 ottobre 2006
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Un pensiero
Un pensiero erompe
improvviso
da argini sterili,
voluttuoso esplora
i profondi abissi del mare,
nel cui ventre
culla figli mai partoriti.
Risale in superficie
all'apparente leva il drappo schiumoso
scoprendo l'essenza delle cose.
In quell'istante
diventa parola
ed è Poesia.
Maria 2006
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L'urlo
Come un'onda folle
al risveglio della paura
torna quel sogno.
L'atmosfera infernale.
La personificata sensazione
agguanta il mio corpo.
Sento l'urlo salire incastrarsi
li, nell'orifizio spalancato.
Non un suono ma un ibrido devastante.
Ed io mi sveglio
con l'immagine munchiana
di una natura ancora una volta
messa in croce
Maria 20 aprile 2006
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Il destino di una farfalla
Scrivo su foglio quadrettato
parole in celle racchiuse
come a voler trattenere
i segreti dei giorni annotati
con inchiostro indelebile.
(Ricordi cosmopoliti
di stella errante).
Bagno la biro
negli umori multicolori
dei momenti incisi
come graffiti sulla tela rossa
racchiusa in petto.
(Scorci profondi
di una vita sempre in bilico).
Un libro ingiallito dal tempo,
lento trascorrere di sabbia
nella clessidra modellata
da mani disilluse e
mai volte verso est.
(Momenti fermati
sulla meridiana,
muro del pianto
per una farfalla cosciente
del destino lì segnato).
Maria 22 settembre 2006
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Sono stanca dell'uomo...
Ignoro l'origine dell'uomo
ma so con certezza che lui è un animale.
Un animale randagio
che vaga nel bosco buio
in cerca di prede da sbranare
per placare la sua fame,
o di antri dove ripararsi
dalle fiere immonde o da dubbi atroci.
Sono stanca di vederlo vagare,
sono stanca del suo lamento,
sono stanca di vederlo uccidere
anche solo con falsi versi.
Vorrei ora liberarlo
da un sé troppo scomodo.
Maria 2006
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Nella limonaia
Ho visto un animale aggirarsi nella limonaia
rasente il muro di cinta
lo sguardo grigio avvolto in cirri.
C'erano frutti gialli una volta.
Alfabeti falsi come funghi velenosi
hanno inquinato le radici
che non nutrono più
seni di madri sterili.
Maria 2006
L’altra voce
Shhh, ascolta.
Lo senti quel suono che percorre la valle?
Gira, raggira il monte,
ora distante, ora vicino
è sempre lì,
basta porgere l’orecchio del cuore.
E’ il suono della tua voce, l’altra voce
quella che ti sveglia durante la notte
ché ancora una volta ha fallito.
Ascoltala, ma ascoltala veramente
La senti come si sforza?
E tu distratta da surrogati melodiosi
la ignori, pur invocandone il suono.
Shhh, la senti?
“Vieni,
ho il nettare per i tuoi pensieri affamati,
il vino ambrato per la tua anima!”
(Vattene, ho paura!)
“Tra le mie note placherai
la tua sete. Seguimi!”
Tra muschi e querce la seguo
e scorgo finalmente la fonte
di quel torrente
che fin da bambina mi gela i piedi.
Un leggero tepore dalle radici
sale alle tempie
e al dolore indica l’erto sentiero
del monte.
Guardo lassù
e alzo le braccia
ondeggianti al decibel
dell’altra mia voce.
Maria, 13 maggio 2006
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Chi sono io?
Oggi hanno detto che quella donna
dal triste sguardo seduto all’ombra di una profonda ruga
che rompe la monotonia della larga fronte,
quella donna dalla veste scura
che nasconde un corpo già stanco
di fare e disfare la valigia,
quella donna che con mano delicata
sistema i capelli sulle spalle
come a rimboccare le coperte ad un bambino,
quella donna che a sera intona il canto del gabbiano
sull’onda di un mare apparentemente tranquillo,
hanno detto che quella donna sono io.
Ora non mi va di guardarmi allo specchio,
ho solo voglia di correre sulla spiaggia
a salutare il sole che s’alza lì ad est
mentre i capelli mori si pettinano
tra le dita della brezza
che sparge sulla pelle le polveri
che hanno girato il mondo
in cerca di terra calda
dove adagiarsi e sentirsi finalmente a casa.
Maria 1 luglio 2006
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Circle time
La lingua si tinge di nero inchiostro
per scrivere negli occhi del lettore
parole profonde
ali forti di corpi deboli
onde echeggianti silenzi cupi
che andranno a morire
su isole viandanti,
schegge lucenti
sul circle time della vita.
Maria 24 luglio 2006
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Ho sete
Ho sete
di acqua
che non scorre nel fiume.
Ho sete di vino
che non si colora nella vigna.
Le mie labbra resterebbero umide
solo il tempo per un giro di tango
con l'altra me.
Illusione
che rende la mia anima,
vagabonda in stazioni affollate,
ubriaca e amica della solitudine.
E' forse questa sete inestinguibile
che mi fa sostare ai lampioni della piazza
per elemosinare gocce d'amore
da versare nel mio calice vuoto?
Maria 30 maggio 2006
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Danza di una donna
Donna
che fragile danzi
su palchi innalzati da falsi eroi
e inciampi nei vuoti dei sentimenti
lì dove la luce si mostra
nelle sue forme evanescenti.
Ti alzi
leccando l' amaro del dolore
speri che la ferita rimargini
e, portando la mano
tra le crespe ciocche del cuore,
continui a posare i passi
sulle travi del palco
lì dove la luce,
al peso del tuo sguardo,
si mostra come timido gladiolo.
Donna
danza
la musica non smette...
danza sinuosa
al turbinio delle note
che scivolano fluide
a riempire, del tuo cuore,
le labbra desiderose
di bere nel fiume della vita.
Maria 2 ottobre 2006
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Uomo, granello di sabbia
Uomo, fermati un attimo
su questa spiaggia
abbandona per un po'
il gioco del tempo.
Siediti
affonda le tue mani
nella calda sabbia
raccoglila in un pugno
e lasciala scivolare alla brezza
ché la porti altrove.
Tu guardala e...
dimmi
cosa sai del suo viaggio?
Immagina di staccarti
dalla dura madre tenera
e di lasciarti trascinare
travolgere, sbattere
tra le sponde limpide
fino a tuffarti nella apparente
quiete melmosa
che lascia la gola arida.
Un granello catapultato
su una linea di cui
non toccherai mai l'inizio e la fine.
Perché tu sei un granello
un uomo che ha paura di se
del suo andare.
Maria Aprile 2006
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Stracci di pensieri
Sfoglio questi stracci di
pensieri
per lanciarli nel vento,
come quando la notte oscura il cielo
prima di donargli la luce
del nuovo giorno.
Stringo forte il filo fra le dita
perché un'incertezza
può portarli nell'oblio
e tu che altro non aspetti
mi chiuderai così nel ghetto della pazzia.
Maria maggio 2006
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Pensiero
Sfoglio il fiore della vita
per scoprire l'altra faccia dell'amore,
lì dove il bene veste l'egoismo.
Come può chiamarsi amore
il dito imbevuto nel fiele dell'io?
Maria 2006
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Il senso della vita
Raccontami le tue ansie
mentre indossano la divisa e,
intonando un canto freudiano,
marciano nella città buia.
Parlami dei fantasmi
appostati sui davanzali
ad oscurare i prati di Renoir
e i cieli colorati di Van Gogh.
Urla il desiderio che hai
di passeggiare nuda in the rain
per specchiarti sulla strada
che insegna il senso della vita.
Maria 2006
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