Tramonto sul Gran
Canyon
Ho sognato
la magia del tramonto
sul sublime picco.
I miei pensieri,
ombre della notte,
sinuosi sulla pietra nuda,
han seguito il fluire del tempo.
Smarrita nell’immenso spazio,
nella forza della natura,
avanza una sensazione di fragilità,
d’impotenza.
Trionfo di colori
nell’azzurro morente;
il rosa dell’essenza delle mie prime vanità,
il viola degli slanci spontanei,
l’arancio del frutto cui negai la vita,
il bianco dei fiori appassiti sull’altare,
il giallo dei sogni persi nei campi di grano,
il rosso dei miei fremiti d’ira.
All’improvviso,
una mano tenera
mi tira su,
m’indica un punto lontano
dove tendere lo sguardo
senza limiti.
Quelle ombre sinuose
si svelano, ora, stelle
nel blu della notte.
Maria 17 febbraio 2005
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Le damigelle dei
sogni
Sui tavoli d’azobè
della mia infanzia
sapori amari rivelarono
l’essenza della vita.
Al fruscio d’un velo
le damigelle dei sogni
piantarono le ali
sul ciglio del bosco.
Nel silenzio di lune estive
lamenti soffocati danzavano,
ultima agonia di onde
su sgretolati castelli di sabbia.
Arranco, oggi, per il sentiero
in cerca di quelle ali
prima che il tempo
le pieghi nella terra.
Maria, 5 aprile 2005
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Come un rondinino
Piroette di luci e colori
in albe e tramonti
cornici a una vita
intenta a costruire
con nude mani
mattone su mattone
la casa nel bosco.
Ombra sotto la pelle
sentinella
a suppellettili barocche
souvenir di tanti viaggi
che l’han resa forte e fragile.
Ad ogni primavera
picchietta la rondine sulla finestra.
Stanca, la guardo affannarsi.
A quel richiamo
vibrano cupe le fondamenta della casa.
Pulsa il sangue nel pugno.
A chi sa respirar solo quell’aria
non vorrei far toccare il centro del dolore.
Non so cosa fare...
E attendo come un tenero pulcino
che la rondine alle grida accorra
a nutrir di zucchero il nido.
Maria 21 aprile 2005
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Vorrei incamminarmi
leggera
Vorrei per una volta
svuotarmi dei pensieri inquieti
e andare leggera
sul sentiero di aceri rossi
che offrono ombra
a lumache nude.
Vorrei respirare
quell’odore di terra umida
che promette buoni frutti.
Vorrei arrivare lassù
sul punto più alto
del castello di roccia,
attardare lo sguardo
in fondo al cielo
in quei colori
che un dio sconosciuto
ha impastato con maestria
e oscura sapienza.
Vorrei bere
il respiro dell’infinito
e cullarmi nelle braccia
dei venti tiepidi.
Vorrei tornare indietro
camminando ad un palmo
sopra la terra
e con una nuova poesia nel cuore
vorrei mostrarmi a te.
Maria 3 giugno 2005
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Ninna nanna
Mi avvolgo nella pelle
e canto la ninna nanna all’orgoglio
che oggi ha digiunato
pur sedendo a tavola imbandita
di mille pietanze genuine.
Qualcuno le ha bagnate
con vino appassito nell’ignoranza.
Maria 13 giugno 2005
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Il tempo (s)corre
Scivolando sugli umori del pensiero,
orgasmo di un lungo giorno
anello di una catena
invisibile alla luce del sole
e rovente nelle fredde notti,
accarezzo la ruga
che s’affaccia su una spiaggia rosa cipria.
Granelli di sabbia
bucano il foro dell’ orizzonte
nei suoi capoversi silenziosi.
Conto gli attimi
nel loro distendersi sull’infinito
e vestirsi di un tono uniforme
fino al repentino cambiamento.
In quel filo sottile
(s)corre lenta la paura
dell’assenza di movimento.
Maria 17 giugno 2005
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Malinconia
Seduta sull’uscio di casa
intreccia fili di rafia
con trame di ricordi
nascosti sotto un toupet perlato.
Le fa ombra il ciliegio
le cui fronde
sono spoglie di frutti
che vestiti di rosso
saziarono i vogliosi.
Il vecchio cane,
sfinito dalle corse nei campi
dietro uno sciame di farfalle,
scodinzola la coda
al suono di una lacrima
scivolata silenziosa
nel cestino di paglia.
Maria 2 settembre 2005
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Solo una valigia
Vestita di sogni acquistati
alla boutique dell’apparenza
cercavo fuori
sulle vie affollate di sguardi
che s’incrociano sballottati dai venti.
Stasera, ho deciso, mi spoglio
e nuda m’incammino
con solo una valigia di domande
alla ricerca di terra fertile
dove crescono i germogli saggi.
Come bambina sull’altalena dell’emozioni
scenderò alla fermata
del sentiero delle verità e dell’essere.
Maria 21 settembre 2005
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Una notte da strega
Stanotte mi vesto da strega
intingo le unghie nel sangue
che sgorga a flotte dai muri
di una casa sospesa nel vuoto.
E col cappello nero
scendo sulla via
a scorticare la corteccia
di alberi secolari che fieri
svolazzano i capelli verdi
ai venti che spaventano l’uomo.
Chi decide i nostri destini?
Raccolgo i trucioli
sfinita mi abbandono
e la rabbia scivola dalle dita.
Le mie radici lentamente assorbono
lacrime affondate
nel tappeto marrone
e inalo quel dolore
che sempre vive in me
anche domani all’alba
quando la fatina sorridente
si guarderà allo specchio
per prepararsi al quotidiano
gioco d’azzardo della vita.
Maria 21 ottobre 2005
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Se mi chiedessero...
Se mi chiedessero ora di morire
andrei là dove il mare abbraccia la dura terra
e bacia le tracce sparse del tempo
con mille lingue schiumose.
Mi cullerei nei ricordi increspati dai venti
e dal desiderio di darne corpo sulla sabbia bianca.
Se mi chiedessero di esprimere ora l’ultimo desiderio
vorrei sicuramente raccoglierli tutti
quei ricordi
come tanti fiori preziosi
e legarli col nastro dell’orizzonte
per donarli all’eternità.
E chissà se domani
incontrandoli nell’immensa bolla d’aria celeste
li riconoscerei.
Maria 11 dicembre 2005
Isola di luce
Nel mare infinito
del mio andare
tra onde bizzarre
e incontri pirati
col nero delle inquietudini,
tra correnti
e saette di alghe,
di plancton nutrita
ho visto un’isola di luce
riflessa dal sole.
Ne subisco il fascino
respiro l’alito del suo ventre
la pelle vorrei bruciare
sotto le sue palme.
Etereo l’aggrapparmi ad essa.
C’è un arco
che trafigge il raggio
a ricordarmi,
tra paure accecanti
di falsi inviti,
il buio
in cui annegherò.
In abissi scivolerò
trascinata
da chi nel mare
fa da padrone.
Maria 2 febbraio 2005
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Quante volte…Quanti
sorrisi...
Quante volte
l’alba ha annunciato
coi suoi colori
giorni di passi incerti
su vie mai dritte
di sampietrini a buon mercato.
Quante volte
il sole rosso
ha chiuso gli occhi
lasciando al buio i pensieri
per non vederli correre
come cavie in gabbia
senza via di scampo.
Quanti sorrisi
dolci e amari
han riempito bicchieri vuoti
assorbendo i succhi della vita.
Quanti sorrisi
falsi e sinceri
serbo nelle tasche della pelle
gonfiandole con la stessa intensità.
Quante volte…quanti sorrisi…
[non so più]
So che ora la notte
è solo un prender fiato
in attesa di nuovi giorni
[dipinti con petali di nubi
o nastri gialli poco importa]
che come pagine sparse sulla via
con mani aperte e occhi curiosi
percorrerò caricata di inchiostro
intinto nel mio sogno.
Maria 9 marzo 2005
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Cerbiatto ferito
A piedi nudi
come un cerbiatto
vago per sentieri
bevendo a fonti
nell’ombra dei boschi.
La mia pelle respira
l’essenza del percorso
e s’incaglia su pietre
con punte invisibili
che entrano nelle carni
e il sangue sgorga
da cascate vertiginose.
La passione mi guida
fin dove la ragione
vorrebbe guardare la luce
filtrare tra abeti bianchi e rossi
e seguirne la vita
nel movimento delle braccia
al vento tiepido dell’est.
Maria 25 aprile 2005
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Il vestito
nuovo
Incredula viandante riposo
all’ombra d’un ciliegio in fiore.
Sul lungo viale il pensiero corre
rotolandosi nella polvere
e di ogni pietra miliare
legge l’affanno, la gioia, la paura,
e il dolore scolpiti con arte.
Capitelli resistenti tutti in fila
a ricordare le investiture della mia pelle.
La mano cancella con gesto delicato
la polvere dal vestito nuovo,
cucito con fatica di notte
sotto la luce d’argento.
Attenta a non strapparlo
nelle spine di rose selvatiche,
lesta riprendo il cammino in avanti
prima che l’amica puntuale di ogni sera
soffi sullo stoppino della volta del cielo.
Maria 11 maggio 2005
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Ghirigori tra
l’essere e l’apparire
Nel silenzio di certe lune
avanzano ombre a far le fusa
sui crepacci dell’anima.
Su foglio bianco
punto la matita
che lenta segue
quel coro di voci
e traccia ghirigori.
Un fiore nero di grafite
trionfa nel centro
ad omaggiare l’altra me.
S’innalza rapida una griglia
e l’alter spaventata
rincorre il profumo
dei raggi del sole.
Osservo i giri di matita,
danza malinconica
di una donna
in bilico sul davanzale
tra l’essere e l’apparire.
Maria 7 giugno 2005
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I non sense di una notte insonne
Come gatto
randagio
rasento i tetti
corteggiando la luna.
Forte arriva l’olezzo
di orgasmi interrotti
sulla soglia della vanità,
di amori truccati
con maschere baccanali,
di giorni trascorsi
sui fasciatoi di sogni
svenduti come puttane
sui viali di una città
intenta a cementare la solitudine
di chi non vuole più rischiare
su strade insicure.
Ma i venti portano profumi lontani
che invitano a viaggiare
sulla linea del tempo e dello spazio infiniti
per trovare la vera dimensione
del dono che ognuno ha avuto
un mattino di primavera
allo scoccare di un vagito di dolore.
Maria 12 luglio 2005
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Spiaggia di sera
Donna che t’affacci
a salutare la sera
timido si posa nei tuoi occhi
lo sguardo del mare
mentre cade l’ultimo petalo
di sole.
Dell’eco di voci
portate dai venti
rimane un sussurro
e la notte si fa attesa
di un’alba che srotoli
ancora una volta
la linea dell’orizzonte.
Maria 6 settembre 2005
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Sulla soglia del
sonno
Nelle giornate scomposte
varco i confini della mia ombra
alla ricerca di luce.
Tendo lo sguardo
nell’infinito azzurro
dimora dei suoni
che soffiano nel silenzio.
Ma una farfalla
s’adagia sulla mano
a bisbigliare che la vita
sta nel batter d’ali
delle mie dita
mentre penetrano il corpo
del raggio di luce.
Maria 11 ottobre 2005
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C’è una strada...
C’è una strada fuori da ogni porta,
oltre l’esilio in cui ci condanniamo,
cieli aperti da navigare
lune e soli da sfogliare
stelle polari da accendere.
C’è una strada fuori oltre il silenzio,
voci e suoni da ascoltare
note da innalzare a cattedrale
nei campi arsi dal dolore.
C’è una rotta fuori da aprire
nei mari impietriti da gocce cristalline
da solcare a vele spiegate
annodando le onde alla prua.
Lo scopo del viaggio
è percorrere ogni sentiero
raccoglierne non i tesori
ma i mille colori preziosi
e ricamare un patchwork
che ci scalderà nelle freddi notti.
Maria 10 novembre 2005
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Apro la
finestra
Apro la finestra
libero lo sguardo
per una passeggiata spensierata
nel blu dei miei sogni.
Da tempo imbottigliati
in spazi asfissianti
timido si lancia
in una corsa.
Maria 2005

