E’ apparso il mio
sogno
Nella nebbia uno spiraglio di luce,
è apparso il mio sogno,
figlio sempre desiderato
e ogni volta abortito nell’ombra grigia
del massacro dei sentimenti.
Ora è mio ed io sono sua.
Le nostre mani tenere
rubano stelle
e ne fanno parole
per tingere le pareti delle voci
di luce dorata.
La mia bocca brama il tuo respiro
come rondine che vola
verso il tepore dei cieli del sud.
Il mio corpo ti cerca
come una barca che naviga
verso l’isola dove ha le radici.
I miei occhi ti vedono
e l’ebbrezza del cuore
allunga le braccia
per cantare il tuo nome
mentre gioco col sole
nei campi di grano e di papaveri.
Maria 20 gennaio 2005

La luna sorride
L’argentea luna sorride di sbieco
alla burrasca in dissolvenza.
Sopravvissuta alle notti di vento
l’anima riaffiora
nel cielo sereno
con un brivido vitale.
Sciolgo i capelli sulle spalle
come nodi del mio dolore
indosso fiori di pesco sulla pelle
intingo il cuore, scorza di tramonti,
nei colori del tuo mare
e aggrappata alla luce della falce
attendo di riaprire gli occhi
sui sospiri dell’alba.
Maria 14 aprile 2005

Sensazione
In un’alba tiepida di maggio
scenderò sulla spiaggia
a lasciare orme nude.
Indosserò una gonna gitana
scioglierò i capelli
e libera abbraccerò il vento.
L’infinito dell’orizzonte
m’invaderà l’anima,
il sole inviterà le onde
in una danza sensuale
ed io rinascerò
per infrangermi come marea
sulla tua isola.
Maria 9 maggio 2005

Come ancelle di Venere
In punta di piedi sono scesa
nel tuo giardino
agghindato a festa.
Mille colori e profumi
come ancelle di Venere
mi hanno presa per mano
e accompagnata sul sentiero
tra ciliegi e mandorli
carichi di sogni.
Ho intinto le ciglia
nei calici di fiori leggiadri
e nella sensualità delle fragole
per dipingere sulla pelle
l’icona della nostra poesia.
Con la mano ho chiuso dolcemente
gli occhi al sole stanco
e coriandoli di lucciole sull’abete
hanno illuminato i nostri verdi passi
tra i soffi di Zefiro dispettoso.
Maria 21 giugno 2005

Mi perdo nella tua felicità
I tuoi occhi sono cesti
colmi di frutti succosi
raccolti nei campi
dove sapientemente seminati
han visto sorgere il sole
là dove una carezza rosea
tinge sogni in attesa di levarsi.
Han visto nubi scuotere
i venti bizzarri
per far spazio all’azzurro infinito
Han visto la signora notte
avvolgere i sogni
e serbarli caldi sul guanciale
tra i miei seni.
Ti sazi di essi
ed io mi perdo
nella tua felicità.
Maria 5 novembre 2005

Con te il sole brilla
Con te il sole brilla
sempre ed eterno
mi riscalda il tuo calore.
Insinuandoti implacabile
nelle fessure affascinate
dai raggi d'oro
del tuo sorriso,
scopro la fonte
dove sgorga la tenerezza
che crepita nelle vene.
Sorgente dove un dì
potrai placare la tua sete
e nei suoi occhi
ritrovare i sogni
dati in dono al tempo
E’ come ritornar fanciulli
che giocano a far l’amore
con l’ingenuità dei loro anni
di carezze scambiate
e di piccoli furtivi baci.
Un cercarsi frenetico
per riempire le tasche
di sapori e profumi
da liberare nei sogni
delle notti abbracciate
alla luna.
Siamo due cuori
due mani tese al vento
a cercar una goccia
del perduto paradiso
Siamo frutto dolce
da cogliere e gustare,
acqua pura di torrente
per toglierci via il passato.
Siamo fuoco d’astri
che di peccar non teme.
Chè l’amor non è peccato.
Maria 2005

Vieni...
Vieni
col profumo di lavanda in tasca
andiamo sul sentiero
dove il raggio non fa ombra
e solletica il cuore
rivolto ad est.
Vieni
siediti sulla sponda del letto
riposa i piedi stanchi
hanno camminato tanto
per trovarmi qui
nella casa della Poesia.
Vieni
rannicchiati sotto le lenzuola
la notte non fa più paura
è solo un sorso d'acqua fresca
spruzzato dal sole
mentre si tuffa nell'orizzonte
a recuperare i nostri sogni.
Maria dicembre 2005

I paradossi dell’essere solo in amore
L’amore nel suo donarsi
vince la solitudine.
Empie il giardino
di sole e di fiori.
Scrive nuove parole
nei nostri dizionari.
E’ un mare le cui onde
vanno da una riva all’altra.
E’ colmare a vicenda
la coppa di vino rosso.
E’ scambiarsi pane
per soddisfare la fame.
E’ cantare e danzare insieme
e sentirsi felici.
Bere da una sola coppa.
Mangiare da un solo pane.
Ma permette a ciascuno di essere solo.
Usare ognuno il proprio dizionario.
Insieme guardare l’orizzonte
ma ognuno coi propri occhi.
L’amore è un arricchirsi a vicenda,
un crescere insieme.
Non un uccidere se stesso
per somigliare all’altro
o un annullarsi a vicenda.
Maria 2005

Immagine
La mia anima canta il tuo nome
come il fruscio della pioggia
mentre adagia le sue gocce su foglie di palma
sotto lo sguardo del sole che sbircia tra le nuvole.
Maria 2006
La voce dell’emozione
Un soffio di voce
stilla carezze
sulle corde del corpo
e diventa poesia.
Struggente mi penetra
mette radici nel cervello
e bagna il cuore.
Fiore che si nutre
di linfa, luce e calore
e si schiude.
Rosa che danza
al canto d’amore
sullo spartito ricamato
da cigni bianchi.
Eros mi abbraccia.
Avvolta da smania
di arrivare in cima all’Olimpo
raccolgo coriandoli di stelle
senza dimora.
L’oblio sopisce
e con un velo maschero
i seni stregati.
Ora regina del cielo
con un soffio
di profumo d’amore
spengo gli occhi della luna
e scivolo leggera
nel blu dei sogni.
Maria 6 febbraio 2005

Un sogno all’orizzonte
Accarezzando soffici nuvole
il mio pensiero plana
sulla linea dell’orizzonte.
Uno scudo di specchi
nasconde gli abissi
con creature affamate.
Ascolto le parole mute
di pesci arcobaleno
tra i riverberi molli
di onde d’argento.
Apro un varco nella brezza,
adagio nel tuo sguardo
parole di luce
e, bruciando, ti sorrido.
Maria 7 gennaio 2005

Gelosia
Fioriscono ghirlande di calendula*
sulla costola incarnita.
Il sapore pungente
dei petali gialli
sveglia il serpente
che dalla fonte sgorga
ad ogni stagione d’amore.
Parole, schegge di vetro
affollano i pensieri confusi.
Immagini, lame taglienti
su nastri di seta nera,
trapassano gli occhi innocenti.
Scavo nelle lunghe notti
un pozzo di lacrime
dove annegare la bestia
e sfuggire alla battaglia.
M’illudo di vincerla.
Al do del canto che inquieta
il demone ride nuovamente di me.
Maria 27 maggio 2005

Un giro di valzer
Dopo un giro di valzer
intorno al cerchio splendente
sfoglio le pagine per leggere sulle righe
le note che hanno smorzato dolori e solitudini.
Ho ascoltato i moti e i silenzi dell’anima e dei sensi
come richiami del cuore cavo di un flauto.
Un canto di magica alchimia
che ha indorato il respiro d’infinito.
Mentre il vento soffia ora forte ora lieve
senza spezzare il filo di quell’aquilone
cucito con cura ai bordi di un bosco
da quando quel raggio timido,
filtrando tra le nuvole di un cielo brumoso,
rischiarò i nostri passi
per un nuovo cammino.
Maria 18 dicembre 2005

Amami
Prendimi per mano
come tu sai fare
e portami in giro
per i sentieri del futuro,
aiutami a perdermi in essi
e a ritrovare il mio essere donna.
Aiutami a parlarti d’amore
e ad accarezzarti il petto
su cui mettere a riposare
i miei stanchi pensieri
fiduciosi dei giorni sereni
che tu offrirai loro.
Amami e mi innalzerò
come dea sull’olimpo
dove, poi, sarò io a condurti
per offrirti in calice di madreperla
l’essenza di me.
Amami.
Maria 2005

Il sole rosso
Sai, questa notte
ho sognato la tua isola.
C'eri tu poggiato su uno scoglio.
Negli occhi avevi i miei colori,
sulla pelle il mio profumo,
tra le mani avevi me.
Il sole rosso giocava
a far dispetti.
Divertito ci lanciava
nastri di seta
che scivolavano
tra i miei capelli
e il tuo collo
stringendo in abbracci
i nostri corpi caldi.
Seduti poi sulla sabbia
con gli occhi bambini
abbiamo puntato i piedi
verso la palla cocente
che solleticandoci per un po'
ci ha poi salutati
tuffandosi nell'orizzonte
per lasciarci liberi
di appendere i nostri abiti
sul mento dell'amica luna.
Dimmi, sarà così
sulla nostra isola?
Maria primavera 2005

Disegno da riempire
Sono qui, sulla strada
abbagliata da luci psichedeliche.
Mi volgo indietro
ombre cupe mi parlano.
La testa fa faville.
Le mie incertezze
si sciolgono tra le tue mani
e col nero dei tuoi occhi
segno la direzione da seguire.
Ora è chiaro davanti a me
il disegno da riempire
con la luce trasmessa
dalla spina che hai inserito
nel mio cuore.
Maria 2005

Parole d'amore
Le parole
petali che sfoglio per te.
In esse intingi il dito
che il tuo cuore succhierà
per nutrire quel piacere
che renderà le lenzuola,
dove con me ti adagerai,
campi fertili di giugno.
Maria 2006

Per il mio pittore
Quell’anima
nel suo guscio di donna
si è nutrita di linfa e di vermi.
L’hanno colorata di grigio azzurro
col pennello intinto negli umori del cielo
al passaggio dei venti dell’est e del nord
e la sua polpa ha il gusto di mandorle dolci amare.
Si è congelata nella paura di diventare morso
per avventori traditori.
Ora scaldata dai tepori
di un raggio puro e delicato
ha deciso di posare nuda
per il suo pittore.
Maria 2005


